Analisi conversazionale

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L'analisi della conversazione oppure analisi conversazionale è lo studio scientifico dell'interazione verbale realizzato secondo l'approccio dell'etnometodologia.

Metodo[modifica | modifica wikitesto]

Parte dal presupposto che la conversazione sia in qualche modo socialmente codificata e quindi una forma di interazione in parte prevedibile.

Sono di norma previste una registrazione ed una trascrizione della conversazione: sulla base di quest'ultima si sviluppa l'analisi ricercando una struttura nell'interazione verbale. Fanno parte della trascrizione anche le annotazioni di fenomeni non strettamente linguistici come le esitazioni, i ripensamenti ed altre manifestazioni significative come possono essere interruzioni o risate.

Nozioni[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni concetti base dell'analisi conversazionale sono i seguenti:

Turno conversazionale[modifica | modifica wikitesto]

Gli interventi dai singoli locutori, prodotti ad alternanza, si articolano in turni. Il cambio di turno è regolato da meccanismi assai sofisticati. Non si tiene infatti conto soltanto dei contenuti di un enunciato o della sua struttura logica, ma anche di fattori come il tono di voce ed il contatto visivo (infatti, la gestione dei turni è particolarmente difficile al telefono). La gestione è inoltre variabile da cultura a cultura: ad esempio, la conversazione mediterranea è meno lineare e più ricca di interruzioni di quella nelle lingue germaniche.

Coppia adiacente[modifica | modifica wikitesto]

I singoli enunciati tendono a raggrupparsi in altre unità di ambito maggiore: per fare un esempio, la coppia domanda-risposta è una tra le manifestazioni più semplici: è una cosiddetta coppia adiacente. Forma coppie adiacenti anche la successione di enunciati come chiamata e risposta, offerta e relativa reazione, oppure richiesta di scuse ed accettazione o rifiuto. Le coppie adiacenti si basano su un meccanismo semplice di azione e reazione, che durante lo sviluppo della conversazione viene di solito riconosciuto come tale e quindi facilita la gestione dei turni conversazionali. Il loro compito è quello di ordinare le conversazioni: permettono infatti il meccanismo del turno, sul quale le conversazioni sono basate. Secondo Schegloff prevedono:

  • non terminabilità: chi riceve una risposta dopo averla sollecitata, non dovrebbe continuare a parlare.
  • non ripetibilità: non si può richiedere ciò che è appena stato chiesto.
  • pertinenza non condizionale: in condizioni normali non ci si dovrebbe rifiutare di rispondere, altrimenti si corre il rischio di essere giudicati male.

Sequenza[modifica | modifica wikitesto]

I diversi turni conversazionali vengono raggruppati in unità logiche che possono durare quindi per molti turni. Le sequenze si possono dividere a seconda della loro funzione sequenze di apertura, sequenze di chiusura eccetera. Le sequenze conversazioni tendono non di rado a riprodurre strutture tipiche.

Negoziazione[modifica | modifica wikitesto]

L'approccio conversazionale ha potuto dimostrare che l'oggetto e le modalità della conversazione sono in buona parte oggetto di negoziazione, dato che i partecipanti si mettono in un qualche modo d'accordo su che cosa parlare: ciò avviene con relative sequenze all'inizio dell'interazione tra soggetti.

Riparazione[modifica | modifica wikitesto]

Molti fenomeni di disturbo della conversazione (incomprensioni, errori) si verificano inesorabilmente e sono fenomeni perfettamente normali che vengono risolti semplicemente parlando, ricorrendo a semplici rimedi: questi vengono detti interventi di riparazione.

Sviluppi storici[modifica | modifica wikitesto]

Questo campo di studio iniziò grazie ai lavori di Harvey Sacks sulle conversazioni telefoniche ed è oggi praticato anche in linguistica pragmatica ed in psicologia.

L'analisi conversazionale ebbe i suoi maggiori sviluppi verso la fine degli anni settanta, sulla scia del progresso della tecnica che permetteva di registrare le conversazioni senza l'ausilio di enormi infrastrutture tecniche. In seguito, ha contribuito allo sviluppo degli studi di didattica per l'apprendimento delle lingue straniere.

Contribuì considerevolmente allo sviluppo della linguistica pragmatica dato che, a differenza di rami come la teoria degli atti linguistici, non si limitava a lavorare in ambiti assai ristretti come potevano essere quelli di "frase", "domanda" oppure "risposta". L'analisi conversazionale mette invece in luce l'interazione verbale considerata in tutta la sua pienezza. In questo, si avvicina all'analisi del discorso ed alla linguistica testuale.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Duranti, A, Antropologia del linguaggio, Maltemi 2005.
  • Sacks, H., E. Schegloff & G. Jefferson 1974. "A simplest systematics for the organisation of turn taking for conversation". Language, 50. 696-735.
  • Marini A. e Carlomagno, S. Analisi del discorso e patologia del linguaggio. Milano: Springer, 2004.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]