Amata immortale

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Amata immortale
Immortal Beloved (film).JPG
Gary Oldman interpreta Ludwig van Beethoven
Titolo originale Immortal Beloved
Lingua originale inglese
Paese di produzione USA
Anno 1994
Durata 120 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2.35:1
Genere biografico, drammatico, sentimentale
Regia Bernard Rose
Soggetto Bernard Rose
Sceneggiatura Bernard Rose
Produttore Bruce Davey
Produttore esecutivo Stephen McEveety
Casa di produzione Icon Entertainment International, Majestic Films International
Distribuzione (Italia) Warner Bros. Italia, PanaRecord, RCS Films & TV
Fotografia Peter Suschitzky
Montaggio Dan Rae
Effetti speciali Ian Corbould, Paul Corbould, Garth Inns, Jirí Zavrel, Barbora Kolarova, Steven Warner
Musiche Ludwig van Beethoven
Scenografia Olga Rosenfelderova
Costumi Maurizio Millenotti
Trucco Ivana Chlostova, Grazia De Rossi, Italo Di Pinto, Enrico Jacoponi, Alessandra Sforza, Fabrizio Sforza, Jirí Farkas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Amata immortale (Immortal Beloved) è un film del 1994 diretto da Bernard Rose e basato sulla vita del compositore e pianista tedesco Ludwig van Beethoven.

Il film segue la ricerca svolta da Anton Schindler, amico e amministratore di Beethoven, fatta per scoprire la destinataria dell'eredità del grande compositore, intrecciandosi con frammenti della vita stessa dell'artista.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1827. Anton Schindler, assistente e amico intimo di Beethoven, si occupa di fare chiarezza sul suo testamento e sul quesito inerente la vera identità della cosiddetta "amata immortale" menzionata in una delle lettere del compositore. Schindler si mette quindi alla ricerca della donna al fine di svelare il mistero e indaga sulla vita sentimentale del compositore attraverso i racconti delle donne che l'hanno amato dalla giovinezza fino al giorno della sua morte.

Al termine della ricerca, Schindler identifica l'amata immortale in Johanna Reiss, la figlia del facoltoso tappezziere viennese Anton Van Reiss. In breve, i due avrebbero dovuto convolare a nozze, ma per una serie di sfortunate coincidenze, alla fine Johanna sposa il fratello del compositore, Kaspar. A sua insaputa, Ludwig aveva cresciuto il suo stesso figlio illegittimo, Karl van Beethoven, nella speranza di renderlo un importante musicista a sua volta.

Background storico[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla morte di Beethoven, tra le sue carte fu rinvenuta una lettera in tre parti indirizzata a una donna definita "amata immortale" dal compositore. Scritta nell'estate del 1812 nella cittadina termale di Teplitz, la lettera ha dato origine a un vivace dibattito e a numerose speculazioni sulla sua identità tra numerosi studiosi e scrittori. Nel tempo, sono state proposte diverse candidate, tra le quali si annoverano Giulietta Guicciardi e Anna-Marie Erdödy, che fanno la loro comparsa nella pellicola, le sorelle Thérèse e Josephine von Brunsvik e, infine, Antonie Brentano.

Il regista e sceneggiatore del film, Bernard Rose, ha dichiarato di aver identificato con successo l'amata immortale in Johanna Reiss, avanzando quindi una teoria inedita nell'ambito degli studi su Beethoven. Di conseguenza, il film sottintende che Karl, il nipote di Beethoven, fosse in realtà il figlio illegittimo. Secondo lo studioso Maynard Solomon, invece, l'amata immortale sarebbe Antonie Brentano[1], la cui figura è totalmente assente nella pellicola.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu prodotto dall'Icon Entertainment International e dalla Majestic Films International.

Venne girato a Vienna e nella Repubblica Ceca, a Praga e a Kromeríz.[2]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, il film venne distribuito dalla Columbia Pictures.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La colonna sonora del film, costituita prevalentemente da brani del compositore, è eseguita al pianoforte da Murray Perahia e, in generale, dalla London Symphony Orchestra diretta da Sir Georg Solti. Qui di seguito una lista di alcuni brani presenti nel film (in ordine alfabetico):

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Solomon, M., Beethoven. La vita, l'opera, il romanzo familiare, Marsilio, Venezia, 1996 (ed. 2007), pp.172-208
  2. ^ IMDb Locations

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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