Angina instabile

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Angina instabile
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 411.1
ICD-10 (EN) I20.0
Sinonimi
Sindrome pre-infartuale
Angina in crescendo


Per Angina instabile si intende una sindrome caratterizzata dalla presenza di dolore toracico a riposo, che si pone, per gravità, fra l'angina stabile da un lato e l'infarto del miocardio dall'altro. Essa viene distinta dall’infarto del miocardio senza sopralivellamento del tratto ST per via di assenza o modesto aumento dei markers di necrosi miocardica.

Sintomatologia[modifica | modifica sorgente]

Dolore toracico a riposo, avvertito solitamente nell’area retrosternale, mancanza di respiro, nausea, vomito. Le presentazioni cliniche dell’angina instabile sono sostanzialmente tre:

  1. Angina di nuova insorgenza (entro due mesi dall'esordio): angina in classe CCSC (Canadian Cardiovascular Society Classification) 3 e 4, angina a riposo spesso prolungata, entrambe le prime situazioni
  2. Angina ingravescente (sempre entro due mesi dall'esordio)
  3. Angina post-infartuale (entro le due settimane dall'infarto)

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Normalmente essa è causata da una malattia coronarica, di tipo solitamente ostruttivo, a cui si associa, aumentando i rischi di morte improvvisa o di infarto miocardico. Viene caratterizzata da uno squilibrio fra la biodisponibilità e la richiesta di ossigeno di cui il miocardio ha bisogno.

Cause comuni[modifica | modifica sorgente]

L’elemento scatenante più comune dell’angina instabile è la diminuzione della perfusione miocardia, dovuta a sua volta al restringimento del lume coronario in seguito alla nascita di un piccolo trombo non occludente.

Anche tutte le altre cause sono da collegarsi al motivo che ha causato quel restringimento, che può essere quindi dovuto a:

Fattori di rischio[modifica | modifica sorgente]

Fumo, alta presenza di colesterolo nel sangue, ipertensione arteriosa. A persone di età inferiore a 50 anni, tale angina può essere causata da un'assunzione di cocaina.

Terapia[modifica | modifica sorgente]

Ricovero, esami per comprendere quale sia la causa scatenante e successivamente curarla, normalizzando l’equilibrio soddisfacendo la richiesta d’ossigeno del miocardio.

Somministrazione di antianginosi come nitroderivati, betabloccanti e in misura minore calcioantagonisti, eparina non frazionata, aspirina, acido acetilsalicilico (somministrazione di 100 mg, con misure da somministrare che vanno dai 162 ai 325mg solo negli USA).

Esami[modifica | modifica sorgente]

Esami da effettuare per eliminare altre ipotesi di malattie e nel contempo cercarne la causa scatenante al fine di curarla:

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Joseph C. Segen, Concise Dictionary of Modern Medicine, New York, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-3917-3.
  • Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 88-386-2459-3.
  • Eugene Braunwald, Malattie del cuore (7ª edizione), Milano, Elsevier Masson, 2007, ISBN 978-88-214-2987-3.
  • Hurst, Il Cuore (il manuale - 11ª edizione), Milano, McGraw-Hill, 2006, ISBN 978-88-386-2388-2.


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