Anna Genoveffa di Borbone-Condé

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Anna Genoveffa di Borbone)
Crown of Italian noble.svg
Anna Genoveffa di Borbone-Condé
Longueville-Chauveau.JPG
Duchessa di Longueville
Trattamento Principessa
Nascita 28 agosto 1619
Morte Castello di Vincennes, Francia, 5 aprile 1679
Sepoltura Carmel du faubourg Saint-Jacques, Parigi, Francia
Padre Enrico II di Borbone-Condé
Madre Carlotta Margherita di Montmorency
Consorte Enrico II di Orléans-Longueville
Figli Carlo Paride, conte di Saint-Pol
Religione cattolicesimo
Firma Signature of Anne (Geneviève) de Bourbon at the marriage of her nephew the Duke of Enghien in 1641.png

Anna Genoveffa di Borbone-Condé (Castello di Vincennes, 28 agosto 1619Parigi, 15 aprile 1679) fu una principessa francese nota per la sua bellezza ed i suoi amori, la sua influenza durante le guerre civili della Fronda e la sua conversione al giansenismo. Era l'unica figlia femmina di Enrico II di Borbone, principe di Condé, e di sua moglie, Carlotta Margherita di Montmorency; era quindi sorella di Luigi II, il Gran Condé.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Anna Genoveffa nacque nella prigione del castello di Vincennes, nel quale i suoi genitori erano stati relegati per la loro opposizione al Maresciallo d'Ancre, il favorito della regina Maria de' Medici, che all'epoca era reggente per il figlio Luigi XIII di Francia, ancora minorenne.

Venne educata con grande severità nel convento carmelitano in rue Saint-Jacques, a Parigi. I primi anni della sua infanzia vennero adombrati dall'esecuzione dello zio Enrico II, duca di Montmorency, unico fratello della madre, a causa dei suoi intrighi contro Richelieu nel 1632, nonché del cugino della madre, il conte François de Montmorency-Boutteville, accusato di duello illegale nel 1635. I genitori di Anna Genoveffa riuscirono però a trattare la pace con il Cardinale Richelieu e così, nel 1635, poterono far ritorno in società, dove ben presto la giovane principessa divenne una delle stelle dell'Hôtel de Rambouillet, che all'epoca era il centro di tutto quello che era colto, arguto e gaio in Francia.

"Dea della pace e della concordia"[modifica | modifica wikitesto]

Enrico II d'Orléans, duca di Longueville: il marito di Anna Genoveffa

Nel 1642 Anna Genoveffa venne data in moglie a Enrico II d'Orlèans, duca di Longueville, governatore della Normandia; egli era vedovo ed aveva il doppio dell'età della giovane moglie; il matrimonio non fu felice. Dopo la morte di Richelieu, suo padre divenne il capo del consiglio di reggenza durante la minore età di Luigi XIV, mentre suo fratello Luigi riportò una grande vittoria nella battaglia di Rocroi, nel 1643; questi avvenimenti portarono la Duchessa ad assumere un'elevata importanza politica. Nel 1646 Anna Genoveffa accompagnò il marito a Münster, dove era stato inviato dal cardinale Giulio Mazarino come ministro plenipotenziario; qui riuscì ad esercitare il suo fascino sui diplomatici tedeschi che stavano lavorando alla Pace di Vestfalia e venne soprannominata "Dea della pace e della concordia".

I giorni della Fronda[modifica | modifica wikitesto]

Ritornata dal viaggio in Germania, Anna Genoveffa si innamorò del Duca di La Rochefoucauld, l'autore delle Massime, il quale utilizzò l'amore di Genoveffa per influenzarne il fratello e quindi guadagnarsi degli onori per sé stesso.

Essa fu uno dei personaggi principali e leader della prima Fronda, durante la quale cercò di portare a conoscenza del fratello Armando, principe di Conti, e del marito il diffuso malcontento; ella d'altronde fallì nell'attrarre al suo partito il Gran Condé stesso, la cui lealtà al trono portò al rovesciamento del movimento.

Fu durante la prima Fronda che essa andò a vivere all'Hôtel de Ville e scelse la città di Parigi come luogo in cui dare alla luce il figlio Carlo Paris, frutto della relazione adulterina col Duca di La Rochefoucauld.

La pace d'altronde non la soddisfaceva, benché La Rochefoucauld riuscì ad ottenere i titoli che desiderava. La seconda Fronda fu largamente merito suo, ed in questa Anna Genoveffa giocò l'importantissimo ruolo di arruolare tra i ribelli prima il Gran Condé e poi il Gran Turenne. Negli ultimi anni della guerra venne accompagnata in Aquitania dal Duca di Nemours: questa intimità diede a La Rochefoucauld una scusa per abbandonarla e fare ritorno dalla sua precedente amante, la Duchessa di Chevreuse.

Giansenismo: un rifugio dalla disgrazia[modifica | modifica wikitesto]

Abbandonata dall'amante e caduta in disgrazia presso la corte, la Duchessa di Longueville trovò rifugio nella religione; accompagnò il marito nel suo incarico di governo presso Rouen e si dedicò ad opere caritatevoli. Prese come propria guida spirituale la badessa Antoine Singlin (1607-1644) di Port-Royal des Champs. Visse in Normandia fino al 1663, anno in cui morì suo marito ed essa fece ritorno a Parigi.

Nella capitale iniziò a sviluppare delle convinzioni gianseniste; la sua devozione religiosa, il ricordo della sua influenza durante i disastrosi giorni della Fronda e dell'amore che suo fratello Luigi portava per lei, la resero più benvoluta. Il Re la perdonò e si mostrò rispettoso nei suoi confronti. Anna Genoveffa divenne così la più grande protettrice dei giansenisti e fu nella sua casa che Antoine Arnauld, Pierre Nicole e Noël Lalane, autore di De la Grâce victorieuse, vennero accolti. È al suo interessamento che, in gran parte, devono essere attribuiti la scarcerazione dalla Bastiglia di Louis-Isaac Lemaistre de Sacy, la presentazione al governo di Simon Arnauld, marchese di Pomponne, e l'introduzione al Re di Antoine Arnauld.

Le famose lettere di Anna Genoveffa al papa costituirono una parte importante del convento di Port-Royal e, finché rimase in vita, le suore dell'abbazia furono al sicuro.

Il figlio maggiore, Giovanni Luigi Carlo, rinunciò ai propri titoli e proprietà, divenendo un gesuita e assumendo il nome di Abbé d'Orléans; il più giovane, Carlo Paris, dopo aver condotto una vita di vizi e sregolatezze, venne ucciso in battaglia durante l'attraversamento del Reno nel 1673.

Nell'ultimo periodo della sua vita la salute iniziò ad abbandonarla ed essa si ritirò nel convento carmelitano dove era stata educata; nel 1679 Anna Genoveffa morì e venne sepolta con grande sfarzo da parte del fratello Principe di Condé, mentre il suo cuore, come da lei desiderato, venne mandato alle monache di Port-Royal des Champs.

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Enrico II e Anna Genoveffa ebbero quattro figli:[1]

  • Carlotta Luisa (16441645), mademoiselle de Dunois;
  • Giovanni Luigi (12 gennaio 1646 – 4 febbraio 1694), succedette al padre come Duca di Longueville, ma nel 1668 rinunciò ai propri titoli e proprietà per unirsi alla Compagnia di Gesù; riassunse poi i titoli nel 1672 alla morte del fratello;[2]
  • Maria Gabriella (16461650);
  • Carlo Paride (29 gennaio 1649 – 12 giugno 1672), che succedette al fratello maggiore nei titoli della Casa di Orléans-Longueville; fu Duca di Longueville, d'Estouteville, Principe sovrano di Neufchâtel e di Valangin, Conte di Dunois e di Saint-Pol. Egli era in realtà nato da una relazione della madre con François de Marcillac, duca di La Rochefoucauld, ma riconosciuto come figlio da Enrico II di Orléans-Longueville.

Fonti su Anna Genoveffa[modifica | modifica wikitesto]

Una fonte sulla vita della Duchessa di Longueville è il libro in due volumi scritto da Villefore il Giansenista, pubblicato nel 1738. Victor Cousin dedicò ad Anna Genoveffa un'opera in quattro volumi (M.me de Longueville pendant la Fronde) che offre un ritratto della sua epoca. Altri accenni si trovano in Portraits des femmes (1840) di Sainte-Beuve; la relazione della Duchessa con Port-Royal si possono studiare nelle memore di Arnauld e nelle cronache del convento.

Ascendenza[modifica | modifica wikitesto]

Anna Genoveffa di Borbone-Condé Padre:
Enrico II di Borbone-Condé
Nonno paterno:
Enrico I di Borbone-Condé
Bisnonno paterno:
Luigi I di Borbone-Condé
Trisnonno paterno:
Carlo IV di Borbone
Trisnonna paterna:
Francesca d'Alençon
Bisnonna paterna:
Eleonora di Roucy de Roye
Trisnonno paterno:
Carlo di Roye
Trisnonna paterna:
Maddalena di Mailly
Nonna paterna:
Carlotta de La Trémoille
Bisnonno paterno:
Luigi III de La Trémoille
Trisnonno paterno:
Francesco de La Trémoille
Trisnonna paterna:
Anna di Laval
Bisnonna paterna:
Giovanna di Montmorency
Trisnonno paterno:
Anne de Montmorency
Trisnonna paterna:
Maddalena di Savoia
Madre:
Carlotta Margherita di Montmorency
Nonno materno:
Enrico I di Montmorency
Bisnonno materno:
Anne de Montmorency
Trisnonno materno:
Guglielmo di Montmorency
Trisnonna materna:
Anna Pot
Bisnonna materna:
Maddalena di Savoia
Trisnonno materno:
Renato di Savoia
Trisnonna materna:
Anna Lascaris di Tenda
Nonna materna:
Antonietta de La Marck
Bisnonno materno:
Roberto IV de La Marck
Trisnonno materno:
Roberto III de La Marck
Trisnonna materna:
Guglielmina di Sarrebruck
Bisnonna materna:
Francesca di Brézé
Trisnonno materno:
Luigi di Brézé
Trisnonna materna:
Diana di Poitiers

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico II di Orléans-Longueville#Matrimoni e successione
  2. ^ genealogy.euweb.cz

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Questa voce incorpora informazioni tratte da Hugh Chisholm (a cura di), Encyclopædia Britannica, XI edizione, Cambridge University Press, 1911.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 56602992 LCCN: nr/2004/18637

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie