America (schooner)

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America
Memphis
America's Cup yacht America.jpg
Descrizione generale
US flag 37 stars.svg Jack of the CSA Navy 1861 1863.svg
Tipo Schooner
Proprietà John Cox Stevens (May 1851)
Lord John de Blaquière (September 1851)
Lord Templeton (1856)
Costruttori William H. Brown
Impostata fine novembre 1850
Varata 3 maggio 1851
Destino finale autoaffondata a Jacksonville, nel 1862
Caratteristiche generali
Dislocamento 170 t
Lunghezza 30,9 m
Larghezza 7,0 m
Pescaggio 3,3 m
Armamento
Armamento due cannoni da 24 pounder e uno da 12 pounder[1]

dati tratti da[2]

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America era il nome dello schooner che vinse il 22 agosto 1851 per la prima volta la coppa delle 100 ghinee messa in palio dalla regina Vittoria di Inghilterra[3].

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

La nave, costruita in vari legni tra cui cedro venne varata nel 1851, nel cantiere William H. Brown.

Servizio[modifica | modifica wikitesto]

La nave venne ribattezzata Camilla nel 1856, poi come bottino di guerra Memphis nel 1860 dagli Stati Confederati d'America, e alla fine delle vicende belliche della guerra civile americana fu autoaffondata a Jacksonville nel 1862. Ripescata e riattata, immessa in servizio con la US Navy riprendendo il nome di America, fu armata con 3 cannoni Dahlgren di bronzo[1] e partecipò al blocco dei porti sudisti. Rimase in servizio fino al 1873, quando venne radiata e venduta ad un ex generale e uomo politico, Benjamin Franklin Butler, che la tenne in condizioni di esercizio e la fece partecipare a diverse gare. Dopo la sua morte passò diverse mani fino a che venne restaurata nel 1921 dallo America Restoration Fund, che la donò all'Accademia navale di Annapolis, dove non venne manutenuta; il 29 marzo 1942 la struttura dove era ricoverata crollò sotto il peso di una nevicata finendo di danneggiarla e i rottami della struttura e della America vennero bruciati nel 1945.

Partecipazione alla coppa[modifica | modifica wikitesto]

L'America nel 1851, dipinto di James Bard.

Il Royal Yacht Squadron britannico, che schierava per l'occasione 14 imbarcazioni sfidò il New York Yacht Club, che decise di partecipare con lo schooner 'America', in un percorso attorno all'Isola di Wight. America vinse con 8 minuti di distacco sulla seconda barca[4], la britannica Aurora, aggiudicandosi la coppa che era stata messa in palio per celebrare la prima esposizione universale di Londra. Interessante è un aneddoto ove la regina Vittoria, saputo della vittoria di America, avrebbe chiesto quale barca fosse giunta seconda, sentendosi rispondere "There is no second, your Majesty" per il grande distacco acquisito sulla seconda. Da qui nascerebbe il motto dell'America's Cup "there is no second", non c'è secondo. La coppa in palio si chiamava "Coppa delle cento ghinee" (tanto infatti era costata) o anche "Queen's Cup", ma da allora quella sfida fu chiamata America's Cup e la coppa cambiò nome in "coppa America".

Replica moderna[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1995 venne costruita una replica moderna della nave, che partecipa a crociere competitive e vigilanza alle balene nei dintorni del Maritime Museum of San Diego, San Diego, California.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bruzek, Joseph C., The U. S. Schooner Yacht AMERICA, United States Naval Institute Proceedings, novembre 1967, pp. 174–176.
  2. ^ History from Schooner Man.
  3. ^ New York Times, America's Cup Held Here Since 1851 (PDF), New York Times, 22 febbraio 1920.
  4. ^ New York Times, America's Cup Held Here Since 1851 (PDF), New York Times, 22 febbraio 1920.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]