Amanita phalloides

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Amanita phalloides
Amanita phalloides.jpg
Amanita phalloides
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Specie A. phalloides
Nomenclatura binomiale
Amanita phalloides
(Vaill.:Fr.)
Nomi comuni

Tignosa verdognola, Tignusa morteada

Caratteristiche morfologiche
Amanita phalloides
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Gills icon.png
Imenio lamelle
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
White spore print icon.png
Sporata bianca
Ring and volva stipe icon.png
Velo anello e volva
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Hazard T.svg
Mortale

L'Amanita phalloides nota anche come Tignosa verdognola ed Agaricus phalloides è un fungo mortale assai diffuso ed è quasi certamente il più pericoloso esistente in natura a causa della sua tossicità estremamente elevata e del suo elevato polimorfismo che lo rende somigliante a molte specie, congeneri e non (da qui i nomi popolari di coppa della morte, di ovolo bastardo[1] e di angelo sterminatore).

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Dal greco phallòs = fallo e eîdos = forma, sembianza e cioè "a forma di fallo" per l'aspetto del fungo giovane.

A. phalloides

Habitat[modifica | modifica wikitesto]

Cresce in estate-autunno, un po' in tutta Italia, soprattutto sotto le querce ed i castagni nei boschi frondosi, non di rado anche sugli argini alberati, limitanti prati e terreni coltivati. Predilige le latifoglie ma non di rado si trova anche nei pressi di conifere.

Descrizione della specie[modifica | modifica wikitesto]

Cappello[modifica | modifica wikitesto]

Di colore variabile da grigio-giallastro, a verdastro, o giallo-bruno o anche bianco nella varietà alba, di forma conico-campanulata od emisferica e poi espanso, pianeggiante, liscio, serico, senza verruche con fibrille innate.

Lamelle[modifica | modifica wikitesto]

Bianche, libere al gambo, alte.

Gambo[modifica | modifica wikitesto]

Bianco, spesso ornato da "zebrature" simili al colore del cappello (non facilmente distinguibili nella varietà alba), prima pieno e poi cavo nell'esemplare molto vecchio, bulboso alla base.

Anello[modifica | modifica wikitesto]

Bianco con riflessi giallognoli, cadente a fazzoletto sul gambo, spesso caduco negli esemplari maturi.

Carne[modifica | modifica wikitesto]

Bianca, immutabile, soda.
Assaggio assolutamente da evitare se non si dispone di acqua per immediati ed abbondanti risciacqui della bocca. Per evitare l'accidentale ingestione di un frammento di fungo - anche piccolo - nella cosiddetta fase di assaggio, si sconsiglia vivamente tale procedura per la specie in questione.

  • Odore: pressoché nullo (o di rosa appassita) nel fungo fresco e giovane, di miele nel fungo adulto, fetido e cadaverico nel fungo fradicio. Il micologo Riccardo Mazza, nel suo libro "Introduzione alla Micosmologia", afferma che l'odore ricorda l'"ammoniaca".
  • Sapore: nullo in principio, un po' acre oppure di "nocciole" alla fine.
Illustrazione di A. phalloides accanto ad Amanita citrina
Carpoforo giovane

Spore[modifica | modifica wikitesto]

Bianche in massa, ovoidali, quasi rotonde, a reazione amiloide 9-11 x 7-9 µm.

Commestibilità[modifica | modifica wikitesto]

Hazard T.svg
VELENOSO MORTALE

Contiene amanitine (di due tipi, alfa e beta), molecole cicliche che bloccano selettivamente l'enzima RNA polimerasi coinvolto nella sintesi proteica, e falloidine (PM 1000), altro tipo di ciclo-peptidi ugualmente dannosi per la membrana cellulare, poiché legano con l'actina, proteina strutturale che mantiene in posizione i canali ionici ed in tal modo dalla cellula fuoriescono ioni sodio ed entrano ioni potassio: la cellula quindi si gonfia fino a lisare.

Amanita Phalloides.JPG

Amanitine e falloidine sono tossine termostabili e quindi anche dopo cottura il fungo rimane velenoso mortale.

Pericoli per la salute dell'uomo[modifica | modifica wikitesto]

  • Provoca danni irreversibili al fegato e la morte. Possono risultare letali anche piccolissimi frammenti (circa un grammo di peso fresco per ogni chilo di peso di chi lo ingerisce[2]) quindi nel caso in cui il fungo durante la raccolta venga in contatto con altri funghi commestibili è assolutamente sconsigliato consumare questi ultimi, inoltre il fungo mantiene tutte le sue proprietà velenose anche dopo la cottura, l'essiccazione ed il congelamento. I primi sintomi della sindrome falloidea possono essere avvertiti dopo circa 12-24 o 48 ore dall'ingestione, a seconda della costituzione fisica del soggetto. In questo periodo le RNA polimerasi a livello del fegato vengono inibite: cessa quindi la sintesi proteica ed il fegato va in necrosi con effetti analoghi all'epatite virale in forma grave.
    Se l'avvelenamento è diagnosticato in tempi brevi, è possibile scongiurare il decesso del paziente; tuttavia quest'ultimo, a seguito del danno epatico riportato, dovrà ricorrere a emodialisi oppure al trapianto dell'organo.
  • L'elevato "polimorfismo" dell'A. phalloides aumenta enormemente il rischio di confusione con altre specie congeneri o con specie di generi differenti di Amanita.
  • Occasionalmente può raggiungere dimensioni ragguardevoli in altezza.

Varietà di Amanita phalloides[modifica | modifica wikitesto]

Fasi della crescita dei carpofori[modifica | modifica wikitesto]

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

Lunga la lista delle specie con cui può essere confusa l'A. phalloides:

  • Amanita caesarea (eccellente commestibile), cui somiglia molto allo stadio di ovolo (vedi le due fotografie qui sopra).
  • Amanita citrina (non commestibile) - vedi illustrazione.
  • Amanita virosa (velenoso mortale), se trattasi di Amanita phalloides var. alba, da cui si distingue per l'odore ed il sapore cattivo (non assaggiare!).
  • Allo stadio di ovolo, i più inesperti potrebbero confonderlo con alcune specie del genere Lycoperdon (le cosiddette "vesce"), ad esempio L. pyriforme o L. perlatum.
  • Alcune specie del genere Volvaria come Volvaria volvacea, (commestibile di scarso valore)
  • Alcune specie del genere Agaricus se trattasi di Amanita phalloides var. alba.
  • Russula virescens (ottimo commestibile), quando la "phalloides" viene maldestramente raccolta senza la volva e quindi il cercatore poco esperto non si accorge che non è una Russula.
  • Occasionalmente esemplari giovani di alcune forme decolorate di A. phalloides sono stati confusi con carpofori di Amanita vaginata (ottimo commestibile da cotto).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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