Ampezzo (comune)

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Ampezzo
comune
Ampezzo – Stemma Ampezzo – Bandiera
Ampezzo – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia – stemma Friuli-Venezia Giulia
Provincia Udine – stemma Udine
Sindaco Michele Benedetti (lista civica Nuova Ampezzo) dal 8/06/2009
Territorio
Coordinate 46°25′0″N 12°47′0″E / 46.41667°N 12.78333°E / 46.41667; 12.78333 (Ampezzo)Coordinate: 46°25′0″N 12°47′0″E / 46.41667°N 12.78333°E / 46.41667; 12.78333 (Ampezzo)
Altitudine 560 m s.l.m.
Superficie 73 km²
Abitanti 1 058[1] (31-12-2010)
Densità 14,49 ab./km²
Frazioni Oltris, Voltois
Comuni confinanti Forni di Sotto, Ovaro, Sauris, Socchieve
Altre informazioni
Cod. postale 33021
Prefisso 0433
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 030003
Cod. catastale A267
Targa UD
Cl. sismica zona 1 (sismicità alta)
Cl. climatica zona F, 3405 GG[2]
Nome abitanti ampezzani
Patrono Ss. Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Ampezzo è posizionata in Italia
Ampezzo
Posizione del comune di Ampezzo nella provincia di Udine
Posizione del comune di Ampezzo nella provincia di Udine
Sito istituzionale

Ampezzo (Dimpeç in friulano[3][4], Petsch in tedesco) è un comune italiano di 1.092 abitanti della provincia di Udine in Friuli-Venezia Giulia. Per un breve periodo, tra settembre e ottobre del 1944, fu capitale della "Repubblica libera della Carnia", un'area di conflitto sotto il controllo delle formazioni partigiane.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il comune sorge a 560 m su un vasto spuntone tra il Tagliamento e il Lumiei, nella regione alpina della Carnia, posto lungo la statale che sale al Passo della Mauria e al Cadore.

[modifica] Storia

Il primo documento scritto che fa il nome di Ampezzo (la cosiddetta donazione sestense) risale al 762. Il paese, come tutta la Carnia, venne ceduto nel 1077 dall'imperatore Enrico IV al patriarcato di Aquileia, il cui territorio passò quindi, nel 1420 alla Repubblica di Venezia. I veneziani fecero ampio uso del legname dei ricchi boschi della Carnia per costruire le proprie navi. Nel 1797, col trattato di Campoformio anche Ampezzo passò all'Impero asburgico e quindi entrò a far parte del regno d'Italia nel 1866, dopo la terza guerra di indipendenza.

Durante la prima guerra mondiale Ampezzo venne occupata dagli Austriaci dopo la rotta di Caporetto nel 1917, e finalmente liberata dai cavalleggeri italiani il 2 novembre del 1918. Durante la seconda guerra mondiale la popolazione subì molti lutti: quasi ogni famiglia aveva un parente fra gli alpini della Brigata Alpina Julia. Nel 1943 vennero portati in località Plan dal Sac 280 prigionieri neozeladensi. Ampezzo assunse poi un ruolo primario durante la guerra di liberazione (1943 - 1945), quando divenne capitale della Repubblica libera della Carnia.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

  • Chiesa di San Daniele.
  • Chiesa della Santissima Trinità (Oltris).
  • Museo geologico della Carnia, presso Palazzo Unfer, facente parte del Sistema museale della Carnia.
  • Palazzo Beorchia - Nigris del secolo XVII, tipico esempio di architettura carnica.
  • Pinacoteca M.Davanzo, presso Palazzo Unfer.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Lingue e dialetti

Ad Ampezzo, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza la lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[5], con la quale la Regione Friuli Venezia Giulia stabilì le denominazioni ufficiali in friulano standard e in friulano locale dei comuni in cui effettivamente si parla il friulano.

[modifica] Geografia antropica

Oltre al capoluogo il comune è composto dalle piccole frazioni di Oltris e Voltois.

[modifica] Frazioni

  • Oltris, il cui nome sta a significare "oltre" (quindi "al di là del Lumiei"), è posta a 610 m. sul livello del mare. Ancora oggi mantiene intatte le caratteristiche di borgo medioevale con le sue strade poco più larghe di un sentiero lastricate di ciottoli e le case ancora in gran parte di pietra e legno (anche quelle restaurate di recente hanno mantenuto le belle balconate in legno - chiamate "linde" -). Oltris compare per la prima volta su un documento ufficiale "in Carnea in villa que dicitur Oltras" nel 1260 e, nel 1563, nella cartografia con il nome Oltri, collocato erroneamente alla destra orografica del torrente Lumièi.
  • Voltois (loc. Valtoias), sorge a 628 m alle falde del monte Nolia, tra la Val Tagliamento e la Val Lumiei. Tutti gli attuali abitanti del paese, oggi ridottisi ad una quarantina (sessant'anni fa erano circa 300) portano lo stesso cognome, Spangaro. Le case di Voltois hanno mantenuto una classica struttura medioevale, e sono pregevoli esempi di architettura carnica con le tipiche arcate e i ballatoi in legno.
  • Cima Corso

[modifica] Economia

In paese sono presenti due piccole zone industriali dove operano diverse industrie nel settore metalmeccanico, verniciatura del legno e materie plastiche e da qualche mese anche nel settore box doccia.

L'artigianato è rappresentato da imprese operanti nella lavorazione del ferro e serramenti, nell'edilizia, estrazione boschiva (molto fiorente considerato il notevole patrimonio comunale) e nelle segherie.

Il commercio è costituito, oltre che dagli esercizi pubblici, (alberghi, ristoranti, bar, agriturismo) da negozi di vari prodotti e tabelle merceologiche che coprono e soddisfano il fabbisogno della popolazione locale.

L'allevamento è fra i più sviluppati della Carnia: sono presenti 4 aziende che con i loro 250 bovini forniscono buona parte del latte al Caseificio Val Tagliamento di Enemonzo.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Michele Benedetti (lista civica Nuova Ampezzo) dal 8/06/2009

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Toponomastica: denominazioni ufficiali in lingua friulana.
  4. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 27.
  5. ^ lista ufficiale Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana. Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011.

[modifica] Bibliografia

  • Furio Scrimali, Le Alpi Carniche, Edizioni Lint 2009 Trieste

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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