Anna Maria Luisa de' Medici

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Anna Maria Luisa de' Medici
Anna Maria Luisa de' Medici
Antonio Franchi, Anna Maria Luisa de' Medici, 1690-1691.
Elettrice Palatina; Duchessa di Neuburg, Jülich r Berg, di Cham e dell'Alto Palatinato; Contessa di Megen
In carica 1613 - 1623
Predecessore Elisabetta Amalia d'Assia-Darmstadt
Successore Elisabetta Augusta del Palatinato-Sulzbach
Nascita Firenze, 11 luglio 1667
Morte Firenze, 18 febbraio 1743
Luogo di sepoltura Cappelle Medicee, Firenze
Casa reale Real Casa de' Medici
Padre Cosimo III de' Medici
Madre Margherita Luisa d'Orléans
Consorte Giovanni Guglielmo del Palatinato

Anna Maria Luisa (o Ludovica) de' Medici, principessa elettrice del Palatinato (Firenze, 11 luglio 1667Firenze, 18 febbraio 1743), fu l'ultima rappresentante della casata fiorentina dei Medici.

Unica figlia femmina del Granduca Cosimo III e della principessa Margherita Luisa d'Orléans, divenne nel 1690 la seconda moglie di Giovanni Carlo Guglielmo I, Principe Elettore del Palatinato.

La sua famiglia d'origine era sull'orlo dell'estinzione e Cosimo III passò gli ultimi anni della sua vita a cercare di farla riconoscere dagli altri stati europei come propria erede, ma invano. A seguito della morte del marito Anna Maria Luisa ritornò a Firenze, dove visse fino alla morte nel 1743: con lei si estinse la linea primogenita di Casa Medici. Per testamento lasciò la grandissima collezione artistica che apparteneva alla famiglia, e che ella ereditò dal fratello Gian Gastone, ultimo granduca della famiglia, alla sua morte nel 1737, allo stato toscano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Ferdinando ed Anna Maria Luisa de' Medici con la loro governante, Justus Sustermans.

Anna Maria Luisa nacque quando le relazioni tra i genitori erano già così deteriorate che la madre, accortasi di essere rimasta incinta, tentò di procurarsi un aborto andando a cavallo a rotta di collo[1]. Alla fine la Granduchessa abbandonò la Toscana nel 1675 tornando nella natìa Francia, dove Luigi XIV la costrinse a vivere nel Convento di Montmartre[2]

Nel 1669 Anna Maria Luisa fu presa in considerazione come possibile moglie per Luigi, il Gran Delfino, figlio ed erede di Luigi XIV di Francia[3] ma Cosimo III non gradì l'idea di un'unione francese, anche per il cattivo esempio che la propria moglie, cugina di primo grado del Re Sole, aveva dato alla Corte toscana.[3] Cosimo III invece la propose come moglie al re Pietro II del Portogallo, ma i ministri lusitani ne dissuasero il re, atterriti dal pensiero che la principessa Anna Maria Luisa potesse dominare Pietro II, temendo che avesse ereditato i modi d'essere della madre Margherita Luisa.[4] I contemporanei di lei avevano idea che avesse invece ereditato i tratti bigotti, rigidi ed alteri del padre e della nonna paterna, Vittoria della Rovere.

Granducato di Toscana
Casata dei Medici

Coat of arms of the Grand Duke of Tuscany.png

Cosimo I (1569-1574)
Francesco I (1574-1587)
Ferdinando I (1587-1609)
Cosimo II (1609-1621)
Ferdinando II (1621-1670)
Cosimo III (1670-1723)
Gian Gastone (1723-1737)

Nel 1689, subito dopo la morte di Maria Luisa di Borbone-Orléans, i ministri spagnoli cominciarono rapidamente a cercare una seconda moglie per il re Carlo II di Spagna: le candidate principali furono Anna Maria Luisa e la principessa tedesca Maria Anna del Palatinato-Neuburg. Ma alla fine fu scelta quest'ultima.

A seguito dei rifiuti ricevuti dalle Case Reali di Spagna, Portogallo, Francia e Savoia, l'imperatore Leopoldo I suggerì l'Elettore Palatino Giovanni Carlo Guglielmo I,[5] detto popolarmente Jan Wellem. Giacomo II d'Inghilterra propose il cognato Francesco II d'Este, duca di Modena; ma la principessa lo ritenne di rango troppo inferiore a quello della Casa Granducale ed inoltre era figlio di Laura Martinozzi (una nipote del Cardinale Mazarino).[6] Le nozze con il principe Palatino avvennero per procura il 29 aprile 1691 e durante i festeggiamenti un contemporaneo così la descrisse: «Di persona era alta, la sua carnagione bella, gli occhi grandi ed espressivi, i capelli neri; la sua bocca era piccola, con labbra piene; i denti bianchi quanto l'avorio ...»[6]

Elettrice Palatina[modifica | modifica sorgente]

Gli Elettori Palatini, Jan Frans van Douven, c. 1708.
Stemma di la Elettrice

L'Elettore Palatino contribuì a far ottenere al suocero il trattamento di Altezza Reale nel 1691. Anna Maria Luisa partì per Düsseldorf, capitale del Palatinato, il 6 maggio 1691, accompagnata dal fratello minore, Gian Gastone: l'Elettore la incontrò ad Innsbruck e là vennero celebrate le nozze di persona; poco dopo Anna Maria Luisa contrasse la sifilide dal marito, e ciò la rese sterile. L'Elettore Palatino era un nemico di Luigi XIV e quindi questi osteggiò le nozze, ma venne rabbonito da Cosimo III.[7] Anna Maria Luisa organizzò le nozze del fratello minore: il 4 marzo 1697 a Düsseldorf Gian Gastone de' Medici sposò Anna Maria Francesca di Sassonia-Lauenburg, erede dell'omonimo ducato.[8] Il matrimonio fu infelice, la moglie respinse il marito e dopo undici anni di convivenza, durante i quali Gian Gastone divenne alcolizzato e da bisessuale del tutto omosessuale, il giovane principe lasciò la Germania per tornare definitivamente a Firenze.[9]

Negli anni l'Elettrice tenne una frequente corrispondenza con lo zio, il cardinale Francesco Maria de' Medici, governatore di Siena, rimproverandolo spesso per i suoi vizi.[10]

Fu probabilmente per compiacere a lei, che era entusiasta della vista che si godeva dal vecchio castello di Bensberg, che si ergeva sulle colline circostanti e che le ricordavano il paesaggio toscano, che il marito Giovanni Guglielmo fece erigere in Bensberg il sontuoso omonimo castello di caccia.

L'ultima Medici[modifica | modifica sorgente]

Il matrimonio fu dunque senza eredi e, morto il marito nel 1716, Anna Maria Luisa se ne tornò a Firenze, dove oramai era certa la prossima estinzione della casata granducale. Erano andati infatti allo stesso modo i matrimoni dei fratelli Ferdinando e Gian Gastone, ed era pure finita infelicemente la disperata mossa del Granduca Cosimo, che aveva fatto abbandonare il cappello cardinalizio al fratello minore Francesco Maria per coniugarlo ad una giovanissima principessa (Eleonora Luisa Gonzaga), nella vana speranza di avere un erede legittimo.

Cosimo III, ormai rassegnato all'estinzione della casata, provò a prolungarne il governo disponendo che alla sua morte il trono passasse ad Anna Maria Luisa ma la mossa fu bloccata dal veto delle potenze europee, che ormai consideravano il Granducato di Toscana come una preziosa pedina per i vari mercanteggiamenti di troni. Dopo guerre e trattati, fu deciso che il trono toscano andasse alla casata francoaustriaca degli Asburgo-Lorena.

La statua di Anna Maria Luisa posta sul retro di San Lorenzo.

Alla morte del fratello Gian Gastone nel 1737, il rappresentante lorenese Principe di Craon offrì ad Anna Maria Luisa la reggenza del Granducato in nome di Francesco Stefano di Lorena, nuovo sovrano, ma la principessa declinò l'offerta, pur rimanendo a vivere in Palazzo Pitti e dedicandosi alla sua passione per l'arte e l'antiquariato.

Il "Patto di Famiglia"[modifica | modifica sorgente]

Fu proprio questa passione a portarla a compiere il gesto per cui è rimasta famosa e che fu la vera fortuna della città di Firenze: nel 1737 Anna Maria Luisa stipulò con la nuova dinastia regnante il cosiddetto "Patto di Famiglia" che stabiliva che i Lorena non potessero trasportare «o levare fuori della Capitale e dello Stato del Granducato ... Gallerie, Quadri, Statue, Biblioteche, Gioje ed altre cose preziose... della successione del Serenissimo GranDuca, affinché esse rimanessero per ornamento dello Stato, per utilità del Pubblico e per attirare la curiosità dei Forestieri.»

Con questo patto Anna Maria Luisa permise che Firenze non perdesse nessuna opera d'arte e che non subisse la sorte di Ferrara, di Urbino, di Mantova o di Parma, che all'estinzione o all'allontanarsi delle loro casate regnanti erano state letteralmente svuotate dei tesori artistici e culturali.

Albero genealogico[modifica | modifica sorgente]

Anna Maria Luisa Padre:
Cosimo III de' Medici
Nonno paterno:
Ferdinando II de' Medici
Bisnonno paterno:
Cosimo II de' Medici
Trisnonno paterno:
Ferdinando I de' Medici
Trisnonna paterna:
Cristina di Lorena
Bisnonna paterna:
Maria Maddalena d'Austria
Trisnonno paterno:
Carlo II d'Austria
Trisnonna paterna:
Maria Anna di Wittelsbach
Nonna paterna:
Vittoria della Rovere
Bisnonno paterno:
Federico Ubaldo della Rovere
Trisnonno paterno:
Francesco Maria II della Rovere
Trisnonna paterna:
Livia della Rovere
Bisnonna paterna:
Claudia de' Medici
Trisnonno paterno:
Ferdinando I de' Medici
Trisnonna paterna:
Cristina di Lorena
Madre:
Margherita Luisa d'Orléans
Nonno materno:
Gastone d'Orléans
Bisnonno materno:
Enrico IV di Francia
Trisnonno materno:
Antonio di Borbone
Trisnonna materna:
Giovanna III di Navarra
Bisnonna materna:
Maria de' Medici
Trisnonno materno:
Francesco I de' Medici
Trisnonna materna:
Giovanna d'Austria
Nonna materna:
Margherita di Lorena
Bisnonno materno:
Francesco II di Lorena
Trisnonno materno:
Carlo III di Lorena
Trisnonna materna:
Claudia di Valois
Bisnonna materna:
Cristina di Salm
Trisnonno materno:
Paul di Salm
Trisnonna materna:
Marie Le Veneur

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Acton, p. 101
  2. ^ Strathern, p. 389
  3. ^ a b Acton, p. 151
  4. ^ Acton, p 165
  5. ^ Acton, p 181
  6. ^ a b Acton, p. 182
  7. ^ Acton, p 183
  8. ^ Acton, pp. 208-211
  9. ^ Strathern, p 404
  10. ^ Acton, p. 246

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Harold Acton, Gli ultimi Medici (The last Medicis, Orioli, Firenze 1930), ISBN 88-06-59870-8
  • Strathern, Paul, The Medici: Godfathers of the Renaissance, Vintage books, London, 2003, ISBN 978-0-09-952297-3
  • Marcello Vannucci, Le donne di casa Medici, Newton Compton Editori, Roma 1999, ristampato nel 2006 ISBN 88-541-0526-0

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 72191546 LCCN: nr90007830