Anacoluto
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L'anacoluto (dal greco anakóluthon [schêma], "privo di un seguito"[1]), detto anche tema sospeso, è la figura retorica in cui non è rispettata volutamente la coesione tra le varie parti della frase. È quindi una rottura della regolarità sintattica della frase. È un effetto della mimesi del parlato.
Anticamente era noto con l'espressione latina nominativus pendens[1].
Diffuso anche nel linguaggio comune, nell'anacoluto il costrutto sintattico è privo di coerenza e di accordo logico-grammaticale tra gli elementi dello stesso periodo.
Indice |
[modifica] Esempi
- Quelli che moiono, bisogna pregare Iddio per loro (Alessandro Manzoni)
- Qui habet, dabitur ei (traduzione: "chi ha, a lui sarà dato") (Vangelo secondo Matteo)
- mi pasco di quel cibo, che solum è mio, et che io nacqui per lui (Niccolò Machiavelli)
- I soldati, è il loro mestiere di prendere le fortezze (A. Manzoni)
- Il coraggio chi non ce l'ha non se lo può dare (A. Manzoni)
- Lei sa che noialtre monache, ci piace di sentir le storie per minuto (A. Manzoni)
- Noi qui dentro si vive in un lungo letargo, si vive afferrandosi a qualunque sguardo (R. Vecchioni)
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Gian Luigi Beccaria (a cura di), Dizionario di linguistica, ed. Einaudi, Torino, 2004, ISBN 978-88-06-16942-8
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