Aneurisma dell'aorta addominale
| Aneurisma dell'aorta addominale | |
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Ricostruzione 3D di un profilo TAC che mostra una dilatazione aneurismatica dell'aorta addominale |
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| Classificazione e risorse esterne | |
| ICD-9-CM | (EN) 441.3, 441.4 |
| ICD-10 | (EN) I71.3, I71.4 |
| Sinonimi | |
| AAA | |
L'aneurisma dell'aorta addominale (AAA) è una dilatazione anomala localizzata nell'aorta addominale[1].
Indice |
Epidemiologia [modifica]
Negli USA, ogni anno muoiono circa 15,000 persone a causa della rottura di un aneurisma dell'aorta[2], con una netta predilezione per il sesso maschile[3]. Il picco di incidenza nei maschi si ha intorno ai 70 anni di età, mentre molti studi condotti[4] dimostrano che la prevalenza di AAA nei soggetti maschi di 60 anni è di circa il 2-6%, con un'altissima differenza tra i fumatori e i non fumatori[5] (8 a 1) e tra sesso maschile e sesso femminile[6] (4-6 a 1). La rottura di un AAA avviene nel 1-3% dei soggetti di sesso maschile di età uguale o superiore ai 65 anni, con una mortalità del 70-95%[7].
Anatomia patologica [modifica]
Il calibro dell'aorta sottoaddominale è 1,5-2 cm; quando è maggiore di una volta e mezzo questo valore (quindi 3 cm) si parla di aneurisma; se è compresa tra 2 e 3 cm si parla di ectasia. Gli aneurismi dell'aorta addominale si localizzano generalmente distalmente alla biforcazione delle arterie renali e possono assumere un aspetto sacculato o fusiforme. Il diametro può raggiungere anche i 15 cm con una lunghezza variabile fino a 25 cm[8]. Se il processo patologico si continua caudalmente si può avere l'interessamento aneurismatico delle arterie iliache. Possono inoltre essere distinti 2 ulteriori tipi di AAA: gli aneurismi infiammatori dell'aorta addominali, caratterizzati da fibrosi e infiltrazione macrofagica ad eziologia ignota e gli aneurismi micotici dell'aorta addominale in cui la placca ateromasica viene infettata da microrganismi circolanti come la Salmonella, provocando un indebolimento della tonaca media e un'accelerazione del processo aneurismatico[1].
Fisiopatologia e patogenesi [modifica]
L'aorta addominale è la più coinvolta dall'aneurisma[9]. Tale reperto può essere spiegato in base alle precipue condizioni idrodinamiche che caratterizzano il flusso ematico attraverso il segmento addominale dell'aorta.
- Condizioni genetiche
- La sindrome di Marfan aumenta il rischio di AAA, in accordo con la maggiore lassità del tessuto connettivo che caratterizza questi soggetti[10]. Inoltre, soprattutto negli individui di genere maschile, si può riconoscere una certa familiarità per gli eventi critici aneurismatici[11]
- Condizioni emodinamiche
- Il flusso nell'aorta toracica e nella prima sezione dell'aorta addominale è un flusso laminare, in accordo con la previsione stabilita dal calcolo del numero di Reynolds. Tuttavia, si può facilmente prevedere che distalmente alle arterie renali, che accolgono il 20% della gittata cardiaca, vi sia un certo grado di flusso turbolento provocato dallo scompaginamento operato dalla biforcazione di tali vasi sulle lamine di flusso[12](vedi immagine). Il flusso turbolento che si genera nella porzione distale alla biforcazione delle arterie renali rende disarmonico lo sviluppo della pressione idrostatica operata dalla colonna ematica; in particolare, un flusso turbolento genera una pressione sulla parete di svariate volte superiore rispetto a quella operata dalla flusso laminare[12][13], condizione che predispone e sostiene lo sfiancamento delle pareti aortiche. Non solo; mano a mano che il diametro in aorta aumenta, si ha un aumento della tensione radiale esercita dalla pressione sanguigna in accordo con la legge di Laplace[13][14]. Si consideri inoltre che con l'aumento del diametro del vaso, viene contensualmente ad aumentare una variabile che condiziona positivamente il numero di Reynolds; questo porta ad una turbolenza sempre maggiore, con progressione della malattia vascolare.
- Condizioni anatomiche
- La parete dell'aorta è vascolarizzata da capillari (vasa vasorum) che diminuiscono nel tratto sottorenale, che quindi risulta essere meno vascolarizzato. Con il tempo questo tratto è maggiormente predisposto a sclerosi con conseguente ulteriore diminuzione della perfusione (soprattutto per fattori di rischio quali fumo, diabete, ipertensione) e maggiore predisposizione allo sfiancamento[8].
- Aterosclerosi
- Per le precipue condizioni idrodinamiche che caratterizzano la circolazione all'interno dell'aorta addominale, questo tratto è maggiormente predisposto a fenomeni aterosclerotici che possono combinarsi in varia misura con un terreno genetico predisponente come in deficit di inibitori delle metalloproteinasi[1]. L'aterosclerosi, oltre a provocare una riduzione della compliance aortica (un vaso più rigido e meno elastico non asseconda la pressione e tende a rompersi), è una condizione di rischio per lo sviluppo di trombosi che tendono a rivestire le pareti dell'aorta stessa[8].
Profilo clinico [modifica]
L'aneurisma dell'aorta addominale è asintomatico[9]; l'unico segno alla visita è una massa pulsante in tutte le direzioni nella zona ombelicale sinistra[15]. La rottura dell'aneurismo si manifesta con nausea, talora vomito e dolore addominale diffuso[9] che precedono la comparsa di una situazione di shock ipovolemico che, se non adeguatamente e tempestivamente trattato, porta rapidamente verso l'exitus[7].
Profilo diagnostico [modifica]
In un contesto anamnestico ed obiettivo suggestivo, la diagnosi di AAA si fonda sull'ecografia e sulla tomografia assiale computerizzata con e senza mezzo di contrasto[16], in grado di dare informazioni sull'estensione dell'aneurisma, sulla possibile rottura o dissecazione e sulla presenza di trombosi. La TAC deve essere eseguita con sezioni di 3 mm per conoscere bene le misure del colletto prossimale, del colletto distale, dell'aneurisma e del calibro, per sapere di che misura deve essere la protesi (vedi oltre).
Terapia [modifica]
Il cardine della terapia è rappresentato dalla chirurgia proposta nei pazienti asintomatici, come dimostrato già nel 1966 da Emerick Szilagyi, nell' intento di prevenire il rischio di rottura e pertanto di migliorare la sopravvivenza globale di questa categoria di pazienti- [17] Possono essere utili presidi terapeutici farmacologici i farmaci atti a diminuire i livelli della pressione sistemica come esmololo, calcio antagonisti e nitroprussiato (nelle situazioni di emergenza)[18][19]. Il trattamento convenzionale, introdotto per primo in Francia da Charles Dubost il 29 marzo del 1951 ed immediatamente riprodotto negli Stati Uniti da Michael DeBakey ed Emerick Szilagyi, prevede la messa a piatto dell'aneurisma e la preservazione della continuità vasale mediante il confezionamento di un innesto.[20] Si procede con accesso transperitoneale; discostati i visceri si accede al retroperitoneo ed isolata l'aorta addominale si interrompe temporaneamente il flusso di sangue mediante dei "clamp": aperta l'aorta dilatata ed asportato il trombo endoluminale si sostituisce il tratto dilatato con una protesi in gore-tex cucita sull'aorta sana. Per tale intervento è possibile utilizzare anche l'accesso extraperitoneale. La chirurgia endovascolare ricorre invece alla preparazione delle sole arterie femorali comuni a livello dell'inguine; tramite cateteri viene posizionata a livello dell'aorta addominare aneurismatica l'endoprotesi che esclude le pareti dell'aneurisma dal flusso, direzionandolo all'interno delle stesse[8]. Una complicazione può essere il fenomeno dell'endoleak, cioè il rifornimento della sacca aneurismatica per mal posizionamento o adesione dell'endoprotesi al vaso o il rifornimento della sacca aneurismatica da parte di vasi che nascono dall'aorta stessa (vedi arteria mesenterica inferiore o arterie lombari). Lo scivolamento della protesi e il rigetto immediato sono rari.
Immagini correlate [modifica]
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AAA-101.jpg
Immagine TAC con mezzo di contrasto in sezione trasversale. È possibile riconoscere la dilatazione aneurismatica e la vasta formazione trombotica che tappezza le pareti dell'aorta addominale.
Note [modifica]
- ^ a b c Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie (7ª edizione), Torino - Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-85675-53-7
- ^ Creager, MA, Halperin, JL, Whittemore, AD. Aneurysmal disease of the aorta and its branches. In: Vascular Medicine, Loscalzo, J, Creager, MA, Dzau, VJ (Ed), Little, Brown, New York, 1996, p. 901
- ^ Treska V. et al.:Aneuryzma břišní aorty, Prague, 1999, ISBN 80-7169-724-9
- ^ eMedicine - 3443 - Abdominal Aortic Aneurysm
- ^ Wilmink TB, Quick CR, Day NE (dicembre 1999). The association between cigarette smoking and abdominal aortic aneurysms. J Vasc Surg 30 (6): 1099–105. DOI:10.1016/S0741-5214(99)70049-2. PMID 10587395.
- ^ Baird PA, Sadovnick AD, Yee IM, Cole CW, Cole L (settembre 1995). Sibling risks of abdominal aortic aneurysm. Lancet 346 (8975): 601–4. DOI:10.1016/S0140-6736(95)91436-6. PMID 7651004.
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- ^ a b Fiorenzo Conti; et al., Fisiologia dell'apparato cardiocircolatorio in Fisiologia medica – Volume 2, Prima edizione, Milano, Edi.Ermes [2005]. ISBN 88-7051-282-7
- ^ a b Pontieri - Russo - Frati, Patologia generale (3ª edizione), Padova, Piccin, 2005. ISBN 88-299-1734-6
- ^ Nella legge di Laplace si sostiene che la tensione radiale esercitata sulla parete è direttamente proporzionale alla pressione interna e al raggio della sezione in analisi.
- ^ Dioguardi - Sanna, Moderni aspetti di semeiotica medica (5ª edizione), Roma, Società editrice universo, 2006. ISBN 978-88-89548-62-2
- ^ Giorgio Cittadini, Diagnostica per immagini e radioterapia, ECIG, 2008. ISBN 978-88-7544-138-8
- ^ Szilagyi DE, Smith RF, DeRusso FJ, Elliott JP, Sherrin FW. Contribution of abdominal aortic aneurysmectomy to prolongation of life. Ann Surg. 1966;164:678–699
- ^ Bertram G. Katzung, Farmacologia generale e clinica, Padova, Piccin, 2006. ISBN 88-299-1804-0
- ^ Brunton, Lazo, Parker, Goodman & Gilman - Le basi farmacologiche della terapia 11/ed, McGraw Hill, 2006. ISBN 9788838639111
- ^ Thompson JE History of Vascular Surgery. In: Surgery, basic science and clinical evidence Norton J.A., Barie P.S., Bollinger R (Eds) , Springer 2008, pag. 1299-1312
Bibliografia [modifica]
Patogenesi e genetica [modifica]
- Pontieri - Russo - Frati, Patologia generale (3ª edizione), Padova, Piccin, 2005. ISBN 88-299-1734-6
- Giovanni Neri; Maurizio Genuardi, Genetica umana e medica, Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-214-2917-0
Anatomia patologica [modifica]
- Robbins e Cotran, Le basi patologiche delle malattie (7ª edizione), Torino - Milano, Elsevier Masson, 2008. ISBN 978-88-85675-53-7
- Mariuzzi, Anatomia patologica e correlazioni anatomo-cliniche, Padova, Piccin, 2006. ISBN 9788829917693
Medicina interna [modifica]
- Harrison, Principi di Medicina Interna (il manuale - 16ª edizione), New York - Milano, McGraw-Hill, 2006. ISBN 88-386-2459-3
- Claudio Rugarli, Medicina interna sistematica (5ª edizione), Masson, 2005. ISBN 978-88-214-2792-3
Diagnostica per immagini e radioterapia [modifica]
- Giorgio Cittadini, Diagnostica per immagini e radioterapia, ECIG, 2008. ISBN 978-88-7544-138-8
Chirurgia [modifica]
- Dionigi, Basi teoriche e Chirurgia generale - Chirurgia specialistica (4ª edizione), Padova, Elsevier Masson, 2006. ISBN 978-88-299-1654-2
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