Amidamaru

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Amidamaru
Amidamaru nell'anime
Amidamaru nell'anime
Universo Shaman King
Nome orig. 阿弥陀丸 (Amidamaru)
Lingua orig. Giapponese
Autore Hiroyuki Takei
Editore Shueisha
1ª app. in Weekly Shōnen Jump
Voce italiana Claudio Moneta
Specie umana
Sesso Maschio
Data di nascita 6 gennaio 1385

Amidamaru (阿弥陀丸?) è tra i personaggi principali della serie manga e anime Shaman King e del sequel, per ora solo manga Shaman King Flowers.

Il personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Amidamaru è lo spirito custode dello sciamano Yoh Asakura (il protagonista della serie), che lo spettro chiama Yoh dono. È il fantasma di un samurai vissuto 600 anni fa, ucciso dalle guardie del suo re per essere andato contro il volere del sovrano.

Tra Amidamaru e Yoh esiste un rapporto molto stretto. Infatti lo sciamano riesce a sconfiggere il temuto Len Tao nel secondo scontro grazie all'amicizia che lo lega al samurai. Durante il combattimento, Yoh propone al suo custode di fuggire affinché l'avversario non lo catturi, ma Amidamaru non vuole lasciarlo al suo destino, e resta al suo fianco. Len non crede che possa esistere amicizia tra uno sciamano e il suo spirito, ma che questo debba essere sottomesso. Infatti il ragazzino controlla il suo Bason, da cui riceve il massimo del potere. Ma il legame tra Yoh e il samurai è grande, e dà al protagonista la stessa forza per vincere il combattimento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio lo spirito di Amidamaru riposa sulla Monument Hill, un cimitero giapponese. Questa è anche la base dei Senza Uscita, un gruppo di ragazzi teppisti. Una sera, Ryu, il capo della banda, posa il piede sulla lapide del samurai. I suoi compagni sembrano intimiditi, così il giovane chiede spiegazioni sul loro atteggiamento.Ciò che fa paura è la leggenda secondo cui Amidamaru sarebbe stato un assassino che ha ucciso 50 guardie del re senza un motivo. Ma Ryu non crede a questa storia e spezza con arroganza la lapide. Yoh nota con dispiacere l'oltraggio quando i Senza Uscita si sono già allontanati. La sera successiva, il ragazzino si reca alla Monument Hill con il suo compagno di scuola Manta. Incontra la banda di teppisti ed evoca lo spirito di Amidamaru per contrastare l'agguato di Ryu e i suoi. Riduce le dimensioni dello spettro e lo fonde nel suo corpo; ora può sfruttare le capacità di combattimento del potente samurai e dare una lezione ai Senza Uscita. Dopo che il fantasma si scioglie da lui, lo sciamano aggiusta la lapide con l'aiuto di Manta. Questo però crede alla leggenda, per cui non si fida per niente di Amidamaru. Yoh al contrario sente che lo spirito è in realtà buono. Manta si informa sulla storia del samurai, e viene a sapere che la Spada di Luce del famoso guerriero è conservata nel museo di storia della città. Quindi vi si reca insieme all'amico. I due trovano l'arma, che però è registrata con il nome di Spada Piangente, dato che coloro che abitano vicino al museo la sentono singhiozzare di notte. Yoh decide di restare a vedere cosa succede in quel momento del giorno, e Manta rimane con lui. Allora i giovani si rendono conto che a piangere è Mosuke, il fantasma di un fabbro, che racconta la vera storia di Amidamaru, diversa da quella narrata dalla leggenda. Mosuke era il suo migliore amico fin dall'infanzia. Lui e il samurai vivevano con altri bambini che, come loro, avevano perso i genitori in guerra. I due piccoli amici combatterono insieme per sopravvivere. Divenuti grandi, vennero convocati dal re: Amidamaru doveva divenire lo spadaccino del sovrano, mentre Mosuke il fabbro di corte; sarebbero divenuti entrambi uomini ricchi. Una sera, l'imperatore convocò il guerriero. Gli confessò la sua ammirazione per le capacità di Mosuke, ma espresse anche il dubbio che questo avrebbe potuto forgiare delle armi potenti pure per i nemici. Dunque chiese ad Amidamaru di sbarazzarsi dell'amico. Quella notte, il samurai vide il compagno alla Monument Hill, e gli rivelò i piani del re. Aggiunse però che non avrebbe eseguito gli ordini. Disobbedire al sovrano era ovviamente pericoloso, così Mosuke si allontanò dalla collina per andare a forgiare una potente spada per il samurai. Con essa, il guerriero avrebbe potuto difendersi dalle guardie dell'imperatore. Amidamaru attese il ritorno del fabbro, che impiegò un'ora in più del dovuto per affilare la lama dell'arma che stava realizzando. Intanto i soldati del sovrano circondarono lo spadaccino, minacciandolo di dire dove si trovava Mosuke. Ma lui non parlò e si difese valorosamente fino alla morte. Il guerriero aspetta tuttora il ritorno dell'amico sulla Monument Hill, ma il fabbro non ha il coraggio di presentarsi dopo 600 anni. Così Yoh fa avere al samurai la Spada di Luce, che Mosuke ha riparato con l'aiuto dello sciamano. Ora Amidamaru può lasciare il mondo dei vivi e trovare finalmente la pace. Ma Yoh, che lo aiutato a ricongiungersi con il suo amico, è nei guai: Ryu malmena lui e Manta per vendetta. Quindi lo spadaccino accorre in aiuto dei due fondendosi con il protagonista, che scongiura il pericolo. Amidamaru decide di restare al fianco di Yoh, ed è così che diventa il suo spirito custode.

Shaman King Flowers[modifica | modifica wikitesto]

Nel sequel Shaman King Flowers Amidamaru è il custode del figlio di Yoh e Anna, Hana.

Questi, al contrario del padre, non ascolta i consigli del fantasma e lo sfrutta solo nei combattimenti: infatti gli tira un pugno quando gli suggerisce di dedicarsi più alla scuola che ai combattimenti.

Ma Amidamaru gli vuole bene lo stesso e per le grandi doti sciamaniche rivede in lui il padre, Yoh.

Quando la promessa sposa di Hana, miglior allieva di sua madre e figlia dell'officiante Silva, Alumi Niumbirch, li raggiunge; per Amidamaru si ripete quanto avvenuto con Anna: quotidiana umiliazione e duro allenamento.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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