Amok (Zweig)

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Amok
Titolo originale Der Amokläufer
Autore Stefan Zweig
1ª ed. originale 1922
1ª ed. italiana 1930
Genere racconto
Lingua originale tedesco
Ambientazione Napoli, 1912

Amok (Der Amokläufer) è un racconto dello scrittore austriaco Stefan Zweig pubblicato per la prima volta in lingua tedesca nel 1922 e in una prima edizione in lingua italiana nel 1930.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto è sotto forma della narrazione in prima persona di un viaggio da Calcutta a Napoli in qualità di passeggero sulla nave Oceania nel 1912. Mentre passeggiava di notte sul ponte, l'io narrante incontra un uomo che sembra evitare qualsiasi contatto con gli altri passeggeri, appare anzi estremamente preoccupato, quasi spaventato. La notte successiva, il narratore incontra nuovamente l'uomo il quale, dopo un primo momento di ritrosia, comincia presto a confidarsi col narratore raccontando la sua storia.

Era un buon medico tedesco di Lipsia, che aveva rovinato la propria carriera per trascorsi poco edificanti e aveva accettato di praticare per sei anni la medicina in una remota località delle Indie Orientali Olandesi. Giunge un giorno nel suo ambulatorio la moglie inglese di un mercante olandese per interrompere una gravidanza non desiderata offrendo al medico una notevole somma di danaro. Il medico, colpito dal carattere arrogante e distaccato della donna, ha improvvisamente un accesso di desiderio amoroso che lo stesso medico paragona all'amok, la follia omicida che afferra all'improvviso gli abulici indigeni della Malesia costringendoli a correre come invasati e ad uccidere tutti coloro che incontrano sul loro cammino. Il medico infatti rifiuta il danaro e risponde che eseguirà l'aborto in cambio di rapporti sessuali. La signora rifiuta con disprezzo; ossessionato, il medico segue la donna fino alla sua abitazione. Quando infine le offre il suo aiuto in modi decenti, la signora è ormai moribonda per essere ricorsa a un praticone indigeno. Il medico si impegna a fare tutto il possibile perché, come desiderava la signora, il marito non conosca la vera causa della morte; emette un falso certificato di morte e, quando il marito dispone che il cadavere sia trasportato in Europa, credendo che il marito voglia far praticare una autopsia, accompagnerà di nascosto il feretro sulla nave. Più tardi, nel porto di Napoli, il medico perderà la vita per salvare l'onore della morta.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Il racconto è apparso la prima volta nel 1922 sul giornale Neue Freie Presse; fu pubblicato in volume poche settimane più tardi, nella raccolta di novelle Amok: Novellen einer Leidenschaft. Una edizione in lingua italiana venne approntata già nel 1930, con la traduzione di Enrico Rocca, dalla Sperling & Kupfer. Una nuova traduzione, ad opera di Emilio Picco, venne edita nel 1992 da Frassinelli; la stessa traduzione è utilizzata dalla Adelphi.

  • Amok: Novellen einer Leidenschaft, Leipzig: Insel-Verlag, 1922
  • Amok; versione di Enrico Rocca, Collezione Narratori nordici n. 7, Milano: Sperling & Kupfer, 1930
  • Amok e altri racconti di lucida follia; traduzione di Emilio Picco, Milano: Frassinelli, 1992, ISBN 88-7684-215-2, ISBN 978-88-768-4215-3
  • Amok; traduzione di Emilio Picco, Piccola biblioteca Adelphi n. 509, Milano: Adelphi, 2004, ISBN 88-459-1857-2, ISBN 978-88-459-1857-5 (IV ed. 2009)

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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