Andrea Rivera

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Andrea Rivera al Centro Sociale Bruno a Trento

Andrea Rivera (Roma, 23 marzo 1971) è un attore italiano, conosciuto anche per i suoi interventi comici nelle trasmissioni di Serena Dandini Parla con me (nei panni del "citofonista" e come interprete della sigla finale) e The Show Must Go Off (con le "interviste doppie" dove interpreta entrambi gli "intervistati tipo").

A Roma è molto noto come animatore delle notti trasteverine in numerosi locali e per le strade, dove si è esibito come chitarrista, cercando un nuovo modo di comunicare basato sulle tecniche degli artisti di strada e del teatro canzone. Proprio questo filone teatrale, da lui ripercorso sulla scia di Giorgio Gaber, denunciando con toni fortemente critici le mode e i costumi della società di oggi, gli è valso nel 2004 la menzione della giuria al Premio Gaber, per "talento e coraggio".[1] Al cinema, è stato uno dei protagonisti del film Dentro la città di Andrea Costantini, nel 2004; è stato inoltre fra gli interpreti del film per la tv Il generale Dalla Chiesa, di Giorgio Capitani. Nel 2006 ha condotto, su SkyTV, il programma Iride Caffè.

La festa del 1º maggio 2007[modifica | modifica sorgente]

Il 1º maggio 2007, in occasione della festa del lavoro, è stato fra i conduttori del tradizionale concerto del Primo Maggio a Roma.

Rivera è stato oggetto di un'accesissima polemica[2] avviata sulle colonne dell'Osservatore Romano contro un intervento satirico che prendeva di mira l'avversione della gerarchia cattolica nei confronti delle teorie evoluzionistiche:

« Un saluto al Santo Padre io lo vorrei fare di cuore, un saluto al Santo Padre, ché lui ha detto che non crede nell'evoluzionismo [...]. Il papa non crede nell'evoluzionismo e c'ha ragione: la Chiesa non s'è mai evoluta. »

Un altro intervento prendeva di mira il rifiuto del Vicariato di Roma alla celebrazione religiosa del funerale di Piergiorgio Welby per il suo rifiuto dell'accanimento terapeutico:

« Io non sopporto, non sopporto che il Vaticano abbia vietato i funerali a Piergiorgio Welby, non lo sopporto. E invece l'ha permessi a Pinochet, a Franco e a un componente della banda della Magliana[3]. Ma ragazzi è giusto così, accanto a Gesù Cristo in croce non c'erano due malati di Sclerosi multipla[4], c'erano due ladroni. »

Il giorno successivo al concerto, l'organo ufficiale della Santa Sede, definì le parole di Rivera come un «vile attacco» paragonabile ad un «atto di terrorismo», teorizzando la possibilità che potessero fomentare azioni lesive nei confronti di esponenti della Chiesa («È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell'amore. È vile e terroristico lanciare sassi, questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile»), quali monsignor Angelo Bagnasco, presidente della CEI, da poco fatto oggetto di intimidazioni e minacce da parte di ignoti.[5]

Dall'intervento di Rivera si sono subito dissociati i segretari di CGIL, CISL e UIL, organizzatori del concerto, definendola «fuori luogo» rispetto alla manifestazione. La Rai ha precisato di non avere alcuna responsabilità rispetto alle opinioni espresse da Rivera.

I politici ed i media si sono divisi nel giudizio sull'episodio: condannando il comportamento di Rivera o sostenendo il suo diritto di libera espressione del proprio pensiero (garantito dalla Costituzione italiana all'art. 21). Rivera ha ricevuto il sostegno di Dario Fo[6] e Daniele Luttazzi.[7]

In seguito Rivera si è dichiarato «profondamente dispiaciuto di aver creato polemiche così accese nel mondo televisivo, politico e religioso» e «consapevole di non aver fatto delle esternazioni leggere», ma che non era sua intenzione offendere il Papa e la Chiesa,[8] affermando però che «per me è sovrano il popolo e non gli autori del concerto; voglio dare voce alla gente comune che non può mai dire in tv quel che pensa», «non è forse vero che a Welby sono stati negati i funerali concessi invece a Pinochet? Chi è allora l'ipocrita?».[9]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.andrearivera.it/bio/bio.html
  2. ^ «Vili attacchi al Papa, è terrorismo» in la Repubblica, 3 maggio 2007. URL consultato il 13 agosto 2007.
  3. ^ Si riferisce evidentemente ad Enrico De Pedis.
  4. ^ Probabilmente Rivera si riferiva invece alla sclerosi laterale amiotrofica; in realtà Welby era affetto da una grave forma di distrofia muscolare
  5. ^ Gianni Santamaria, «È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali» in Avvenire, 3 maggio 2007. URL consultato il 13 agosto 2007.
  6. ^ Dario Fo: la satira è un valore civile in Il Sole 24 Ore, 3 maggio 2007. URL consultato il 13 agosto 2007.
  7. ^ Solidarietà da parte di Luttazzi testo: "Libera satira in libero Stato. La satira non è né terrorismo né odio: è solo irriverenza. Se non si capisce questo, non se ne esce. Tutta la mia solidarietà ad Andrea."
  8. ^ Massimo Sozzi blog » 2007 » maggio » 03
  9. ^ Concertone, il Vaticano all'attacco. L'Osservatore: "e' terrorismo" in Repubblica, 2 maggio 2007. URL consultato il 24 luglio 2009.

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