American History X

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American History X

Il protagonista del film
Titolo originale: American History X
Lingua originale: {{{linguaoriginale}}}
Paese: USA
Anno: 1999
Durata: 119'
Colore: colore B/N
Audio: sonoro
Rapporto: 1.85:1
Genere: drammatico
Regia: Tony Kaye
Soggetto: David McKenna
Sceneggiatura: David McKenna
Produttore: {{{nomeproduttore}}}
Produttore esecutivo: {{{produttoreesecutivo}}}
Casa di produzione: {{{casaproduzione}}}
Distribuzione (Italia): {{{distribuzioneitalia}}}
Storyboard: {{{nomestoryboard}}}
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Animatori: {{{nomeanimatore}}}
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Episodi:
Fotografia: Tony Kaye
Montaggio: Gerald B. Greenberg, Alan Heim
Effetti speciali:
Musiche: Anne Dudley
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Scenografia: Jon Gary Steele
Costumi: {{{nomecostumista}}}
Trucco: {{{nometruccatore}}}
Sfondi: {{{nomesfondo}}}
Sequel: {{{nomesequel}}}
Si invita a seguire le linee guida del Progetto Film
(EN)
« We are not enemies, but friends. We must not be enemies. Though passion may have strained, it must not break our bonds of affection. The mystic chords of memory will swell when again touched, as surely they will be, by the better angels of our nature. »
(IT)
« Noi non siamo nemici, ma amici. Noi non dobbiamo essere nemici. Possiamo essere stati tesi dalle nostre passioni, ma ciò non deve rompere i nostri legami d'affetto. Le corde mistiche della memoria suoneranno se toccate ancora, come sicuramente saranno, dai migliori angeli della nostra natura.  »

American History X è un film del 1999 diretto dal regista Tony Kaye.

La pellicola è dedicata al tema del razzismo negli Stati Uniti, cercando di mostrare come gli estremi di intolleranza vengano raggiunti da tutte le parti in questione, bianchi e neri, e come l'odio, in generale, produca soltanto altro odio.

[modifica] Trama

American History X è la storia di Derek, e di suo fratello Danny. Il film ha inizio il giorno della scarcerazione di Derek, e del suo ritorno a casa. Derek è stato in prigione per tre anni dopo aver aperto il fuoco su tre ragazzi di colore che stavano tentando di rubargli l'auto. Derek è un Nazi skinhead, ha una svastica tatuata sul petto e la camera arredata con cimeli nazisti, si dà da fare in atti di violenza e vandalismo e fa parte di una locale organizzazione di giovani neonazisti che viene finanziata da Cameron Alexander, proprietario di una casa editrice che pubblica libri propagandistici e dischi di gruppi musicali che inneggiano alla supremazia bianca.

Il giorno stesso della scarcerazione, a scuola, il fratello Danny consegna come compito per casa un saggio sul Mein Kampf, pensando di seguire al meglio l'esempio del fratello in questo modo. Ma in carcere il fratello è cambiato e dopo l'iniziale protezione del locale gruppo del white power, decide di allontanarsene perché li considera impuri (infatti trafficano con i messicani e le altre minoranze), ma come ritorsione viene violentato dal suo ex gruppo. Senza protezione, convive con la paura di subire violenze anche dal gruppo dei neri, ma ciò non accade grazie all'inaspettato aiuto del suo collega di lavoro di colore, con il quale ha inconsciamente stretto un legame. Inoltre, durante il programma di recupero, accetta l'aiuto del suo ex professore di liceo, Sweenie (peraltro un nero), attraverso l'ascolto e la lettura, che gli ha parlato con preoccupazione del fratello minore Danny, di cui è a sua volta professore, che sembra prendere la sua stessa strada.

Così, il professor Sweenie assegna a Danny il compito di riscrivere la sua tesina intitolandola American History X e incentrandola sulla figura di suo fratello e su come questa abbia influito sulla sua vita, e Derek, a sua volta, cerca di far sì che Danny rompa ogni rapporto con i gruppi skin ed il loro leader/finanziatore.

Lì per lì, Danny si rifiuta di accettare il cambiamento e il gruppo di neonazisti, ma continua a vedere Derek come un esempio, finché non è Derek stesso ad affrontarli per tentare di chiarire la sua posizione, e tentare di tagliare tutti i ponti. La cosa non va bene, e Derek deve darsi alla fuga. Raggiunto dal fratello, che lo assale per il modo in cui si sta comportando con gli skinhead, dopo averlo calmato, gli racconta la sua storia, la sua esperienza personale in carcere e l'ammissione del suo tragico errore.

Il ragazzo alla fine sembra convinto dal fratello e i due tornano a casa, dove Danny finisce di scrivere il suo saggio chiudendolo con una citazione di Abraham Lincoln (vedi sopra). Ma è troppo tardi. L'odio genera odio, e così come le classi povere bianche emarginate hanno cercato nell'odio la risposta, così avviene per le classi povere nere. Mentre nella notte alcuni gruppi armati mandano in ospedale alcuni degli skinhead dopo un concerto di musica Oi!, un ragazzo di colore, fratello di uno dei giovani afroamericani uccisi da Derek, che aveva discusso qualche giorno prima con Danny, lo uccide, sparandogli, nei bagni della scuola.

Il film termina con un messaggio di speranza, con le parole di Abraham Lincoln ed il tramonto.

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