André Luciano da Silva

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Pinga
Dati biografici
Nome André Luciano da Silva
Nazionalità Brasile Brasile
Altezza 175 cm
Peso 73 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centrocampista
Squadra America-MG América-MG
Carriera
Giovanili
1995-1996 Ceara Ceará
Squadre di club1
1997 Ceara Ceará 11 (3)
1998 Vitoria Vitória 20 (7)
1999 Juventus-SP Juventus-SP 17 (5)
1999-2002 Torino Torino 34 (4)
2001-2003 Siena Siena 54 (11)
2003-2005 Torino Torino 77 (14)
2005-2006 Treviso Treviso 24 (3)
2006 Internacional Internacional 29 (3)
2007-2008 Al-Wahda Al-Wahda 5 (0)
2008 Al-Gharafa Al-Gharafa 8 (2)
2008-2010 Al-Wahda Al-Wahda 45 (28)
2010-2011 Al-Ahli Al-Ahli 21 (11)
2011-2013 Al Dhafra Al Dhafra 19 (8)
2013 Santos Santos 0 (0)[1]
2014- America-MG América-MG 0 (0)
Nazionale
2001 Brasile Brasile U-20 4 (1)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 6 febbraio 2013

André Luciano da Silva, noto come Pinga (Fortaleza, 27 aprile 1981), è un calciatore brasiliano, centrocampista offensivo, in forza all'América-MG.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica sorgente]

È un centrocampista offensivo mancino e tecnicamente dotato, che predilige agire alle spalle di due attaccanti. Si distingue per l'abilità nei passaggi, l'estro ed il tiro potente e preciso che gli consente di trovare il gol sia su azione che da calcio piazzato. Non disdegna di dar manforte anche in copertura e possiede una buona tenuta atletica[2].

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Inizi e arrivo in Italia[modifica | modifica sorgente]

Cresciuto tra le file del Ceará, dopo un anno al Vitória e una buona stagione nel Clube Atlético Juventus viene acquistato dal Torino. Il 17 aprile 2000 effettua una delle sue migliori prestazioni e realizza due gol contro il Milan: prima con un colpo di testa, poi superando il difensore avversario con uno stop a seguire di petto e scavalcando il portiere con un pallonetto[3]. Il suo cartellino resta legato alla squadra granata per ben 6 anni. Il meglio lo dà nelle due stagioni in prestito al Siena, dove aiuta notevolmente la squadra toscana a raggiungere la promozione in Serie A.

Rientro al Torino[modifica | modifica sorgente]

Nel 2003 torna al Torino che decide di puntare su di lui per centrare la promozione in Serie A; Pinga gioca con costanza ma il Torino non riesce nell'impresa e resta un altro anno nella serie cadetta. Nella stessa stagione si distingue per indossare sempre una bandana granata. Questa scelta, inizialmente mirata alla protezione delle ferite alla testa riportate nell'incidente stradale avvenuto l'estate precedente, diventa poi un tratto distintivo del giocatore, che lo caratterizzerà per l'intera annata. La bandana verrà successivamente abbandonata da Pinga per ragioni di scaramanzia, vista la non brillante stagione del suo Torino.

La stagione successiva Pinga disputa un grande campionato nel Torino, culminata con la promozione in serie A conquistata nei play-off contro il Perugia, risultando decisivo in parecchie occasioni.

Treviso[modifica | modifica sorgente]

Il successivo fallimento del Torino lo costringe a cambiare squadra e viene acquistato a parametro zero dal Treviso allenato dal suo ex tecnico Ezio Rossi. È la grande occasione per Pinga di poter giocare da titolare in Serie A, ma quella stagione si rivelerà un disastro, con il Treviso che termina il campionato ultimo in classifica con 3 sole vittorie in 38 gare. Il 5 marzo 2006, in occasione della gara fra Treviso e Reggina, Pinga è in forza alla formazione veneta. Cercando un contatto in area per procurarsi un calcio di rigore, si tuffa stendendo le gambe per cercare il corpo del portiere, ma scalcia involontariamente con violenza il viso dell'estremo difensore amaranto Nicola Pavarini. Il contatto causa a Pavarini la rottura del setto nasale e di diversi denti. L'episodio ha un certo risalto mediatico, e viene stigmatizzato il comportamento del brasiliano, simbolo del cattivo costume della simulazione in area. Anche questo, oltre alla disastrosa stagione del Treviso, porterà Pinga a lasciare l'Italia a fine campionato.

Ritorno in patria[modifica | modifica sorgente]

L'anno successivo Pinga ha l'opportunità di tornare in Brasile nell'Internacional di Porto Alegre, dove ha il compito di non far rimpiangere i partenti Rafael Sóbis e Tinga; la stagione si conclude con 29 presenze e la vittoria della Copa Libertadores e del Mondiale per Club. Nel 2007 conquista anche la Recopa Sudamericana, siglando una rete in finale.

Medioriente[modifica | modifica sorgente]

Nel 2007 Pinga decide di trasferirsi nel campionato del Qatar: inizialmente saltato un accordo con l'Al-Wakra, firma un contratto con l'Al-Gharafa.

Nel 2008 Pinga si trasferisce negli Emirati Arabi, firmando per la formazione del Al-Wahda. Nel 2010 passa alla formazione dell'Al-Ahli, il cui capitano è Fabio Cannavaro.

Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Nel 2001 Pinga partecipa al Campionato Mondiale Under 20 con il Brasile. Le buone prestazioni gli valgono l'ammirazione di Luiz Felipe Scolari (allora allenatore della Nazionale di calcio del Brasile) e si parla di lui come di un possibile erede calcistico del campione Rivaldo[2].

La tragedia[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della stagione 2002-2003, Pinga ebbe un grave incidente in auto, nel quale morì Leonardo Taddei, fratello minore di Rodrigo Taddei, che all'epoca era suo compagno di squadra nel Siena, e successivamente divenne giocatore della Roma. Nell'occasione Pinga rimase ferito lievemente.

Palmarès[modifica | modifica sorgente]

Club[modifica | modifica sorgente]

Competizioni nazionali[modifica | modifica sorgente]

Al-Gharafa: 2008

Competizioni internazionali[modifica | modifica sorgente]

Internacional: 2006
Internacional: 2006
Internacional: 2007

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ 4 (0) se si considerano le partite del campionato Paulista.
  2. ^ a b Lulli Sandro, Pinga, il brasiliano con la testa da tedesco in La Gazzetta dello Sport, 22 agosto 2002, p. 17. URL consultato il 20-3-2010.
  3. ^ La prestazione gli valse il voto di 7.5 da parte de La Gazzetta dello Sport. Condò Paolo, Pinga tiene il Milan a terra in La Gazzetta dello Sport, 17 aprile 2000, p. 12. URL consultato il 20-3-2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]