Angelo di Monteverde

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L'angelo di Monteverde, particolare del viso

Angelo di Monteverde - o Angelo della Resurrezione - è il nome con cui viene indicata la statua di angelo che decora una delle monumentali tombe più conosciute (quella della famiglia Oneto) al Nicchione XIII del Porticato superiore a ponente, all'interno del cimitero di Staglieno di Genova.

È una delle opere più conosciute dello scultore italiano Giulio Monteverde (1837 - 1917) che la realizzò, insieme al monumento funebre, nel 1882, quindi nella sua piena maturità. Fra le opere scultoriche che rappresentano angeli (numerose altre sono quelle che decorano tombe all'interno della necropoli genovese), l'Angelo di Monterverde è considerato uno dei momenti più alti della scultura di genere.

A commissionare l'opera fu Francesco Oneto, un benestante commerciante presidente della Banca Generale, che intendeva in tal modo onorare la memoria della sua famiglia.

Dall'angelo raffigurato nella statua traspare una forte carica di emotività sensuale che rompe con gli schemi scultorei fino ad allora in voga: sebbene l'angelo regga con la mano destra la tromba del giudizio universale, la sua postura ed il suo sguardo imperscrutabile hanno tutt'altro che un aspetto consolatorio, come ci si aspetterebbe da una figura angelica, facendolo apparire per contro lontano e distaccato rispetto all'evento di cui è muto testimone.

L'originalità del capolavoro di Monteverde (che aveva già realizzato nel 1868 a Staglieno il monumento Pratolongo ed avrebbe poi scolpito nel 1893 quello per la Tomba Celle) ha stimolato nel tempo la fantasia di numerosi altri scultori, fino a creare un vero e proprio stile. Numerose imitazioni - anche ad opera dello stesso autore originale - sono infatti rintracciabili, oltre che nello stesso cimitero di Staglieno, anche in necropoli estere sia in Europa che nelle Americhe.

La principale replica venne realizzata dall'autore nel 1891 per la propria cappella funeraria al Cimitero del Verano, la cui costruzione era iniziata nel 1885 in forma di un tempio aperto su tre lati. La statua è stata recentemente vandalizzata con la rottura delle dita della mano destra e della canna della tromba.


Angelo conturbante
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Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Una copia dell'Angelo di Monteverde è custodita a Villa Saluzzo Serra, sede della Galleria d'Arte Moderna di Genova

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F.Resasco, La Necropoli di Staglieno, Genova 1892
  • T.Crombie, The Sculptors of Staglieno, Genoese nineteenth-century funerary monuments, in Apollo 1973 n. 135
  • R.Bossaglia-M.F.Giubilei, Cadaveri eccellenti, in Arte 1982, n. 124
  • F.Sborgi (a cura di), L'Ottocento e il Novecento. Dal Neoclassicismo al Liberty, in La scultura a Genova e in Liguria. Dal Seicento al primo Novecento, Genova 1988
  • G.Berengo Gardin-G.Nessi Parlato, Il giardino del tempo, Pomezia 1993
  • F.Sborgi, Staglieno e la scultura funeraria ligure tra Ottocento e Novecento, Torino 1997
  • S.Diéguez Patao-C.Gimènez (a cura di), Arte y architectura funeraria, Dublin, Genova, Madrid (XIX-XX), Torino, Electa España 2000
  • G.Berengo Gardin-G.Nessi Parlato, Staglieno, Giganti di marmo. Marble Giants, Tormena 2002

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]