Anite di Tegea

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Anite di Tegea (in greco Ἀνύτη) (Tegea, fine del IV secolo a.C.III secolo a.C.) è stata una poetessa greca antica autrice di epigrammi ed epitaffi.

L'epigrammatista Antipatro di Tessalonica la inserì tra le nove muse terrestri, definendola "Omero donna". Secondo molte fonti era a capo di una scuola di poesie e letteratura nel Peloponneso. Probabilmente il poeta Leonida di Taranto fu suo allievo. Era conosciuta per i suoi canti lirici, i quali sono andati in larga parte perduti.

Almeno diciotto dei suoi epigrammi, scritti in dialetto greco dorico, sono tramandati nel corpus dell'Antologia Palatina; altri tre sono di attribuzione incerta. Singolari sono i toni epici della sua poesia, ispirata alle leggende dell'Arcadia, ma è ricordata soprattutto per la sensibilità dei suoi epigrammi funebri. Talvolta evoca un paesaggio agreste, dal sapore vagamente teocriteo, dipingendo vividamente la natura selvatica. Per prima sperimentò la fortunata commistione tra l'epigramma funebre e quello naturalistico, dando vita a epitaffi delicati e patetici in cui narra l'ingiusta morte di animali (A.P. VII,190).

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