Anastasia - L'ultima dei Romanov

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Anastasia - L'ultima dei Romanov
Anastasia - L'ultima dei Romanov.png
Anna Anderson (Amy Irving) e il Principe Erich (Jan Niklas)
Titolo originale Anastasia: The Mystery of Anna
Paese Stati Uniti d'America, Austria, Italia
Anno 1986
Formato miniserie TV
Genere biografico, drammatico
Puntate 2
Durata 200 min
Lingua originale inglese
Caratteristiche tecniche
Aspect ratio 4:3
Colore colore
Audio Stereo
Crediti
Regia Marvin J. Chomsky
Soggetto Peter Kurth
Sceneggiatura James Goldman
Interpreti e personaggi
Fotografia Nicholas D. Knowland
Montaggio Petra von Oelffen
Musiche Laurence Rosenthal
Scenografia Ian Whittaker
Costumi Jane Robinson
Produttore Marvin J. Chomsky
Produttore esecutivo Kenneth Kaufman, Michael Lepiner
Casa di produzione Consolidated Entertainment, Telecom Entertainment Inc., Reteitalia
Prima visione
Prima TV Stati Uniti d'America
Dal 7 dicembre 1986
Al 8 dicembre 1986
Rete televisiva NBC
Prima TV in italiano (gratuita)
Dal 19 aprile 1987
Al 20 aprile 1987
Rete televisiva Canale 5
« Dietro questo viso, il mistero di una donna senza nome; dietro queste lacrime, il desiderio di ritrovare il proprio passato; dietro questo sguardo, il terrore, l'odio, l'orgoglio perché lontano, nella sua memoria, rivivono i ricordi, i dolori ... la chiamano Anna, ma forse il suo nome è Anastasia. »
(Promo di Canale 5 per la prima puntata della miniserie[1])

Anastasia - L'ultima dei Romanov (Anastasia: The Mystery of Anna)[2] è una miniserie televisiva in due puntate coprodotta da Stati Uniti, Austria e Italia nel 1986 e diretta dal regista Marvin J. Chomsky. Basata sul romanzo Anastasia: The Riddle of Anna Anderson di Peter Kurth, e con Amy Irving nel ruolo della protagonista, la miniserie racconta in maniera romanzata la vita di Anna Anderson, la giovane donna polacca che sostenne fino alla morte, avvenuta nel 1984, di essere la granduchessa Anastasia Nikolaevna, e dei suoi tentativi per essere legalmente riconosciuta come figlia minore dello Zar Nicola II.

Co-prodotta da Reteitalia,[3] è stata trasmessa negli Stati Uniti il 7 e 8 dicembre 1986 sulla rete NBC.[4] In Italia è andata in onda per la prima volta il 19 e 20 aprile 1987 in prima serata su Canale 5.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Alla fine della prima guerra mondiale, la Russia è in pieno clima rivoluzionario. Il deposto zar Nicola II e la sua famiglia vengono rapiti e imprigionati a Ekaterinburg. Il 16 luglio 1918, Yakov Yurovsky, generale incaricato della loro detenzione, riceve l'ordine di sterminarli. Durante la notte, i Romanov vengono condotti in una cantina con il pretesto di una fuga e giustiziati senza pietà a colpi di fucile. Cinque anni dopo, a Berlino, la giovane Anna Anderson, povera e senza un passato che riesca a rammentare chiaramente, si convince di essere Anastasia, figlia minore di Nicola II, e rivela la sua storia ad un dottore mentre è detenuta in un manicomio. Il racconto della sua fuga dai bolscevichi sembra così vivido e immacolato che molti emigrati russi iniziano a crederle. Anna, grazie anche ad alcuni ricordi che solo i più vicini allo zar potevano avere, guadagna lentamente la fiducia di una sempre crescente cerchia di persone. Ma la famiglia Romanov, la sola che può confermare i suoi ricordi e la sua identità, non è disposta a credere alla sua storia e la denuncia pubblicamente come impostora. Anna, ormai del tutto convinta di essere Anastasia, e spinta anche dalla fiducia del Principe Erich, del quale è innamorata, cita in giudizio la famiglia imperiale per ottenere un riconoscimento ufficiale e diradare la nebbia che aleggia sul suo passato.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • All'epoca in cui venne realizzata la miniserie non c'era nessuna prova che Anna Anderson fosse o meno Anastasia. Le coincidenze e una serie di dettagli rivelati dalla donna, dettagli che sembravano conosciuti solo da un ristretto numero di persone appartenenti alla cerchia della famiglia reale, convinsero in molti sulla veridicità delle sue parole. Solo nel 1994, con un'analisi del DNA su un reperto bioptico del 1979, e poi nel 2007, con il ritrovamento nella regione degli Urali dei resti degli ultimi due figli dello zar, si chiarì definitivamente che tutta la famiglia imperiale era stata sterminata, e che Anna Anderson non poteva in alcun modo essere Anastasia.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Anastasia - L'ultima dei Romanov - Promo", 6 marzo 2012. URL consultato il 4 giugno 2013.
  2. ^ "Il mistero di Anastasia", La Stampa, 18 aprile 1987. URL consultato il 4 giugno 2013.
  3. ^ "Torna Anastasia vestita da colossal", La Stampa, 19 aprile 1987. URL consultato il 4 giugno 2013.
  4. ^ (EN) "Anastasia: Tales Continue", Chicago Tribune, 7 dicembre 1986. URL consultato il 4 giugno 2014.
  5. ^ "La Kinsky ci ripensa: non sarà Anastasia", La Stampa, 5 agosto 1986. URL consultato il 4 giugno 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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