Angel investor

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Un angel investor o business angel si può tradurre in italiano come investitore informale nel capitale di rischio di imprese. L'aggettivo "informale" contrappone tale figura agli investitori nel capitale di rischio di tipo "formale", ossia coloro che adottano un approccio di analisi formale agli investimenti nell'equity, quali i fondi d'investimento chiusi, più propriamente i fondi di venture capital e private equity.

I Business Angel, generalmente, sono ex titolari di impresa, manager in pensione o in attività, liberi professionisti che hanno il gusto della sfida imprenditoriale, il desiderio di poter acquisire parte di una società che operi in un business, spesso innovativo, rischioso ma ad alto rendimento atteso, con l'obiettivo di realizzare nel medio termine, 5-7 anni, delle plusvalenze dalla vendita, parziale o totale, della partecipazione iniziale.

I Business Angel sono quindi degli "uomini di impresa", dotati di un buon patrimonio personale ed in grado di fornire all’impresa, sia in fase di start up, sia in fase di sviluppo, preziosi consigli gestionali e conoscenze tecnico-operative, oltre a una consolidata rete di relazioni nel mondo degli affari.

Il rapporto che si viene a creare tra l'Angel e l'imprenditore è squisitamente spontaneo e basato sulla fiducia: da qui il ruolo “informale” di questa forma di investimento/finanziamento.

Settori in cui operano[modifica | modifica wikitesto]

I Business Angel investono in tutti i settori, anche se l'esigenza di finanziamento tramite equity e non tramite il classico finanziamento bancario, la si avverte soprattutto per le imprese innovative, per le start up che possiedono come asset dei marchi, brevetti e know how, quelli definiti come gli intangible asset e che difficilmente possono essere dati a garanzia per un finanziamento bancario. Ecco allora che l'angel investing risulta la forma di finanziamento adatta per le start up innovative o spin-off accademici, come ad esempio accaduto negli USA con Apple, Google,ecc.

In Italia i Business Angel spesso preferiscono investire in settori manifatturieri, perché la cultura d'impresa italiana maggiormente diffusa è legata a questo settore. Infatti, il comportamento del Business Angel è solitamente teso ad investire nei settori in cui ha già operato e di cui conosce caratteristiche e opportunità. L'investimento in start up innovative in Italia è quindi spesso legato direttamente o indirettamente al settore manifatturiero, come il software, l'automazione industriale, l'elettronica, le nanotecnologie, le clean-tech e le rinnovabili, ecc. Tuttavia esistono anche in Italia casi di finanziamento da parte di Angel in settori spesso riservati a fondi specializzati, come l'ICT, ed in generale il digitale sta sempre più interessando gli investitori.

Le origini dei Business Angel e il capitolo Italia[modifica | modifica wikitesto]

La categoria dei Business Angel ha origine e si è sviluppata negli USA di fine '800 quando alcuni personaggi particolarmente propensi al rischio, finanziavano gli spettacoli di Broadway. In seguito estesero il loro ambito di intervento ad altre tipologie di attività imprenditoriali, tanto da essere considerati, nel 1933 “investitori accreditati”, secondo la definizione che di tale categoria viene fornita già dal Security Act. Per agevolare la diffusione del fenomeno, venne poi creata una rete telematica, denominata Ace-Net, gestita da enti universitari e di ricerca, che fungeva e funge tuttora da punto di contatto tra finanziatori e finanziati imprenditori. È una sorta di piazza di incontro, creata in Internet dal SBA (Small Business Administration), il Ministero americano della piccola media impresa. Esperienze successive a quella statunitense si sono sviluppate in Europa, e precisamente nel Regno Unito dove la cultura d'impresa è più simile a quella USA e in Olanda, dove esiste uno sviluppato network di Business Angel.

Nel 1996, la Comunità Economica Europea ha organizzato la prima Conferenza della rete europea dei Business Angels dando impulso allo sviluppo di realtà analoghe in altri paesi europei tra cui Germania, Francia, Belgio, Italia. Nel 1999 si è costituita EBAN (European Business Angels Network), alla quale ha aderito, dalla sua costituzione, anche l'IBAN[1](Italian Business Angel Netwok). Questa associazione si occupa di organizzare reti locali chiamati BAN (Business Angels Network), strutture permanenti territoriali che consentono ai Business Angel di incontrare imprenditori alla ricerca di capitale di rischio. I primi Network locali furono quelli Milano e Venezia: il primo ad opera del BIC La Fucina ed il secondo, il Ban Nordest, ad opera di Veneto Innovazione Spa, l'agenzia regionale per la diffusione dell'innovazione, il cui progetto fu gestito dal Dr. Massimo Meneghini[2] un professionista del capitale di rischio. L'operatività di questo secondo BAN era prevalentemente nel Nordest d'Italia, anche se i Business Angel, privati e Investment Company, provenivano da tutto il Nord Italia e qualche fondo d'investimento di Venture anche dall'estero.[3] Successivamente altri BAN aprirono in Italia sino ad arrivare alla attuale configurazione territoriale[4].

Anche se dal 1999 in Italia si è costituita la prima associazione di Business Angel - IBAN - le operazioni d'investimento informale c'erano già prima di quella data. La finanza informale in Italia è probabilmente sempre esistita, soprattutto in settori tradizionali dell'economia, anche se, essendo informale, è sfuggita alle definizioni accademiche. L'atteggiamento poi spesso di riservatezza del Business Angel facoltoso non ne rende facile lo studio.

Nel 2007 nasce Italian Angels for Growth, un network basato a Milano ed inizialmente associato ad IBAN che successivamente invece diventa indipendente, il quale arriva ad unire nel 2012 oltre 100 Angel e sino al 2012 investì oltre 17,4 Mln di Euro in startup innovative di vari settori.

A Torino invece, molto attivo è il club degli investitori.

Grazie al ministro Passera nel 2012 verrà introdotta una nuova normativa che darà impulso alle start up e specificatamente alle start up innovative. Unito questo al fermento del settore digitale, il fenomeno della finanza informale ha avuto in Italia una nuovo impulso e rinnovato interesse.

Dimensioni dell'Investimento dei Business Angel[modifica | modifica wikitesto]

A livello europeo la capacità di investimento di un Business Angel si aggira all'interno dell'intervallo compreso tra 50.000 e 500.000 euro, mentre in USA arriva fino a 5 milioni di dollari.

Ritorni economici attesi[modifica | modifica wikitesto]

Il tasso interno di rendimento (IRR) è variabile in funzione del settore, innovativo o meno, del momento, e della fase di ciclo di vita dell'impresa. IRR atteso è comunque analogo a quello dei fondi di Venture Capital, mediamente il 20-40% anno, proprio per la fase del ciclo di vita in cui investono, ossia l'early stage. Generalmente il Business Angel non è interessato a percepire dividendi in ragione della propria partecipazione al capitale di rischio nell'impresa.

Motivazioni[modifica | modifica wikitesto]

Diverse sono le motivazioni che spingono tali soggetti ad investire nelle nascenti imprese: conseguire un elevato ritorno dell'investimento effettuato, interesse verso particolari tecnologie, status sociale, contribuire allo sviluppo economico della propria comunità e delle nuove generazioni di imprenditori, senso della sfida e il mero piacere di sentirsi attivi. Inutile dire che l'affinità personale con l'imprenditore e una visione comune delle prospettive di crescita del business sono la variabile principale per cui investono, perché la motivazione principale è sempre e comunque fare impresa!

Caratteristiche del Business Angel[modifica | modifica wikitesto]

Il Business Angel è generalmente un self made man. Facoltosi privati, che hanno ereditato fortune economiche, raramente si cimentano in nuove iniziative di impresa che comportano sacrifici. Il Business Angel ha del patrimonio personale, ma soprattutto ha ancora energie da dedicare ad un nuovo progetto e prova piacere in quello che fa, ama la sfida, si sente vivo quando rischia e ottiene i risultati che si prefigge. Nella gran parte dei casi quindi è un imprenditore di prima generazione, che magari avendo tempo, perché la sua impresa ora è manageriale e gestita da terzi oppure perché l'ha ceduta, si dedica a nuove iniziative. Anche il manager può esser un valido Angel, ma dipende se era un manager che operava in un contesto competitivo oppure protetto, se in un'azienda pubblica o privata, se in una filiale estera di una multinazionale o in un'impresa famigliare, ecc. In altre parole, il manager che ha la mentalità dell'imprenditore, pur non essendo il titolare della società, è un buon Angel perché lui stesso è un imprenditore, almeno nella mentalità. Ci sono anche liberi professionisti attivi come Business Angel, ma anche in questo caso dipende dalla mentalità che possiedono. Difficile trovare un Notaio che investe in una start up tecnologica; solitamente un Notaio investe nel settore immobiliare e comunque in settori legati alle autorizzazioni pubbliche, e in questi settori, pur essendo presente il rischio di impresa, predominante è la forma di finanziamento bancario nella strutturazione e mix equity/debito. Tutte le ricerche indicano che la maggior parte dei Business Angel, sia in Italia che all'estero, sono uomini.

Limiti dell'Angel Investing[modifica | modifica wikitesto]

Qualora una start up già finanziata da un Business Angel abbia esigenze di crescere velocemente, l'aumento di capitale per il singolo Angel spesso è problematico perché non rischia ulteriore capitale personale nell'iniziativa imprenditoriale, anche perché spesso è un'attività secondaria rispetto ad un'altra principale. In questo modo sono a rischio o comunque rallentate le fasi di sviluppo successive dell’impresa. La soluzione sta allora nei sindacati di Angels, una cordata di Business Angel, oppure ricorrere a dei fondi di Venture Capitalist, che però raramente finanzia progetti non di grandi dimensioni, sotto il paio di milioni di euro. Un'altra soluzione, qualora il matching fra Angel e impresa sia avvenuto all'interno di un BAN strutturato e con un ricco data base di Angel, è cedere la partecipazione iniziale ad un altro Angel dello stesso network locale.

Differenza tra Business Angel e Venture Capital[modifica | modifica wikitesto]

Le principali differenze sono:

  • Dimensioni di intervento: i Venture Capital trascurano le start up di piccole dimensioni in quanto l'intervento finanziario è troppo modesto per giustificare i costi di un'adeguata due diligence. Il Business Angel invece, essendo un esperto nel settore in cui opera, svolge una due diligence veloce e informale, seppur precisa, e comunque meno burocratica rispetto ad un puro operatore finanziario. In tal modo il Business Angel favorisce la creazione dal basso di imprese. I Business Angel sono inoltre complementari e non concorrenziali ai Venture Capital istituzionali o alle Merchant Bank, in quanto coprono una dimensione di intervento diversa, inferiore, del capitale di rischio. Dopo il finanziamento tramite il Business Angel, l'impresa potrà rivolgersi ad un fondo, il quale può trovare nella Borsa l'exit way ideale, tramite l'IPO (Initial Pubblic Offering), in italiano OPV (Offerta Pubblica Sottoscrizione).
  • Tempo dedicato all’analisi del progetto: le fasi del processo decisionale non occupano molto tempo per il Business Angel, solitamente qualche mese, e sono, in ogni modo, svolte in maniera più veloce rispetto al tempo impiegato dagli investitori istituzionali i quali devono seguire determinate procedure.
  • Dimensione del mercato: il mercato del capitale di rischio informale è maggiore rispetto al formale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Italian Business Angel Netwok
  2. ^ www.meneghini.it
  3. ^ Alcuni dati del BAN Nordest b-angel.it (1999 -2002) al presente link
  4. ^ Mappa dei BAN in Italia

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]