Amore tossico

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Amore tossico
Amore tossico.JPG
I ragazzi sulla spiaggia di Ostia
Paese di produzione Italia
Anno 1983
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Claudio Caligari
Soggetto Guido Blumir, Claudio Caligari
Sceneggiatura Guido Blumir, Claudio Caligari
Produttore Giorgio Nocella
Casa di produzione Iter International
Distribuzione (Italia) Gaumont
Fotografia Dario Di Palma
Montaggio Enzo Meniconi
Musiche Detto Mariano
Scenografia Lia Francesca Morandini, Maurizio Santarelli
Costumi Lia Francesca Morandini
Interpreti e personaggi
Premi

Amore tossico è un film del 1983 diretto da Claudio Caligari. Tema centrale della pellicola è la dipendenza dall'eroina che afflisse molti giovani sbandati negli anni ottanta.

Particolarità del film è quella di avere come attori protagonisti persone realmente eroinomani o che comunque avevano avuto un passato di tossicodipendenza.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Un gruppo di tossicodipendenti romani, tra cui Cesare, Enzo, Roberto detto Ciopper, Massimo, Capellone, Michela, Loredana, Debora e Teresa trascorrono la propria drammatica routine tra la spiaggia di Ostia e Roma attraverso il consumo degli stupefacenti, i piccoli litigi, le rapine ed i furti commessi per procurarsi la dose quotidiana (ed i relativi guai con la polizia) e la fioca speranza di poter cambiare vita e di disintossicarsi. Attraverso uno sguardo che ricorda molto quello dell'Accattone pasoliniano e un taglio quasi documentaristico, la loro vita prosegue ripetitiva, senza un futuro apparente o un evento che possa porre termine - nel bene o nel male - alla loro drammatica situazione fino alla morte di Michela.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Il film fu presentato al Festival di Venezia dal regista Marco Ferreri.
  • La maggior parte dei personaggi del film hanno lo stesso nome degli attori che li interpretano, per avere maggiore spontaneità e naturalezza da parte degli interpreti.
  • Come da tradizione neorealista, il cast è composto da attori non professionisti, di cui i componenti principali erano stati o erano allora tossicodipendenti. Questa situazione ha creato diversi problemi logistici riguardo alla reperibilità degli interpreti, visto che molti di loro durante la notte venivano arrestati per reati derivanti dalla loro situazione, e alle interpretazioni in sé, dato che talvolta venivano colti da improvvise crisi di astinenza proprio durante le riprese. Nelle ultime scene, ad esempio, la parte di Loredana viene interpretata da un'attrice diversa, come spiega lo stesso Caligari in un'intervista.
  • Uno dei protagonisti, Cesare Ferretti, riuscì a disintossicarsi dall'eroina ma morì di AIDS il 17 marzo del 1989. Anche un'altra attrice del film è morta a causa dell'AIDS: Patrizia Vicinelli.
  • Michela Mioni, la protagonista femminile, ebbe dei guai giudiziari pochi mesi dopo l'uscita del film. Contrariamente a numerose voci che la dichiarano morta, è tuttora vivente.
  • L'attore che interpreta Ciopper, Roberto Stani, in seguito collaborò a progetti teatrali con l'associazione Roma Edge Festival - teatro e carcere. È morto il 15 luglio del 2011 per malaria (si trovava in Africa per sposarsi).
  • Patrizia Vicinelli, che nel film interpreta una pittrice, era in realtà una poetessa che aveva fatto parte del Gruppo 63. È morta nel 1991.
  • Per le scene raffiguranti l'assunzione per via endovenosa delle sostanze, veniva usato un farmaco epatoprotettore - per ovvi motivi anche giuridici - che aveva effetti benefici e depurativi sul sangue ma ha causato alcune difficoltà interpretative.
  • Per la scena dell'iniezione sul collo di Loredana fu usato un grosso specchio fuori campo, poiché lo specchietto che si vede nella scena è a favore di cinepresa e quindi non realmente utilizzabile dall'interprete.
  • Il realismo di questo film è evidente anche nel linguaggio che è spesso volgare e molto diretto sfociando anche in termini blasfemi come nella scena della rapina od in quella del pestaggio dell'uomo sulla cabriolet.
  • Le inquadrature ravvicinate degli occhi subito dopo le iniezioni di eroina sono una citazione del film L'uomo dal braccio d'oro (di Otto Preminger, 1955) nel quale si trovano sequenze identiche con protagonista un tossicomane che cerca di recuperare la sua vita, Frankie Machine, interpretato da Frank Sinatra.
  • Lo sceneggiatore Guido Blumir è un sociologo considerato tra i massimi esperti italiani del problema degli stupefacenti, su cui ha scritto numerosi volumi.
  • La scena della morte di Michela è stata girata davanti il monumento dedicato a Pier Paolo Pasolini, situato nel luogo in cui venne rinvenuto il cadavere del celebre regista, poeta e scrittore.
  • Una scena del film è citata nella canzone Olla di man dei Villa Ada Posse.
  • Nel video della canzone Corpus Christii del TruceKlan viene ripresa una scena del film.
  • Il film è descritto dal TruceKlan anche nel brano Deadly Combination contenuto nell'album In the Panchine.
  • La band Crustcore Ebola utilizza più volte spezzoni del film come introduzioni alle canzoni dell'album Il vero degrado è l'abitudine al vivere.
  • La scena della rapina fatta da Cesare e Massimo è raccontata dalla band Metropolitan Ratto Sweet nel brano Na Bella Svorta.
  • La band post-hardcore Marnero ha campionato una battuta del film nel brano Trebisonda.
  • La band torinese Fucktotum ha preso spunto dalla pellicola per la composizione del brano intitolato Tossici così dell'album Cerebroleser. Nella traccia sono presenti campionature delle battute del film.
  • L'attore Falerio Ballarin è il padre di Inoki noto rapper italiano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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