Anastasio I di Bisanzio

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Semisse di Anastasio I
Semisse di Anastasio I

Anastasio I - in latino: Flavius Anastasius - (Dyrrhachium430 – 9 luglio 518) è stato un imperatore bizantino dal 491 al 518.

[modifica] Biografia

All'epoca della morte di Zenone di Bisanzio (491), Anastasio, un ufficiale di palazzo (silentiarius), godeva di una reputazione molto alta, e venne elevato al trono dell'Impero Romano d'Oriente dalla scelta di Ariadne, la vedova di Zenone, che lo sposò dopo la sua ascesa. Il suo regno, anche se in seguito fu disturbato da guerre esterne ed intestine e da questioni religiose, cominciò sotto buoni auspici. Anastasio ottenne il favore popolare con una giudiziosa riduzione della tassazione, e mostrò grande vigore ed energia nell'amministrazione degli affari dell'impero.

Monete bizantine di bronzo: 40 nummi (follis) e 5 nummi; Anastasio (ca. 498-518), zecca di Costantinopoli.
Monete bizantine di bronzo: 40 nummi (follis) e 5 nummi; Anastasio (ca. 498-518), zecca di Costantinopoli.

Anastasio fu coinvolto nella guerra isaurica e nella guerra persiana. La prima (492-496) venne scatenata dai sostenitori di Longino, il fratello di Zenone. La vittoria di Cotyaeum nel 493 "spezzò la schiena" alla rivolta, ma la guerriglia continuò sulle montagne isauriane per altri anni. Nella guerra con la Persia (502-505), Theodosiopolis e Amida vennero catturate dal nemico, ma anche le province persiane soffrirono gravemente e i romani recuperarono Amida. Entrambi gli avversari erano esausti quando venne stabilita una pace (506) sulle basi dello status quo. Anastasio successivamente fece costruire la potente fortezza di Daras per tenere in scacco Nisibis. Le province balcaniche vennero devastate dalle invasioni degli Slavi e dei Bulgari; per proteggere Costantinopoli e le sue vicinanze venne costruito il "Muro Anastasiano" che si estendeva dal Propontide al Mar Nero.

L'imperatore fu un convinto monofisita, ma la sua politica ecclesiastica fu moderata; si impegnò a mantenere i principi dell'Henotikon di Zenone e la pace nella chiesa. Furono l'atteggiamento non incline ai compromessi degli estremisti ortodossi, e le dimostrazioni di ribellione della popolazione bizantina, che lo spinsero nel 512 ad abbandonare questa politica ed adottare un programma monofisita. La sua conseguente impopolarità nelle province europee venne sfruttata da un uomo ambizioso, Vitaliano, per organizzare una pericolosa ribellione, nella quale venne assistito da un'orda di Unni (514-515); questa venne infine repressa grazie ad una vittoria navale ottenuta dal Generale Marinus. La politica finanziaria di Anastasio fu così prudente e volta al risparmio che gli fece guadagnare la reputazione di avaro e contribuì alla sua impopolarità.

Follis di Anastasio I.
Follis di Anastasio I.

Esiste una storia riguardante la scelta del suo successore: Anastasio non riusciva a decidere quale dei suoi tre nipoti gli avrebbe succeduto, così mise un messaggio sotto un divano e fece prendere posto ai nipoti nella stanza, dove c'erano altri due divani; egli riteneva che il nipote che si fosse seduto sulla poltrona col messaggio sarebbe stato il suo erede. Comunque, due dei suoi nipoti si sedettero sullo stesso divano (una storia vuole che fossero amanti incestuosi), e il divano con il messaggio rimase vuoto. Quindi, dopo aver chiesto consiglio a Dio in preghiera, determinò che la prima persona ed entrare nella stanza il mattino seguente sarebbe stata il prossimo imperatore, e quella persona fu Giustino, il capo della sua guardia. In realtà, Anastasio probabilmente non pensò mai a Giustino come suo successore, ma la scelta venne fatta per lui dopo la sua morte.

[modifica] Bibliografia

Rappresentazione degli imperatori Zenone e Anastasio I.
Rappresentazione degli imperatori Zenone e Anastasio I.
  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino,Torino, Einaudi, 1968.
  • Gerhard Herm, I bizantini 1985, Garzanti, Milano.
  • John Julius Norwich, Bisanzio, Milano, Mondadori, 2000.
  • Silvia Ronchey, Lo stato bizantino, 2002, Einaudi, Torino.
  • Alexander P Kazhdan, Bisanzio e la sua civiltà, 2004, Laterza, Bari.
  • Giorgio Ravegnani, La storia di Bisanzio Roma, Jouvence, 2004.
  • R. Lilie, Bisanzio la seconda Roma, Roma, Newton & Compton, 2005, ISBN 88-541-0286-5.
  • Alain Ducellier e Michel Kapla Bisanzio, Milano, San Paolo, 2005.
  • Giorgio Ravegnani. Imperatori di Bisanzio . Bologna, Il Mulino, 2008. ISBN 978-88-15-12174-5

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