Andrés Nin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Andrés Nin (in catalano Andreu Nin; El Vendrell, 4 febbraio 1892Madrid, 20 giugno 1937) è stato un politico e antifascista spagnolo.

Gioventù[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto nella cittadina catalana di El Vendrell in una famiglia modesta (suo padre era una ciabattino e sua madre una bracciante agricola), Nin si trasferì a Barcellona nel 1911 con la qualifica di maestro. Insegnò per qualche tempo in una scuola laica e libertaria, prima di diventare giornalista e attivista politico. Aderì prima al partito nazionalista repubblicano Uniò Federal Nacionalista Republicana (UFNR), successivamente nel 1914 entra nel Partito Socialista Operaio Spagnolo (Partido Socialista Obrero Español, PSOE), ma solo per poco tempo, perché già nel 1915 si apre un periodo di crisi. Per circa due anni si ritira dall'attività politica, fin quando le notizie della Rivoluzione russa riaccendono le sue speranze. Nel 1919 lascia però il PSOE poiché non risponde alle sue aspettative rivoluzionarie ed entra così nella Confederazione Nazionale del Lavoro (Confederación Nacional del Trabajo, CNT), la confederazione sindacale anarchica spagnola, su posizioni sindacaliste rivoluzionarie.

Il periodo in Unione Sovietica[modifica | modifica sorgente]

Insieme a Joaquin Maurin, anima la corrente sindacalista rivoluzionaria interna alla CNT e nel 1920, a causa dell'incarcerazione del segretario generale Evelio Boal assume il suo incarico. Nel 1921, alla Conferenza Nazionale della CNT, viene scelto, insieme a Joaquin Maurin, come delegato del sindacato al congresso per la fondazione dell'Internazionale Comunista in Russia. Lì vi rimane al termine del congresso come rappresentante della CNT, ma il suo ruolo non verrà riconosciuto dal suo sindacato a causa della repressione messa in atto dai bolscevichi contro il movimento anarchico in Russia. A Mosca abbraccia le idee marxiste e ricopre l'incarico di segretario internazionale dei sindacati rossi (Profintern), occupandosi in particolar modo dei paesi latini. Durante i duri anni della lotta per il potere tra Stalin e le opposizioni interne e già nel 1927, secondo la testimonianza di Victor Serge, Nin entra a far parte del Comitato Internazionale dell'Opposizione di sinistra (guidata da Lev Trotsky) con il compito di sfruttare la sua relativa libertà di movimento per organizzare le reti clandestine dei suoi compagni. Ma ben presto le repressione colpisce anche lui. Nel 1928 assiste al IV Congresso dell'Internazionale sindacale rossa senza poter intervenire e nel 1929 viene espulso dall'Unione Sovietica. Arriva a Barcellona nel 1930 insieme alla sua famiglia.

Il ritorno in Spagna e la Sinistra Comunista[modifica | modifica sorgente]

Di ritorno in Spagna, Nin fu centrale nella formazione della Sinistra Comunista di Spagna (Izquierda Comunista de España, ICE), un partito politico leninista e filotrotzkista affiliato all'Opposizione Internazionale di Sinistra. Tuttavia, l'ICE risultò largamente minoritario ed isolato. Nin, dopo l'avvicinamento con il Blocco Operaio e Contadino (Bloque Obrero y Campesiño, BOC), fondato dal suo vecchio compagno Joaquin Maurin, durante la Rivoluzione delle Asturie nel 1934, sosteneva l'unificazione con questo partito, mentre Trotsky era più propenso ad una strategia entrista nella Gioventù Socialista Spagnola che portasse ad un aumento della militanza nell'ICE. Nin era contrario alla proposta del dirigente bolscevico poiché nella grande organizzazione socialista le loro forze si sarebbero disperse, mentre preferiva il partito di Maurin, piccolo ma con un radicamento significativo in Catalogna.

Il POUM e il Fronte Popolare[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partido Obrero de Unificación Marxista.

Alla fine, Nin ruppe con Trotsky e con l'Opposizione di Sinistra su questa questione ed il progetto di fusione si compì. Nel 1935, i due partiti si unirono per formare il Partito Operaio di Unificazione Marxista (Partido Obrero de Unificación Marxista, POUM), alternativo al PCE, invece legato alla Terza Internazionale e a Stalin.

Dopo la vittora del Fronte Popolare nelle elezioni del 1936, di cui il POUM faceva parte, Nin divenne Consigliere di Giustizia nella da poco costituita Generalitat della Catalogna, da cui, diversi mesi dopo, fu costretto a dimettersi dietro forti pressioni del PSUC, il partito dei comunisti catalani.

Dopo che alla Catalogna fu garantita una larga autonomia da parte del governo repubblicano nei primi mesi della Guerra Civile, Nin diventò membro del governo Catalano, guidato da Lluís Companys i Jover di Esquerra Republicana de Catalunya (ERC), ma, a causa delle pressioni dell'Unione Sovietica, l'unica finanziatrice della Repubblica nella guerra, fu rimosso dal ruolo insieme agli altri membri del POUM.

L'arresto e la morte[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 1937, la tensione che si era accumulata a Barcellona sfociò in violenze tra anarchici e aderenti al POUM da un lato e i comunisti del PSUC, ERC, Estat Català e il governo della Generalitat dall'altro (le Giornate di maggio). A seguito della repressione del governo catalano, il PCE richiese l'arresto di Nin e lo scioglimento del POUM, ma Francisco Largo Caballero, alla guida del governo della Repubblica, vi si oppose. Il 16 giugno, il governo di Juan Negrín, che aveva sostituito quello di Caballero, dissolse per decreto il POUM e ordinò l'arresto di Nin.

Nin venne prelevato, insieme ad altre personalità del POUM, e condotto, probabilmente, in un accampamento militare vicino Valencia, su ordine diretto del Comintern e con la supervisione della NKVD, dove fu torturato e, infine, assassinato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Nin, Terra e libertà. Scritti sulla rivoluzione spagnola (1931-1937), ed. Massari, 1996

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 77108376