Anna Jaclard

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Anna Jaclard

Anna Jaclard, nata Anna Vasil'evna Korvin-Krukovskaja (Mosca, 18 ottobre 1843Parigi, 14 settembre 1887), è stata una giornalista e attivista russa. Rivoluzionaria socialista, prese parte alla Comune di Parigi con il marito Victor Jaclard. È la sorella della matematica Sof'ja Kovalevskaja.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Anna Vasil'evna Korvin-Krukovskaja nacque, come la sorella Sof'ja, nell'aristocratica famiglia del generale Vasilij Korvin-Krukovskij. Entrambe conobbero la letteratura materialista di Ludwig Büchner e di Karl Vogt, e quella socialista e populista di Černyševskij e di Lavrov, simpatizzando con i circoli politici più radicali.

Nel 1864 incontrò Fëdor Dostoevskij, dopo aver pubblicato due racconti nella rivista letteraria L'Epoca. Lo scrittore la incoraggiò e si legò d'amicizia con lei fino a chiederle di sposarlo, ma ottenne un rifiuto. Scrisse alla sorella Sof'ja: «Sono stupita di non poterlo amare. È talmente buono, intelligente, geniale. Ma gli occorre una donna che si consacri interamente a lui, e io non posso farlo».[1] Si pensa che Anna sia stata rappresentata da Dostoevskij nel personaggio Aglaia Epancina del romanzo L'idiota.[2]

Lasciata la Russia nel 1866, raggiunse Parigi e lavorò come operaia in una tipografia. Frequentò gli ambienti rivoluzionari e vi conobbe lo studente di medicina Victor Jaclard, con il quale dovette fuggire a Ginevra per sottrarsi all'arresto della polizia bonapartista. Si sposarono e aderirono entrambi alla Prima Internazionale, e sembra che Anna abbia tradotto in russo l'Indirizzo inaugurale, scritto da Marx, dell'Associazione dei lavoratori.

Alla caduta di Napoleone III nel 1870 i coniugi Jaclard tornarono a Parigi, e Anna partecipò alla prima Unione delle donne, fondata da Jules Allix, che ebbe breve vita, venendo sostituita dall'omonima associazione creata da Élisabeth Dmitrieff e Nathalie Lemel. Durante la Comune, Anna Jaclard entrò nel Comitato di vigilanza del XVIII arrondissement di Parigi, occupandosi di organizzare e controllare l'insegnamento svolto nelle scuole femminili. Il 31 marzo 1871 fondò con André Léo il giornale La Sociale e partecipò ai soccorsi dei federati combattenti contro l'esercito di Versailles.

Durante la Settimana di sangue combatté sulle barricate e riuscì a sfuggire ai versagliesi, mente la corte marziale la condannava in contumacia alla deportazione a vita nella Nuova Caledonia, accusandola falsamente di «complicità in sottrazione fraudolenta di diversi effetti».[3] Con il marito si rifugiò in Svizzera, poi a Londra, dove incontrò Marx e cominciò, senza terminarla, la traduzione in russo del I libro de Il Capitale.

Nel 1874 Anna e Victor Jaclard si trasferirono in Russia. Qui lavorò come giornalista e traduttrice, e riprese i contatti con i circoli rivoluzionari. Con l'amnistia del 1880 tornarono a Parigi, dove Anna morì nel 1887.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ B. Noël, Dictionnaire de la Commune, II, 1978, p. 30.
  2. ^ K. Lantz, The Dostoevsky Encyclopedia, 2004, p. 220.
  3. ^ B. Noël, cit., II, p. 31.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Bernard Noël, Dictionnaire de la Commune, II, Paris, Flammarion, 1978
  • Kenneth Lantz, Korvin-Krukovskaja, Anna Vasil'evna (1843–1887), in The Dostoevsky Encyclopedia, Westport-London, Greenwood Press, 2004

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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