Andrea Osiander

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Andreas Osiander
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Luteranesimo

Andreas Osiander, latinizzazione del nome tedesco Andreas Hosemann (Gunzenhausen, 19 dicembre 1498Königsberg, 17 ottobre 1552) è stato un teologo e scienziato tedesco.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato in Baviera nel paese di Gunzenhausen, studiò a Lipsia, Altenburg ed Ingolstadt prima di essere ordinato sacerdote cattolico nel 1520 a Norimberga, nel cui convento agostiniano insegnò lingua ebraica.

Assegnato alla chiesa di San Lorenzo di Norimberga nel 1522, dichiarò pubblicamente di seguire la riforma di Lutero: quello stesso anno partecipò alla prima Dieta di Norimberga, ove ebbe occasione di conoscere il duca Alberto di Prussia, Gran Maestro dei Cavalieri Teutonici, guadagnandolo alla causa luterana. Osiander giocò un importante ruolo nel confronto che portò la città di Norimberga ad abbracciare il Credo riformato nel 1525, anno nel quale si sposò.

Osiander pubblicò nel 1522 una versione corretta ed annotata della Bibbia Vulgata, e nel 1537 una versione dei Vangeli con le concordanze. Egli svolse un servizio prezioso alla diffusione del protestantesimo in Svevia e Brandeburgo (1528-1530) e nei confronti delle diverse teorie dottrinali cattoliche, calviniste, luterane e zwingliane.

Appianare le dispute era però ormai impossibile: l'imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V convocò nel 1530 la Dieta di Augusta per cercare di ridurre lo strappo teologico e dottrinale: alla Dieta si presentarono i due schieramenti contrapposti tra loro e frammentati al loro interno. Le Chiese tedesche proposero le diverse confessioni: la Confessione di Augusta di Lutero, sostenuta anche da Osiander, la Fidei Ratio di Zwingli e la Confessio Tetrapolitana di Bucero; punti di vista differenti che già delineavano le future divisioni tra i riformati (di Bucero, Zwingli e Calvino) e i luterani.

Osiander era però intransigente sulle proprie idee, deciso anche allo scontro con gli altri teologi della Riforma, fra i quali anche Zwingli. Il suo temperameno lo costrinse a fuggire nel 1548 e chiedere asilo all'amico duca Alberto di Prussia, che gli concesse la cattedra di professore di teologia all'università di Königsberg, da lui stesso fondata pochi anni prima.

Nel 1550 pubblicò due importanti e controverse dissertazioni: "De Lege et Evangelio" e la sua opera maggiore, la "De justificatione". In queste opere si oppose a Lutero ed a Melantone sulla questione teologica della giustificazione per fede ("sola fide"): sosteneva infatti che questa venisse "instillata" - e non ascritta, come insegnava Lutero - all'uomo dalla divinità di Cristo. Dunque, mentre per i luterani la giustificazione era istantanea (il credente sarebbe immediatamente pronunciato innocente alla corte divina, esclusivamente per i meriti di Cristo), per Osiander lo spirito di Cristo verrebbe a dimorare attraverso la fede nell'anima del fedele, procurandone progressivamente la santificazione.

Gli insegnamenti di Osiander vennero mantenuti, dopo la sua morte, dal figlio adottivo Johann Funck, ma si persero con la sua scomparsa, avvenuta nel 1566.

Lo scienziato[modifica | modifica sorgente]

Osiander era interessato anche alla matematica ed alla scienza in generale: nel 1543 fece il correttore di bozze per il De revolutionibus orbium coelestium di Niccolò Copernico. Per quest'opera, scrisse di sua iniziativa una prefazione anonima, intitolata Ad lectorem de hypotehsibus huius operis (Al lettore sulle ipotesi di questo scritto), in cui sosteneva che l'eliocentrismo era solo un'ipotesi matemattica funzionale alla facilitazione dei calcoli relativi al moto dei pianeti, non una descrizione dell'Universo com'è effettivamente (tesi, questa, che nel 1616 il cardinale Roberto Bellarmino opppose a Galileo nel primo processo che gli fu intentato dal Santo Uffizio). La prefazione di Osiander, proprio per la circostanza della sua pubblicazione anonima, favorì una serie di equivoci sulle autentiche intenzioni di Copernico.

Il primo a revocare in dubbio la paternità copernicana dell'introduzione anonima dell'Osiander fu Giordano Bruno nel Dialogo terzo de La cena de le Ceneri (1584): in esso, dopo aver definito l'introduzione di Osiander una "epistola superliminare attaccata non so da chi asino ignorante e presuntuoso"[1], il Bruno motiva diffusamente i suoi dubbi, in primo luogo rimandando all'Epistola dedicatoria del De revolutionibus, indirizzata a Papa Paolo III, in cui Copernico, lungi dal presentare l'eliocentrismo come mera ipotesi matematica, "protesta e conferma"[2] la sua convinzione circa il moto della terra attorno al sole, quindi sottolineando che nel primo libro del De revolutionibus Copernico "non solo fa ufficio de matematico che suppone, ma anco de fisico che dimostra il moto de la terra"[3].

In seguito, fu Keplero a rivelare al secolo successivo che l'autore della prefazione non era Copernico ma il teologo riformato[4]. Osiander fu anche un amico del matematico Gerolamo Cardano, del quale curò la pubblicazione dell'"Ars magna" nel 1545.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giordano Bruno, Dialoghi filosofici italiani, a cura di Michele Ciliberto, VI ed., Milano, 2009, p. 63.
  2. ^ Giordano Bruno, Dialoghi cit., p. 64.
  3. ^ Giordano Bruno, Dialoghi cit., p. 65.
  4. ^ O. Gingerich, The book nobody read, Heinemann, London, 2004

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