Anchise Picchi

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Anchise Picchi (Crespina1° aprile 1911 – Collesalvetti13 novembre 2007) è stato un pittore italiano.


Indice

[modifica] Biografia

Fin dall'infanzia mostra già chiari segni di disposizione al disegno, realizzando fin dall'età di 5 anni, rappresentazioni naturalistiche della campagna e dei dintorni del suo casolare, nonché i primi abbozzi di figure di persone e animali. All'età di 10/12 anni conosce Francesco Gioli e diviene amico del fratello Luigi Gioli che lo invita spesso nel suo studio a Fauglia.

Conosce all'età di 15/16 anni lo scultore Alvio Vaglini di Pisa, di cui diviene amico strettissimo e con il quale lavora. Conosce poi Salvatore Pizzarello, Pietro Annigoni, Galileo Chini, Carla Celesia di Vegliasco, Fortunato Bellonzi. Frequenta verso il 1935/1938 il Liceo Artistico e l'Accademia di Belle Arti a Roma, dove diviene amico del fisico Oreste Piccioni, del gruppo di Enrico Fermi. A Roma consegue il Diploma e l'Abilitazione all'insegnamento del Disegno e della Storia dell'Arte.

Nel 1939/1940 è insegnante presso le Scuole Italiane all'estero, a Salonicco, in Grecia, da dove, per motivi bellici, è costretto a rientrare in patria. Insegna poi a Siena, Pisa e Collesalvetti (Livorno), dove conosce Luigi e Carlo Servolini. Luigi curerà nel 1978 la mostra antologica di pittura e scultura a Palazzo Strozzi patrocinata dal Comune di Firenze.

Negli anni che vanno dal 1950 al 1980 circa, tiene lo studio a Livorno, frequentando i maggiori rappresentanti del Gruppo Labronico. È amico di Renato Natali, Gino Romiti, Cafiero Filippelli, Carlo Domenici, Ferruccio Rontini, Giovanni Lomi, ecc. Sempre però mantenendosi indipendente ed esterno rispetto a correnti e gruppi artistici. In età avanzata, a 86 anni, si cimenta con il computer, realizzando con l'aiuto del solo mouse, diversi lavori di pittura digitale, pubblicati poi sul sito ufficiale, chiudendo idealmente un percorso singolare e poco comune per un artista conmtemporaneo: quello, appunto, che va dalla frequentazione diretta dei rappresentanti del movimento dei macchiaioli, fino alle moderne tecniche digitali.

In questi ultimissimi anni sono stati realizzati due volumi sull'opera di Anchise Picchi: uno sulla pittura e scultura e uno sulla grafica: Anchise Picchi tra Simbolismo e Novecento - suggestioni di nebbie e aspirazione di luce, a cura della storica dell'arte Francesca Cagianelli; Anchise Picchi, La Grafica, a cura del nipote Lido Pacciardi, con saggio critico introduttivo di Francesca Cagianelli - Bandecchi e Vivaldi ed., Pontedera, Pisa - 2004, 2005.

È morto all'età di 96 anni nella sua abitazione di Collesalvetti (Livorno).

[modifica] Pittura

Anchise Picchi: Canne al vento - tecnica mista su tavola - cm 70x50 - (1968/1969)
Anchise Picchi: Canne al vento - tecnica mista su tavola - cm 70x50 - (1968/1969)

Dopo un primo periodo di studio dei classici e dei macchiaioli, la sua produzione acquista una definitiva e inconfondibile impronta personale, con lo sviluppo di una serie di tecniche tra le quali eccelle la tecnica mista, con la realizzazione di tutta una serie di soggetti di chiara impronta iperrealista, mediata da un sentimento divisionista e da una concezione luministica delle masse e dei paesaggi.

Gli ultimi lavori esaltano l'uso di un divisionismo ben temperato, adattato in modo estremamente originale ad una soggettistica agreste, dove le ricorrenze degli sfumati delle nebbie e delle fusioni dei fondi, attraverso l'uso di una tecnica ruvida e grumosa, esaltano l'impronta luminosa che distende e scolpisce la scena.

La soggettistica riguarda la figura umana inserita e contestualizzata strettamente con l'ambiente e il pasesaggio, quasi sempre agreste, che riflette le caratteristiche della campagna toscana dove Picchi ha sempre vissuto. I personaggi di questo ambiente e le situazioni che in questo si sono prodotte assumono tuttavia nella pittura dell'artista, mediante una interpretazione che evade dagli stretti ambiti soggettistici e ambientali, un significato di valenza universale, che illustra e sottolinea la fragilità e la precarietà dell'uomo di fronte alle sfide della vita e dell'ambiente. Numerose anche le nature morte, in tecnica mista, rappresentate con sfondi paesaggistici, marine, incendi e i soggetti sacri e degli emarginati e dei deboli.

Anchise Picchi: I Putti musicanti - bassorilievo in legno di noce - cm 70x180 (1970)
Anchise Picchi: I Putti musicanti - bassorilievo in legno di noce - cm 70x180 (1970)

[modifica] Scultura

In scultura predominano il bassorilievo e l'altorilievo: in legno, bronzo, ceramica. Scene di Putti, ritratti, figure: tutte eseguite con spirito classico e moderno sentire. Composte sovente su una molteplice fuga di piani a formare veri e propri bassorilievi pittorici. Da menzionare i ritratti di Renato Natali, Pietro Annigoni e le lunette "I Putti vendemmiatori" e "I Putti musicanti", "Medusa in cammino".

[modifica] Grafica e disegno

Vastissima la produzione di grafica: disegni, incisioni, schizzi, studi: a carboncino, penna nera, grafite; in bianco e nero o colorati con gessi, pastelli, polvere di colore e rari acquarelli (specialmente usati per la colorazione di disegni della prima metà degli anni venti). Gli ultimi lavori di grafica mostrano un rafforzato contrasto chiaroscurale, conseguenza di una vista sempre più debole, condotti ancora, tuttavia, con una concezione disegnativa che l'artista medesimo riassume nella seguete asserzione: Il disegno non è la linea, il tratto chiaro e scuro che lascia la matita o il pennello e che segue il contorno degli oggetti, ma l'insieme delle masse e la loro disposizione e proporzione nello spazio; la contrapposizione dei chiari e degli scuri. Ciò che correntemente s'intende per "disegno" non è che superficiale grafismo e calligrafismo... Quando manca il gioco della luce, manca la vita!

[modifica] Collegamenti esterni

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