Angel investor

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Un investitore informale (in lingua inglese angel investor o business angel) sono dei soggetti che si assumono rischi di investimento. A livello europeo, si stima che la capacità di investimento di tali soggetti si aggiri in un intervallo compreso tra 50.000 e 500.000 euro, mentre in USA arriva fino a 5 milioni di dollari.[senza fonte]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La categoria dei Business Angel ha origine e si è sviluppata negli USA di fine '800 quando alcuni personaggi particolarmente propensi al rischio, finanziavano gli spettacoli di Broadway. In seguito estesero il loro ambito di intervento ad altre tipologie di attività imprenditoriali, tanto da essere considerati, nel 1933 “investitori accreditati”, secondo la definizione che di tale categoria viene fornita già dal Security Act. Per agevolare la diffusione del fenomeno, venne poi creata una rete telematica, denominata Ace-Net, gestita da enti universitari e di ricerca, che fungeva e funge tuttora da punto di contatto tra finanziatori e finanziati imprenditori. È una sorta di piazza di incontro, creata in Internet dal SBA (Small Business Administration), il Ministero americano della piccola media impresa. Esperienze successive a quella statunitense si sono sviluppate in Europa, e precisamente nel Regno Unito dove la cultura d'impresa è più simile a quella USA e in Olanda, dove esiste uno sviluppato network di Business Angel.

Nel 1996, la Comunità Economica Europea ha organizzato la prima Conferenza della rete europea dei Business Angels dando impulso allo sviluppo di realtà analoghe in altri paesi europei tra cui Germania, Francia, Belgio, Italia. Nel 1999 si è costituita EBAN (European Business Angels Network), alla quale ha aderito, dalla sua costituzione, anche l'IBAN[1](Italian Business Angel Netwok). Questa associazione si occupa di organizzare reti locali chiamati BAN (Business Angels Network), strutture permanenti territoriali che consentono ai Business Angel di incontrare imprenditori alla ricerca di capitale di rischio. I primi Network locali furono quelli Milano e Venezia: il primo ad opera del BIC La Fucina ed il secondo, il Ban Nordest, ad opera di Veneto Innovazione Spa, l'agenzia regionale per la diffusione dell'innovazione, il cui progetto fu gestito dal Dr. Massimo Meneghini[2] un professionista del capitale di rischio. L'operatività di questo secondo BAN era prevalentemente nel Nordest d'Italia, anche se i Business Angel, privati e Investment Company, provenivano da tutto il Nord Italia e qualche fondo d'investimento di Venture anche dall'estero.[3] Successivamente altri BAN aprirono in Italia sino ad arrivare alla attuale configurazione territoriale[4].

Anche se dal 1999 in Italia si è costituita la prima associazione di Business Angel - IBAN - le operazioni d'investimento informale c'erano già prima di quella data. La finanza informale in Italia è probabilmente sempre esistita, soprattutto in settori tradizionali dell'economia, anche se, essendo informale, è sfuggita alle definizioni accademiche. L'atteggiamento poi spesso di riservatezza del Business Angel facoltoso non ne rende facile lo studio. Nel 2007 nasce Italian Angels for Growth, un network basato a Milano ed inizialmente associato ad IBAN che successivamente invece diventa indipendente, il quale arriva ad unire nel 2012 oltre 100 Angel e sino al 2012 investì oltre 17,4 Mln di Euro in startup innovative di vari settori.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'aggettivo "informale" contrappone tale figura agli investitori nel capitale di rischio di tipo "formale", ossia coloro che adottano un approccio di analisi formale agli investimenti nell'equity, quali i fondi d'investimento chiusi, più propriamente i fondi di venture capital e private equity.

Essi sono ex titolari di impresa, manager in pensione o in attività, liberi professionisti che desiderano poter acquisire parte di una società che operi in un business, spesso innovativo, rischioso ma ad alto rendimento atteso, con l'obiettivo di realizzare nel medio termine, 5-7 anni, delle plusvalenze dalla vendita, parziale o totale, della partecipazione iniziale. Sono quindi degli "uomini di impresa", dotati di un buon patrimonio personale ed in grado di fornire all’impresa, sia in fase di start up, sia in fase di sviluppo, preziosi consigli gestionali e conoscenze tecnico-operative, oltre a una consolidata rete di relazioni nel mondo degli affari.

Il rapporto che si viene a creare tra l'Angel e l'imprenditore è squisitamente spontaneo e basato sulla fiducia: da qui il ruolo “informale” di questa forma di investimento/finanziamento.

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le motivazioni che spingono tali soggetti ad investire nelle nascenti imprese: conseguire un elevato ritorno dell'investimento effettuato, interesse verso particolari tecnologie, status sociale, contribuire allo sviluppo economico della propria comunità e delle nuove generazioni di imprenditori, senso della sfida e il mero piacere di sentirsi attivi. Inutile dire che l'affinità personale con l'imprenditore e una visione comune delle prospettive di crescita del business sono la variabile principale per cui investono, perché la motivazione principale è sempre e comunque fare impresa!

Limiti[modifica | modifica wikitesto]

Qualora una start up già finanziata da un Business Angel abbia esigenze di crescere velocemente, l'aumento di capitale per il singolo Angel spesso è problematico perché non rischia ulteriore capitale personale nell'iniziativa imprenditoriale, anche perché spesso è un'attività secondaria rispetto ad un'altra principale. In questo modo sono a rischio o comunque rallentate le fasi di sviluppo successive dell’impresa.

La soluzione sta allora nei sindacati di Angels, una cordata di Business Angel, oppure ricorrere a dei fondi di Venture Capitalist, che però raramente finanzia progetti non di grandi dimensioni, sotto il paio di milioni di euro. Un'altra soluzione, qualora il matching fra Angel e impresa sia avvenuto all'interno di un BAN strutturato e con un ricco data base di Angel, è cedere la partecipazione iniziale ad un altro Angel dello stesso network locale.

Settori d'attività[modifica | modifica wikitesto]

I Business Angel investono in tutti i settori, anche se l'esigenza di finanziamento tramite equity e non tramite il classico finanziamento bancario, la si avverte soprattutto per le imprese innovative, per le start up che possiedono come asset dei marchi, brevetti e know how, quelli definiti come gli intangible asset e che difficilmente possono essere dati a garanzia per un finanziamento bancario. Ecco allora che l'angel investing risulta la forma di finanziamento adatta per le start up innovative o spin-off accademici, come ad esempio accaduto negli USA con Apple, Google,ecc.

In Italia i Business Angel spesso preferiscono investire in settori manifatturieri, perché la cultura d'impresa italiana maggiormente diffusa è legata a questo settore. Infatti, il comportamento del Business Angel è solitamente teso ad investire nei settori in cui ha già operato e di cui conosce caratteristiche e opportunità. L'investimento in start up innovative in Italia è quindi spesso legato direttamente o indirettamente al settore manifatturiero, come il software, l'automazione industriale, l'elettronica, le nanotecnologie, le clean-tech e le rinnovabili, ecc. Tuttavia esistono anche in Italia casi di finanziamento da parte di Angel in settori spesso riservati a fondi specializzati, come l'ICT, ed in generale il digitale sta sempre più interessando gli investitori.

Differenza tra Business Angel e Venture Capital[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Venture capital.

Le principali differenze sono:

  • Dimensioni di intervento: i Venture Capital trascurano le start up di piccole dimensioni in quanto l'intervento finanziario è troppo modesto per giustificare i costi di un'adeguata due diligence. Il Business Angel invece, essendo un esperto nel settore in cui opera, svolge una due diligence veloce e informale, seppur precisa, e comunque meno burocratica rispetto ad un puro operatore finanziario. In tal modo il Business Angel favorisce la creazione dal basso di imprese. I Business Angel sono inoltre complementari e non concorrenziali ai Venture Capital istituzionali o alle Merchant Bank, in quanto coprono una dimensione di intervento diversa, inferiore, del capitale di rischio. Dopo il finanziamento tramite il Business Angel, l'impresa potrà rivolgersi ad un fondo, il quale può trovare nella Borsa l'exit way ideale, tramite l'IPO (Initial Pubblic Offering), in italiano OPV (Offerta Pubblica Sottoscrizione).
  • Tempo dedicato all’analisi del progetto: le fasi del processo decisionale non occupano molto tempo per il Business Angel, solitamente qualche mese, e sono, in ogni modo, svolte in maniera più veloce rispetto al tempo impiegato dagli investitori istituzionali i quali devono seguire determinate procedure.
  • Dimensione del mercato: il mercato del capitale di rischio informale è maggiore rispetto al formale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italian Business Angel Netwok
  2. ^ www.meneghini.it
  3. ^ Alcuni dati del BAN Nordest b-angel.it (1999 -2002) al presente link
  4. ^ Mappa dei BAN in Italia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]