Ananke (mitologia)

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Ananke
Ananke in una illustrazione moderna nella Repubblica di Platone
Ananke in una illustrazione moderna nella Repubblica di Platone
Nome alternativo Ananche,

(Αναγκαιη, Anankaiê) (lat. Anacaea) - Necessità,
(Αδραστεια, Adrasteia) (lat. Adrasteia) - Inevitabilità,
(Αδρηστεια, Adrêsteia) (lat. Adrasteia),
(Τεκμωρ, Tekmôr) (lat. Tecmor) - Scopo

Mitologia greca, orfica
Parentele
Genitori Gaia e Hydros, l'acqua primigenia
Fratelli Chronos
Figli a seconda della mitologia, Adrastea, Etere (divinità) Erebo, Phanes, Ida, Amaltea, Moire
Consorte Chronos, Zeus o Melisseo
Ananke, opera di Gilbert Bayes.

Ananke (o Ananche) (in greco antico Ἀνάγκη) è la dea greca che rappresenta la personificazione o potenza del destino, della necessità inalterabile e del fato nella religione greca orfica.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il termine "Ananke" deriva da (greco ἀνάγκη), (ionico αναγκαίη, anankaiê), col significato di forza, costrizione o necessità. Omero lo utilizza come sinonimo di necessità ( αναγκαίη πολεμίζειν, "è necessario combattere") o forza (ἐξ ἀνάγκης, "per forza")[1].

Nella letteratura tale parola è utilizzata anche col significato di Fato o Destino, (ανάγκη δαιμόνων, "fato dovuto a demoni o dei"), quindi, per estensione, costrizione o punizione dovuta da un ente superiore[2]. In poesia il termine è spesso utilizzato come per le personificazioni, come usa Simonide: "neanche gli dei combattono contro ananke"[3].

Nell'uso filosofico, il termine significa necessità, necessità logica[4] o leggi della natura[5].

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Veniva adorata raramente al di fuori dei culti misterici. Era invece una divinità primigenia nella cosmogonia orfica.

Secondo Damascio (frammento orfico n. 54) ed Empedocle (frammento orfico epicureo) nacque dall'unione tra la Terra (, Gea) e l'Acqua (hydôr, Hydros), avvolta come un serpente col Tempo (Χρόνος, Chronos), oppure avvolta dal serpente (drakonta) che divenne Tempo[6].

Incorporea, per natura identica ad Adrastea (Ἀδράστεια), con le braccia aperte a contenere ("ne raggiunge i limiti", peráton) tutto il mondo (kosmoi).

Secondo invece Apollonio Rodio (le Argonautiche, 12 ff), Ananke fu gererata assieme al Tempo (Chronos) direttamente dal Chaos primordiale[6].

La si riteneva la madre di Adrastea e, secondo Platone, delle Moire[7]. Inizialmente era identificata con Adrastea stessa.

Secondo Callimaco, era anche la madre di Ida ed Amaltea, generate da Melisseo[8].

Per Omero ed Esiodo appare come la forza che regola tutte le cose, dal moto degli astri ai fatti particolari dei singoli uomini.

Nella mitologia romana, venne chiamata Necessitas ("Inevitabilità") ma rimase sempre un'allegoria poetica priva di un vero culto. Qualche volta è stata identificata con Dike, la Giustizia e come opposto aveva Tyche, la Fortuna. A Corinto condivideva un tempio con Bia, la Violenza.

I poeti sono concordi nel descriverla come un essere inflessibile e duro.

In altre culture[modifica | modifica sorgente]

Nell'introduzione di Notre Dame de Paris, Victor Hugo scrisse che il romanzo era basato su una presunta incisione in greco maiuscolo, ritrovata in una torre della cattedrale. La parola incisa è, appunto, Ananke.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Iliade 4.300, Odissea 4.557: (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ἀνάγκη in A Greek-English Lexicon, 1819.
  2. ^ E.Ph.1000, Senofonte 9.4
  3. ^ Simonide Fr. 4.20 Diehl: C.M.Bowra , The Greek experience .W.P Publishing company, Cleveland and New York p.61
  4. ^ Aristotele, Metaph.1026.b28, 1064.b33: (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ἀνάγκη in A Greek-English Lexicon, 1819.
  5. ^ Senofonte, Memorabili 1.11.1: (EN) Henry Liddell e Robert Scott, ἀνάγκη in A Greek-English Lexicon, 1819.
  6. ^ a b Ananke, Theoi project. URL consultato l'11 febbraio 2014.
  7. ^ Platone Repubblica X,135,34 "Altre tre donne sedevano in cerchio a uguale distanza, ciascuna sul proprio trono: erano le Moire figlie di Ananke, Lachesi, Cloto e Atropo, vestite di bianco e col capo cinto di bende; sull'armonia delle Sirene Lachesi cantava il passato, Cloto il presente, Atropo il futuro."
  8. ^ Callimaco Inno a Giove

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie
Fonti secondarie

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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