Amedeo Vergani

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Amedeo Vergani

Amedeo Vergani (Erba, 29 ottobre 1944Merone, 1º maggio 2010[1]) è stato un giornalista, fotoreporter e sindacalista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Amedeo Vergani nasce ad Erba, in provincia di Como, il 29 ottobre 1944.

L'attività fotogiornalistica[modifica | modifica sorgente]

Iniziò la sua carriera giovanissimo, quando ancora frequentava il liceo classico, come collaboratore di un quotidiano locale, La Provincia di Como. Terminata la scuola fu assunto come cronista e in seguito gli venne affidata la responsabilità dell'appena istituita redazione di Lecco. Tra i vari problemi si trovò a dover organizzare un servizio di “fotoreporters-collaboratori” e mentre avviò l'istituzione di questa struttura, per alcuni mesi dovette provvedere a realizzare le immagini per illustrare i suoi articoli di cronaca. Iniziò anche una collaborazione fotografica con l'agenzia internazionale Associated Press. Quando diventò giornalista professionista nel 1971 lasciò Lecco per entrare a far parte della redazione centrale del quotidiano e diventò corrispondente dalla provincia di Como del Corriere della Sera, del Corriere d'Informazione, del Corriere del Ticino di Lugano e anche dell'agenzia Nea e Aga per l'area nord-ovest della Lombardia e per la Svizzera italiana. In questa prima fase professionale il lavoro da cronista si alternava ad una serie di esperienze da inviato e iniziò a viaggiare all'estero realizzando reportage fotografici e d'attualità.

« Vederlo improvvisamente scattare come un centometrista, fare quella danza misteriosa, tre passi veloci, uno indietro, una piccola flessione, quel sollevarsi in punta di piedi e a te, che sei del mestiere, sembra di capire esattamente che cosa ha visto, perché quel momento e non un altro, perché quel particolare. E magari senti una fitta di invidia.[2] »
(Ferdinando Scianna)

Tra le varie esperienze nel 1968 fu tra i primi occidentali a visitare l'Albania maoista di Hoxha, per l'epoca fu un vero e proprio viaggio scoop, e le sue foto vennero pubblicate su molte tra le più importanti testate. Seguono Balcani, Medio Oriente, Paesi dell'area islamica subsahariana e Nord Africa dove documentò in particolare la vita delle popolazioni nomadi, compresi territori al centro di guerre e guerriglie come il Kurdistan o il Sahara Spagnolo durante il periodo della decolonizzazione e delle prime azioni del fronte Polisario. Durante questi anni avviò una sempre più intensa collaborazione con il Centro Iconografico dell'Istituto Geografico DeAgostini realizzando servizi di documentazione sulla vita e le tradizioni di alcuni paesi dell'Europa e del Medio Oriente e collaborando alla realizzazione di una serie di volumi sull'Italia rivisitando il Paese attraverso gli italiani.[3]

Nel 1977 lasciò il giornale del quale era dipendente e contemporaneamente anche la macchina da scrivere, per dedicarsi, attraverso la libera professione, esclusivamente al giornalismo fotografico come inviato su temi di carattere geografico-sociale, culturale e folklorico sia in Italia che in molti paesi in giro per il mondo. La libera professione fu uno strumento di maggior libertà professionale e il giornalismo fotografico fu un passepartout per allargare al di là delle barriere linguistiche l'area delle riviste attraverso le quali proporre gli argomenti dei propri reportage realizzati in giro per il mondo. Come “inviato freelance” collaborò alle principali riviste illustrate europee con rapporti intensissimi con testate italiane “storiche” come Atlante, Gente Viaggi, Natura Oggi, Week End, A Tavola, Epoca, Meridiani, Capital, Focus, Airone, Bell'Italia, Bell'Europa e molte altre ancora. Molto intensa anche la collaborazione con alcune tra le più importanti riviste straniere come Bunte, Merian, Geo e in particolare con la tedesca Geo Saison della quale, per anni, è stato un collaboratore di staff. Gli furono dati tanti riconoscimenti, ad esempio nel 1984 la rivista fotografica francese Photo premiò una sua foto usata dalla rivista tedesca Stern come una delle più belle doppie pagine pubblicate in quell'anno e in settembre, per un servizio su Atlante, gli venne assegnato il primo premio nel settore giornalismo del Premio Lago Maggiore. La rivista tedesca Geo nel numero di febbraio '86, pubblicando uno dei suoi numerosi servizi, oltre a dedicargli la copertina, lo presentò mettendo in risalto il grande successo con il quale portava avanti a livello internazionale la sua professione[4]

Attraverso il proprio archivio fotografico fornì immagini per le più disparate iniziative editoriali sia in Italia che all'estero ed in particolare per libri e volumi illustrati come Majestuese Italie edito da Atlas di Parigi, Ägypten e Sűdtirol, entrambi nella Collection Merian tedesca (serie sul mondo visto attraverso le immagini dei più prestigiosi fotografi), Giobbian edito da Electa Editore, Fiere, Santi, Miracoli nell'Alta Brianza, Il palio di Feltre, L'acropoli di Atene, I palazzi di Creta, I palazzi del Canal Grande e Cina: il volto di un grande Paese editi dall'Istituto Geografico DeAgostini e Lavoro artigiano in Lombardia. Ha inoltre collaborato all'illustrazione di importanti opere grafiche come Il Milione edito da IGDA Novara, Il Grande Atlante e La Geografia di Biagi della Rizzoli di Milano.

Le sue foto furono esposte in moltissime mostre, in tutte le parti del mondo, come negli Stati Uniti, in Germania, in Cina, in Francia, in Giappone e in Italia, in contesti prestigiosi come la Biennale di Venezia, la Triennale di Milano, il Guggenheim di Venezia, il Sicof Cultura, il Vitra Design Museum, il Centre Georges Pompidou a Parigi, il Museo d'Arte Moderna di Pechino, la Neikrug Gallery di New York, la galleria Il Diaframma di Milano e molti altri ancora.

L'attività sindacale[modifica | modifica sorgente]

Accettò anche incarichi professionali legati alla conduzione di stage e corsi di specializzazione per mettere a disposizione di colleghi più giovani le esperienze da lui acquisite durante la sua carriera di fotogiornalista.[5]. Questa scelta maturò parallelamente al crescente impegno negli organismi istituzionali della sua professione ed in particolare nel sindacato dei giornalisti e nelle aggregazioni che hanno come scopo quello di difendere e meglio qualificare il lavoro di chi si occupa di informazione visiva ed in particolare di fotografia. Per molti anni è stato un attento e instancabile sostenitore della dignità dei fotogiornalisti, animando molte battaglie a favore della categoria, dedicando il suo tempo e le sue risorse con il solo scopo di migliorare la situazione dei giornalisti dell'informazione visiva. Il suo impegno nel sindacato di categoria l'ha portato ad essere per diversi anni all'interno di organismi della Federazione Nazionale Stampa Italiana della quale fu consigliere e fino all'ultimo dirigente con il Gruppo dei Giornalisti dell'informazione visiva, nonché componente della commissione contratto e consigliere dell'Associazione Lombarda dei Giornalisti. Assieme ad altri colleghi si è impegnato per realizzare, in seno alla FNSI, un centro analisi e documentazione sui problemi dell'informazione del giornalismo. Così è nata LSDI (Libertà di Stampa/Diritto all'Informazione), un organismo spontaneo ed autonomo, anche se fortemente collegato al sindacato, di cui è sempre stato un vivace animatore, anche su problemi non specificatamente relativi al giornalismo.[6]

In Lombardia ha rivitalizzato a metà degli anni novanta il primo GSGIV (Gruppo di Specializzazione dei Giornalisti dell'Informazione Visiva), fondando il GSGIV regionale lombardo che fa capo all'Associazione Lombarda dei Giornalisti. Con il suo lavoro volontario come presidente di questo gruppo di specializzazione ha sempre continuato a denunciare le drammatiche condizioni della sua categoria, cercando anche di dare una sorta di consapevolezza riguardo al proprio mestiere ai colleghi fotogiornalisti. Il suo impegno all'interno del GSGIV lombardo ha anche dato il via alla fondazione di altri GSGIV regionali (ad esempio in Veneto e in Liguria), aumentando la coesione dei giornalisti dell'informazione visiva non solo in Lombardia. La sua ultima battaglia fu per un tariffario minimo per il riconoscimento della pari dignità del giornalista. Per molti anni è stato un punto di riferimento per giornalisti e fotogiornalisti, investendo il suo talento e dedicandosi con totale dedizione al bene comune dei colleghi.[7]

Un malore lo fermò la notte del primo maggio 2010 mentre riposava nella sua casa di Merone.

« Con Amedeo Vergani[...] scompare un protagonista dell'informazione visiva, un promotore della qualificazione professionale e dei diritti dei fotogiornalisti, un uomo del sindacalismo di categoria di inesauribili risorse.[8] »
(Franco Siddi, Segretario nazionale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana)

Opere[modifica | modifica sorgente]

Lista di volumi pubblicati con sue immagini[modifica | modifica sorgente]

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Lista di volumi contenenti sue immagini[modifica | modifica sorgente]

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  • Lavoro artigiano in Lombardia, 1979.
  • Cina il volto di un grande paese, Istituto Geografico DeAgostini, Novara 1982.
  • eye to eye - childhood, New Internationalist Publications Ltd, Oxford 1998.
  • The A to Z of WORLD DEVELOPMENT, New Internationalist Publications Ltd, Oxford 1998.
  • L'io e il suo doppio. Un secolo di ritratto fotografico in Italia 1895/1995, Alinari Idea, Firenze 1998.
  • Spices of Life: Piquant Recipes from Africa, Asia and Latin America, New Internationalist Publications Ltd, Oxford 2001.

Mostre[modifica | modifica sorgente]

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Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

(incompleti)

  • 1984: Una sua immagne pubblicata sulla rivista tedesca Stern è premiata come una delle migliori doppie pagine dell'anno dalla rivista francese Photo.
  • 2011: Targa alla memoria consegnata all'interno del premio Guido Vergani per i cronisti lombardi dell'anno[11].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ E’ scomparso il fotogiornalista Amedeo Vergani | ODG
  2. ^ Amedeo Vergani - Feste religiose in Sicilia: tra fede cristiana e riti pagani
  3. ^ Addio ad Amedeo Vergani, maestro fotoreporter - Homepage - La Provincia di Como - Notizie di Como e Provincia
  4. ^ Lzf - Caltagirone In Mostra Alla "Ghirri" Amedeo Vergani - Youtube
  5. ^ http://www.odg.mi.it/files/newtabloid-4-2010.pdf
  6. ^ Alta fedeltà » E’ scomparso Amedeo Vergani, una vita passata dietro l’obbiettivo e a difendere i diritti dei fotogiornalisti freelance
  7. ^ Fotogiornalismo: il bavaglio è la precarietà « Amisnet
  8. ^ E' morto Amedeo Vergani, fotoreporter e sindacalista
  9. ^ Fotogiornalismo: fede e riti in Sicilia, prima mostra postuma dedicata ad Amedeo Vergani | LSDI
  10. ^ AMEDEO VERGANI - lo scatto che racconta
  11. ^ Giornalisti Lombardi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]