Analogia entis

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Per analogia entis s'intende l'estensione, dalla filosofia logica e ontologica alla religione e teologia, del tema e problema dell'analogicità come via intermedia fra univocità ed equivocità, ossia della similitudine come concetto equidistante dall'identità e dall'alterità, dall'omogeneità e dalla eterogeneità.

Se in ambito filosofico l'analogia ha per oggetto l'analisi del rapporto fra i vari enti, in religione l'analogia entis designa il trasferimento dell'analisi all'eventuale nesso fra gli enti e l'Ente supremo, Dio o negli altri modi in cui viene pensato, definito e nominato.[1][2]

Cristianesimo[modifica | modifica sorgente]

Le premesse dell'analogia entis sono riscontrabili già nell'Antico Testamento:

« Ho parlato ai profeti, ho moltiplicato le visioni e per mezzo dei profeti ho usato similitudini. »
(Osea 12, 11)

Con tale approccio il Cristianesimo propone una terza strada, definita via eminentiae, rispetto alla teologia negativa o apofatica della via negationis e alla teologia positiva o catafatica della via affirmationis o positionis:[3]

« Per infrangere i limiti del linguaggio umano e adeguarlo alle esigenze della realtà divina l'analogia ricorre a due procedimenti principali, chiamati rispettivamente via negativa (via negationis) e via eminenziale (via eminentiae).[4] Queste due vie [...] rappresentano il secondo e il terzo momento dell'analogia, il primo essendo la via positiva.[5] »

Agostino d'Ippona[modifica | modifica sorgente]

Un'intera tradizione, platonica, neoplatonica e agostiniana, ha sostenuto l'idea d'una progressiva gradualità fra i beni inferiori e il Bene Assoluto, una "commensurabilità" tra la perfezione divina e l'imperfezione. Agostino ha dedicato a questa tesi un paragrafo completo, esplicito fin dal titolo, nel De vera religione, XIX, 37 (389-391):

(LA)
« Bona sunt, sed non summa bona, quae vitiari possunt. »
(IT)
« Tutto è bene, anche ciò che si corrompe, ma non al più alto grado. »

Ma è lo stesso Ipponate a venir considerato il padre della teologia negativa cristiana per il suo accento posto sull'aliud, aliud valde, il Dio totalmente Altro rispetto alla coscienza umana[6] formulato nelle Confessioni VII,10.16 (400), ossia nel medesimo testo in cui ha espresso pure la tesi opposta, quella dell'albergare di Dio nell'interiorità di ogni essere umano.

a) VI,1.1:

(LA)
« quaerebam te foris a me et non inveniebam Deum cordis mei. »
(IT)
« ti cercavo fuori di me e non ti trovavo, perché tu sei il Dio del mio cuore (Salmo 72, 26). »

b) X, 27.38:

(LA)
« intus eras et ego foris et ibi te quaerebam [...] Mecum eras, et tecum non eram. »
(IT)
« tu eri dentro di me e io fuori. Lì ti cercavo. [...] Eri con me, e non ero con te. »

Si consideri inoltre il celebre aforisma presente nel De vera religione, XXXIX, 72:

(LA)
« Noli foras ire, in teipsum redi; in interiore homine habitat veritas; et si tuam naturam mutabilem inveneris, transcende et teipsum. »
(IT)
« Non uscire fuori di te, ritorna in te stesso: la verità abita nell'uomo interiore e, se troverai che la tua natura è mutevole, trascendi anche te stesso. »

D'altronde è innegabile che già le sue influenze platoniche e neoplatoniche evidenziassero una marcata teologia negativa pre-cristiana.

Tommaso d'Aquino[modifica | modifica sorgente]

Pure Tommaso d'Aquino ha ripreso dallo pseudo-Dionigi.[7]

L'analogia dell'ente è il complemento a uno della trascendenza di Dio. Dio Padre vivrebbe da e per sempre in un luogo fuori dallo spazio e dal tempo nel quale si manifestano gli enti e la vita umana, ma non separato da questi. Da questo luogo ha creato il mondo dal pieno di Sé e dal niente dell'altro, e prosegue per sempre questa creazione continua senza la quale la realtà immanente subito cesserebbe di esistere. La realtà immanente è quindi una Sua emanazione, fatta come dice la Genesi a immagine e somiglianza di Dio, gli enti sono una copia di Dio, ma non Dio stesso che appunto non risiede nelle cose naturali (Tommaso rifugge il panteismo).
Oltre a questo processo necessario e immutabile di creazione, Dio può a Suo piacemento entrare e manifestarsi nel mondo come Divina Provvidenza.
Ci sono quindi due cose che per Tommaso Dio, pure onnipotente, non può fare: Dio non può fare il male e non può fare un altro Dio.

Tommaso afferma che Dio è "pieno" e verosimilmente ridondante, prodigo di amore e continuamente crea il mondo uscendo fuori di sé in una incontenibile esplosione di gioia. Il monismo emanazionistico di Plotino, oltre ad essere un processo necessario e immutabile di creazione, è pure da sempre un libero atto di amore progettato e voluto dalla divinità che vuole rendere partecipi gli enti della Sua ricchezza e del Suo amore. Mentre pone in essere gli enti che pure ama e vuole a Sé, il Padre come l'Uno di Plotino non è rivolto agli enti ma a Sé stesso, e scruta la profondità dello Spirito Santo nell'abissale silenzio della Sua autocontemplazione Trinitaria.

Novecento[modifica | modifica sorgente]

Nel Novecento Karl Barth ha elaborato una contrapposizione netta fra l'analogia entis e l'analogia fidei,[8][9][10][11] innescando un'ormai secolare reviviscenza di studi e interesse sul tema da cui si dissocia il giudizio di Umberto Eco, per il quale "In realtà, qualsiasi discussione sull'analogia non fa altro che ripeterci che possiamo predicare di Dio la Bontà, la Verità, la pienezza dell'Essere, l'Unità, la Bellezza, ma niente altro. Essa può nascere solo in una cultura che già assuma che Dio sia Verità, Unità, Verità, Bontà e Bellezza. Proprio per questo dramma, che ne procurerà il collasso, l'analogia entis ha minor valore cognitivo di una buona metafora."[12] Non mancano studiosi, tuttavia, che sostengono come il nostro modo di conoscere si basi quasi interamente sull'analogia, da intendere quindi come vero e proprio strumento razionale che tuttavia non usa la logica lineare, ma la circolarità della similitudine.[13]

Cattolicesimo[modifica | modifica sorgente]

La posizione ufficiale della Chiesa cattolica è stata espressa nel 1215 dal Concilio Lateranense IV in questi termini:

(LA)
« Inter Creatorem et creaturam non potest similitudo notari, quin inter eos maior sit dissimilitudo.[14][15] »
(IT)
« non si può rilevare una qualche somiglianza tra Creatore e creatura senza che si debba notare tra di loro una dissomiglianza ancora maggiore.[16] »

Durante la lectio magistralis su "Fede, ragione e università", tenuta a Ratisbona il 12 settembre 2006, papa Benedetto XVI ha ribadito centralità e attualità di tale concetto:

« [L]a fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata esista una vera analogia, in cui—come dice il Concilio Lateranense IV nel 1215—certo le dissomiglianze sono infinitamente più grandi delle somiglianze, non tuttavia fino al punto da abolire l'analogia e il suo linguaggio. Dio non diventa più divino per il fatto che lo spingiamo lontano da noi in un volontarismo puro ed impenetrabile, ma il Dio veramente divino è quel Dio che si è mostrato come logos e come logos ha agito e agisce pieno di amore in nostro favore.[17] »

John David Barrow[modifica | modifica sorgente]

In Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima,[18] il cosmologo e matematico Barrow, Premio Templeton 2006, dedica un intero capitoletto a Un volo di fantasia razionalistica (pp. 60-69),[19] dove espone, con tanto di diagramma grafico insiemistico, la relationship with Divine che «potremmo scegliere tra le seguenti cinque semplici alternative.»[20] «Sarà utile elencare le varie possibilità nella forma più semplice, come segue» (p. 66):[21][22]

  1. panenteismo;[23]
  2. «idea scettica che la nozione di "Dio" sia esclusivamente una creazione della mente umana»;[24]
  3. panteismo;[25]
  4. ateismo;[26]
  5. nichilismo.[27]

Questi cinque casi non esauriscono affatto tutte le combinazioni possibili, che invece sono undici:

Casistica insiemi analogia-entis.jpg
  • Il 6º e l'8º corrispondono al panenteismo;
  • il 5º e il 7º alla posizione scettica;
  • il 4º al panteismo;
  • il 9º all'ateismo;
  • il 10º, ma forse pure l'11º, al nichilismo. Invece il 1º, probabilmente, a una forma estrema di teologia dialettica.

Come si può constatare, la modellistica di Barrow non tiene conto dell'insieme intersezione (3º caso) o tangente (2º caso) ≠ Ø, ossia non vuoto, che viceversa è forse l'ipotesi d'analogia entis tanto meno esaminata quanto più promettente.

Il Taijitu, rappresentazione di yin e yang.

Yin e yang[modifica | modifica sorgente]

Nell'antica filosofia cinese e quindi nel Taoismo e nel Confucianesimo, il corrispettivo dell'insieme intersezione o tangente fra due opposti non del tutto reciprocamente escludentisi è indicato dal concetto dello yin e yang, espresso con il simbolo del Taijitu. Ad esempio, nel "nero" dello yin è comunque presente il puntino "bianco" dello yang. Da qualsiasi punto di vista si decida quale possa essere la parte negativa o positiva, l'essenziale consiste nell'individuare la positiva e incrementarla, invece di cogliere la negativa e distruggerla.[28]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alberto Strumìa, Analogia in Dizionario Interdisciplinare di Scienza e Fede. URL consultato il 6 agosto 2013.
  2. ^ Cf. Paolo Volonté, Analogia storica ed esperienza trascendentale, in Virgilio Melchiorre, Studi di filosofia trascendentale, Milano, Vita e Pensiero, 1993, in particolare pp. 163-7. ISBN 88-343-0360-1; ISBN 978-88-343-0360-3.
  3. ^ Cf. H. de Lubac, Sulle vie di Dio. L'uomo davanti a Dio, Milano, Jaca Book, 1959, nuova ed. aggiornata: 2008, p. 128. ISBN 88-163-0460-X; ISBN 978-88-163-0460-4.
  4. ^ B. Mondin, Epistemologia e cosmologia, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1999, p. 160. ISBN 88-709-4380-1; ISBN 978-88-709-4380-1.
  5. ^ B. Mondin, La Trinità mistero d'amore. Trattato di teologia trinitaria, Bologna, Edizioni Studio Domenicano, 1993, 2ª ed. riveduta e ampliata: 2010, p. 30. ISBN 88-709-4751-3; ISBN 978-88-709-4751-9.
  6. ^ Cf. Mario Ruggenini, Il Dio assente. La filosofia e l'esperienza del divino, Mondadori, Milano, 1997, p. 279. ISBN 88-424-9601-4; ISBN 978-88-4249-601-4.
  7. ^ Cf. R.M. McInerny, S.L. Brock, L'analogia in Tommaso d'Aquino, Roma, Armando Editore, 1999, ristampa: 2002, p. 172. ISBN 88-714-4966-5; ISBN 978-88-714-4966-1.
  8. ^ B. Forte, La sacra Scrittura anima della teologia, prolusione tenuta l'8 novembre 2010 e ora pubblicata in ZENIT. URL consultato il 25-05-2012.
  9. ^ (EN) Keith L. Johnson, Karl Barth and the Analogia Entis, Continuum International Publishing Group, 2010. ISBN 0-56-744134-2; ISBN 978-05-674-4134-8.
  10. ^ (EN) Matthew Milliner (a.k.a. "millinerd"), Analogia Entis: Multiple, Moving Targets, 9 febbraio 2011. URL consultato il 2 maggio 2013.
  11. ^ (EN) Yvette Joy Harris, MDiv Middler, The Analogy of Being in The Princeton Theological Review, XV, 1 (40), Spring 2009. URL consultato il 2 maggio 2013.
  12. ^ U. Eco, L'analogia entis in Doctor Virtualis, nº 3, 2004, pp. 99-109, DOI:10.6092/2035-7362/55. URL consultato il 2 maggio 2013.
  13. ^ Cfr. Enzo Melandri, La linea e il circolo. Studio logico-filosofico sull'analogia, Quodlibet, 2012 ISBN 9788874623891.
  14. ^ (LA) DS 806.
  15. ^ (LA) CCC 43.
  16. ^ CCC 43.
  17. ^ Papa Benedetto XVI, Fede, ragione e università. Ricordi e riflessioni, 12 settembre 2006. URL consultato il 15 luglio 2013.
  18. ^ J.D. Barrow, Teorie del tutto. La ricerca della spiegazione ultima, Milano, Adelphi 1992. 3ª ed.: 1996. ISBN 88-459-0918-2; ISBN 978-88-459-0918-4. (EN) Nuova ed. originale: New Theories of Everything, Oxford University Press, 2ª ed. illustrata e riveduta: 2007. ISBN 0-19-280721-8; ISBN 978-0-19-280721-2.
  19. ^ (EN) A Flight of Rationalistic Fancy, pp. 36-43.
  20. ^ (EN) We might choose one of five simple positions, p. 36.
  21. ^ (EN) It is convenient to list the naïve possibilities as follows, p. 41.
  22. ^ Cf. figura, p. 37.
  23. ^ (EN) Panentheism, p. 41.
  24. ^ (EN) The sceptical attitude that the notion of 'God' is a creation solely of the human mind, ibidem.
  25. ^ (EN) Pantheism, p. 42.
  26. ^ (EN) Atheist, ibidem.
  27. ^ (EN) Nihilism, p. 41.
  28. ^ Cf. la negatio negationis dialettica o "raddoppio del negativo", ricorrenze su Google libri, di contro alla negativité sans emploi ("negatività senza impiego"), ricorrenze su Google libri.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]