Amanita verna

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Amanita verna
100 6289.JPG
Amanita verna
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Specie A. verna
Nomenclatura binomiale
Amanita verna
(Bull.:Fr.) Lamarck
Caratteristiche morfologiche
Amanita verna
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Gills icon.png
Imenio lamelle
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
White spore print icon.png
Sporata bianca
Ring and volva stipe icon.png
Velo anello e volva
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Hazard T.svg
Mortale

Amanita verna (Bull.:Fr.) Lamarck

L’Amanita verna è un fungo mortale primaverile appartenente alla famiglia delle Amanitaceae che causa ogni anno un numero non indifferente di avvelenamenti in quanto sistematicamente confuso con il comune "prataiolo".
Infatti i raccoglitori più inesperti spesso hanno la cattiva abitudine di raccogliere i funghi recidendo il gambo: così facendo non si accorgono della volva, che in questa specie è completamente "interrata" e quindi non visibile, nonostante sia piuttosto grossa e vistosa (vedi foto); vedendola gli stessi si renderebbero conto che non si tratta di un innocuo e prelibato Agaricus commestibile.
Per molto tempo è stata considerata una semplice variante decolorata di Amanita phalloides mentre vi sono invece vari caratteri che la distinguono dalla phalloides f.ma alba.

Descrizione della specie[modifica | modifica wikitesto]

Cappello[modifica | modifica wikitesto]

Emisferico, poi piano, glabro, viscoso a tempo umido, bianco o lievemente ocraceo al centro, con margine sottile e non striato,con diametro tra i 5 e 10 cm.

Lamelle[modifica | modifica wikitesto]

Fitte, intercalate da numerose lamellule, non annesse al gambo, bianche.

Gambo[modifica | modifica wikitesto]

Alto, cilindrico, leggermente ingrossato alla base, farinoso dall'anello al piede, cavo, bianco.

Anello[modifica | modifica wikitesto]

Situato molto in alto, quasi sotto l'inserzione delle lamelle, di colore bianco,poco resistente.

Volva[modifica | modifica wikitesto]

Globosa, molto grossa in rapporto alla dimensione del fungo da giovane, spesso completamente interrata,libera e lobata.

Carne[modifica | modifica wikitesto]

Tenera, bianca ed immutabile.

  • Odore: mite, ma disgustoso negli esemplari vecchi.
  • Sapore: un po' acre.

Si sconsiglia vivamente l'assaggio per la specie in questione, al fine di evitare accidentali ingestioni di frammenti di fungo.

Spore[modifica | modifica wikitesto]

Bianche in massa, sferoidali e amiloidi, 7-8 x 9-10 µm.

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

In boschi di latifoglie; fa la sua comparsa all'inizio della primavera e cresce fino all'autunno.

Commestibilità[modifica | modifica wikitesto]

Hazard T.svg
VELENOSO MORTALE!
Uno dei funghi più pericolosi che esistano in quanto facilmente confondibile con prataioli commestibili.

Contiene l'Amanitina, un ciclo-peptide avente struttura molecolare piuttosto complessa, in grado di arrestare la sintesi proteica tramite l'inibizione dell'enzima RNA-polimerasi; l'Amanitina è presente anche in Amanita phalloides ed Amanita virosa.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal latino vernus, primaverile, per via della stagione in cui fa la sua comparsa.

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Attenzione!
La presenza della volva, mancante in alcuni suoi simili di colore bianco (alcuni Agaricus e Leucoagaricus), è il carattere più sicuro per evitare sbagli fatali.

Nomi comuni[modifica | modifica wikitesto]

  • Tignosa di primavera.

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

  • Agaricus vernus Bull., Herbier de la France 3: tab. 108 (1783) [1782-83]
  • Amanita virosa Secr., (1833)
  • Amanitina verna (Bull.) E.-J. Gilbert, Iconographia Mycologica 27(Suppl. 1): 78 (1941)
  • Venenarius vernus (Bull.) Murrill, Lloydia 11: 104 (1948)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN) Amanita verna in Index Fungorum, CABI Bioscience.

  • Enrico Bini,Andrea Catorici,Antonio dell'Uomo,Roberto Falsetti,Ettore Orsomando,Monica Raponi, Funghi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini Collana dei Quaderni Scientifico Divulgativi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Ancona,Aniballi Grafiche s.r.l.,2002.

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