André Frénaud

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

André Frénaud (Montceau-les-Mines, 26 luglio 1907Parigi, 21 giugno 1993) è stato un poeta francese.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato nella Saona e Loira, visse a Digione e a Parigi dove studiò filosofia e letteratura ma si laureò in giurisprudenza. Nel 1930 è lettore di francese presso l'Università di Leopoli (allora in Polonia, oggi in Ucraina) e compie lunghi viaggi in Russia, Spagna e soprattutto Italia, che ama molto, prima di entrare a lavora nella pubblica amministrazione dal 1937 fino al 1967 (per lo più lavorando al Ministero dei trasporti).

Richiamato nel 1939, venne fatto prigioniero e trascorse due anni nel Brandeburgo prima di riuscire a rientrare in Francia con dei documenti falsi e collaborare dal 1942 alla Resistenza francese. Nel 1938 intanto aveva cominciato a scrivere con lo pseudonimo di Benjamin Fleba, e collaborò con Paul Éluard a pubblicazioni clandestine, alla raccolta L'Honneur des poètes e per la rivista "Messages" diretta da Jean Lescure.

Aiutato da Louis Aragon, le sue raccolte sono poi pubblicate da Gaston Gallimard, insieme a interviste con Bernard Pingaud sulla poesia e la creatività poetica, dove dice sarcasticamente che la poesia è una "macchina inutile", inaccettabile e inaccettata. Fu apprezzato da René Char e da artisti come Jean Dubuffet, Fernand Léger, Jacques Villon, Joan Miró, Maria Elena Vieira da Silva, Pierre Alechinsky, Jean Fautrier, André Beaudin, Maurice Estève, Roger Vieillard, André Masson, Eduardo Chillida.

Fu amico soprattutto dei pittori Raoul Ubac e Jean Bazaine, per i quali scrisse prefazioni a raccolte e cataloghi di mostra. Le sue poesie sono illustrate anche da molti altri artisti. Ha inoltre collaborato con l'editore e artista Peter André Benoit di Alès.

Nel 1971, ha sposato Monique Mathieu, rilegatrice, costruendo insieme un'opera di grande prestigio per bibliofili dalla loro casa di Bussy-le-Grand, che diventa meta di visite di loro amici letterati e artisti.

Nel 1973 fu premiato con il "Grand Prix de poésie" dell'Académie française e nel 1985 il "Grand Prix national de poésie".

Nel 1999, sei anni dopo la morte del marito, Monique Mathieu ha donato 95 opere da loro raccolte tra dipinti, disegni, acqueforti e sculture di artisti amici, alla città di Autun che ha portato alla creazione di una mostra permanente del Musée Rolin.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Raccolte[modifica | modifica sorgente]

  • Les Rois mages, 1943
  • Poèmes de dessous le plancher suivi de La Noce noire, 1949
  • Agonie du general Krivitski, 1960
  • Il n'y a pas de paradis, 1962
    • trad. Giorgio Caproni, Non c'è paradiso, introduzione di Stefano Agosti, Milano, Rizzoli 1971; nuova ed. Mondadori 1998 (con un'intervista di Marc Le Cannu) (traduzione premiata al Premio Monselice)
    • trad. a cura di Ornella Sobero, Non c'è paradiso, Roma, Fondazione Piazzolla, 1995
  • L'Étape dans la clairière, 1966
  • Les Rois mages, 1966, nuova ed. 1977
  • La Sainte face, 1968
  • Depuis toujours déjà, 1970
  • Notre inhabileté fatale, 1972 (interviste)
  • La Sorcière de Rome, 1973
    • trad. Davide Bracaglia, La strega di Roma, prefazione di Elisa Bricco, Genova, San Marco dei Giustiniani, 2000
  • Haeres, 1982
  • Nul ne s'égare, 1986
  • Glose à la sorcière, 1995

Antologie italiane[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 27064747 LCCN: n/50/25413

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura