Amore tossico

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Amore tossico
Amore tossico.JPG
I ragazzi sulla spiaggia di Ostia
Paese Italia
Anno 1983
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Claudio Caligari
Sceneggiatura Guido Blumir, Claudio Caligari
Musiche Mariano Detto
Interpreti e personaggi
Premi

Amore tossico è un film del 1983 diretto da Claudio Caligari. Tema centrale della pellicola è la dipendenza dall'eroina che afflisse molti giovani sbandati negli anni ottanta. Particolarità del film è quella di avere come attori persone con reali esperienze di tossicodipendenza alle spalle.

Indice

[modifica] Trama

Un gruppo di tossicodipendenti romani, tra cui Cesare, Enzo, Roberto detto Ciopper, Michela e Loredana, trascorrono la propria drammatica routine tra la spiaggia di Ostia e la capitale attraverso il consumo degli stupefacenti, i piccoli litigi, i piccoli furti e i guai con i poliziotti e la fioca speranza di poter cambiare vita e di disintossicarsi. Attraverso uno sguardo che ricorda molto quello dell'Accattone pasoliniano e un taglio quasi documentaristico, la loro vita prosegue ripetitiva, senza un futuro apparente o un evento che possa porre termine - nel bene o nel male - a questa drammatica situazione.

[modifica] Curiosità

  • Come da tradizione neorealista, il cast è composto da attori non professionisti, di cui i componenti principali erano stati o erano allora tossicodipendenti. Questa situazione ha creato diversi problemi logistici riguardo alla reperibilità degli interpreti, visto che molti di loro durante la notte venivano arrestati per reati derivanti dalla loro situazione, e alle interpretazioni in sé, dato che talvolta venivano colti da improvvise crisi di astinenza proprio durante le riprese. Nelle ultime scene, ad esempio, la parte di Loredana viene interpretata da una attrice diversa, come spiega lo stesso Caligari in una intervista.
  • Uno dei protagonisti, Cesare, riuscì a disintossicarsi dall'eroina ma morì di AIDS il 17 marzo 1989. Tra gli attori scomparsi, oltre Cesare, c'è la pittrice Patrizia (su cui si incentra una delle scene più crude di tutto il film).
  • Michela Mioni,la protagonista femminile,contrariamente a numerose voci che la dichiarano morta, è viva.
  • L'attore che interpreta Ciopper, Roberto Stani, in seguito collaborò a progetti teatrali con l'associazione Roma Edge Festival - teatro e carcere. Si è spento il 15 Luglio 2011.
  • Per le scene raffiguranti l'assunzione per via endovenosa delle sostanze, veniva usato un farmaco epatoprotettore - per ovvi motivi anche giuridici - che aveva effetti benefici e depurativi sul sangue ma ha causato difficoltà interpretative.
  • Per la scena dell'iniezione sul collo di Loredana fu usato un grosso specchio fuori campo, poiché lo specchietto che si vede nella scena è a favore di cinepresa e quindi non realmente utilizzabile dall'interprete.
  • Il realismo di questo film è evidente anche nel linguaggio che è spesso volgare e molto diretto sfociando anche in termini blasfemi come nella scena della rapina.
  • Le inquadrature ravvicinate degli occhi subito dopo le iniezioni di eroina sono una citazione del film L'uomo dal braccio d'oro (di Otto Preminger, 1955) nel quale si trovano sequenze identiche con protagonista un tossicomane che cerca di recuperare la sua vita, Frankie Machine, interpretato da Frank Sinatra.
  • Lo sceneggiatore Guido Blumir è un sociologo considerato tra i massimi esperti italiani del problema degli stupefacenti, su cui ha scritto numerosi volumi.
  • La scena della morte di Michela è stata girata davanti il monumento dedicato a Pier Paolo Pasolini, situato nel luogo in cui venne rinvenuto il cadavere del celebre poeta e scrittore.
  • Una scena del film è citata nella canzone "Olla di man" dei Villa Ada Posse.
  • Nel video della canzone "Corpus Christii" del Truceklan viene ripresa una scena del film.
  • Il film è descritto dal Truceklan anche nel brano "Deadly Combination" dal CD "In the Panchine".
  • La band Crustcore Ebola utilizza più volte spezzoni del film come introduzioni alle canzoni dell'album Il vero degrado è l'abitudine al vivere.
  • La scena della rapina fatta da Cesare e Massimo è raccontata dalla band Metropolitan Ratto Sweet nel brano "Na Bella Svorta".

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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