Anio (mitologia)

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Nella mitologia greca, Anio era il nome di uno dei figli di Apollo, e Creusa o Reo.

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Nascita[modifica | modifica sorgente]

Anio era il figlio del dio Apollo che generò con Reo figlia di Stafilo. Il padre avendo scoperto la figlia incinta la rinchiuse in un cofano e la gettò nel mare. Grazie ad Apollo il bimbo nacque e rimase in vita.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Anio era primo sacerdote di Delo, grazie a suo padre, in seguito per eredità di Radamanto, divenne re della stessa città. Quando Menelao giunse da lui Anio predisse che la guerra che dovevano intraprendere sarebbe durata 10 anni.

Per mezzo di lui "fasciato alle tempie di bende e alloro", nell'Eneide (III, v. 80 e ss.), Enea e Anchise possono ascoltare a Delo l'oracolo di Apollo di "seguire l'antica madre", l'antica terra di Dardano, avo dei Troiani (...antiquam exquirite matrem).

Discendenza[modifica | modifica sorgente]

Da Driope o Dorippa, ebbe tre figlie, Elaide, Spermo e Eno, che « dedicò [...] a Dioniso, pensando fosse bene avere due dèi come protettori della famiglia »[1]: in cambio, Dioniso donò alla prima il potere di trasformare in olio tutto ciò che toccava, alla seconda di tramutare tutto in grano, alla terza in vino.[2] Per questo vennero chiamate le Vignaiole od Oinotrope. Grazie a loro Anio poté rifornire con le suddette provviste i greci che partivano per la guerra di Troia.

Agamennone volle allora portare le Oinotrope con sé, ma Anio rispose a Menelao e Odisseo, ambasciatori giunti a Delo per conto del condottiero acheo, che gli dèi avrebbero permesso la capitolazione di Troia solo dopo dieci anni. Allora, le sue figlie furono rapite, fuggirono e furono infine trasformate in colombe da Dioniso.

Anio ebbe anche un figlio, chiamato Androne, che divenne re di Andro ed ebbe come il padre poteri divinatori.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ R. Graves, I miti greci, Milano 1955, p. 812
  2. ^ Pseudo-Apollodoro, Epitome, III, 10; Ovidio, Metamorfosi, XIII, 650 e ss.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti[modifica | modifica sorgente]

Moderna[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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