Anastasia (film 1956)

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Anastasia
Titolo originale Anastasia
Paese di produzione Stati Uniti
Anno 1956
Durata 105 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico, storico
Regia Anatole Litvak
Soggetto Marcelle Maurette
Sceneggiatura Guy Bolton e Arthur Laurents
Produttore Buddy Adler
Casa di produzione Twentieth Century-Fox
Fotografia Jack Hildyard
Montaggio Bert Bates
Musiche Alfred Newman
Scenografia Andrej Andrejew
Costumi René Hubert
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Anastasia è un film del 1956 diretto da Anatole Litvak e interpretato da Ingrid Bergman, Yul Brynner e Helen Hayes. Tra gli attori comprimari si segnalano Akim Tamiroff che fu già al fianco di Ingrid Bergman tredici anni prima nel film Per chi suona la campana (1943), Martita Hunt che aggiunge un tocco di comicità quale civettuola e fatua dama di compagnia e, in un piccolo ruolo, Natalie Schafer, familiare al pubblico televisivo per il suo ruolo in L'isola di Gilligan.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Parigi, 1928: nella speranza di mettere le mani sull'eredità dei Romanov, custodita in una banca inglese, il Generale Sergei Pavlovic Bounine istruisce Anna Korev - una giovane senza memoria, da poco fuggita da un manicomio - sperando di farla passare per l'infelice principessa Anastasija, sopravvissuta all'eccidio della famiglia reale russa.

Anna non solo riesce a recitare perfettamente la sua parte ma, grazie ai ricordi che riaffiorano nella sua mente, finisce col credersi veramente Anastasia. Il dubbio si insinua anche nella mente di Bounine: possibile che la ragazza sia realmente la Gran Duchessa Anastasia?

Grazie anche all'appoggio del Principe Paul von Haraldberg, che mostra - ma se lo faccia per interesse o con sincerità non è chiaro - di riconoscere in Anna, di cui s'è invaghito, la propria cugina Anastasia, dopo diversi tentativi la ragazza ottiene la possibilità di incontrarsi con l'Imperatrice madre Marija la quale, dopo alcuni attimi di esitazione, riconosce nella ragazza la nipote Anastasia.

Nonostante abbia raggiunto il suo scopo, il generale Bounine non è soddisfatto, poiché nel frattempo si è a poco a poco innamorato di Anastasia la quale, reintegrata nel rango di granduchessa, dovrebbe ora sposare il cugino principe. Eppure Anna non è sicura: in fondo non ritiene che Paul sia innamorato, forse la frequenta solo mirando all'eredità. E lei? Di cosa è veramente convinta lei? Cosa vuole veramente? La stessa Imperatrice Madre con profondo affetto la sostiene nel suo cercare se stessa, anche se, ormai stanca e addolorata dei continui smascheramenti, in ultimo la supplica, se non dovesse essere lei, di non dirglielo mai.

Poco prima della presentazione ufficiale all'aristocrazia ed alla stampa, la giovane decide di rinunciare alle ricchezze e agli onori e preferisce fuggire con Bounine, di cui si è innamorata.

Note sulla produzione[modifica | modifica sorgente]

Il film, che racconta la storia romanzata di Anna Anderson, la donna che asserì di essere Anastasia, la figlia dello zar Nicola II, l'unica secondo la leggenda a essere scampata all'eccidio della famiglia reale, è un avvincente melodramma sceneggiato da Arthur Laurents e tratto dalla pièce di Marcelle Maurette, ma un po' soffocato dalle esigenze della megaproduzione.

Per l'interpretazione di questo film Ingrid Bergman nel 1957 vinse l'Oscar come miglior attrice protagonista, facendo il suo trionfale ritorno a Hollywood dopo gli anni di ostracismo a cui era stata sottoposta a causa della sua chiacchierata vicenda sentimentale con Roberto Rossellini.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

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