Amanita phalloides

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tossico
nocivo
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Amanita phalloides

Amanita phalloides
Classificazione scientifica
Regno: Fungi
Divisione: Basidiomycota
Classe: Basidiomycetes
Ordine: Agaricales
Famiglia: Amanitaceae
Genere: Amanita
Specie: A. phalloides
Nomenclatura binomiale
Amanita phalloides
(Vaill.:Fr.)
Nomi comuni

Tignosa verdognola, Tignusa morteada

Partecipa al Progetto:Forme di vita
Caratteristiche morfologiche
Amanita phalloides

cappello
convesso

imenio
lamelle

libere

sporata
bianca

anello e volva

carne
immutabile

micorrizico

mortale
Leggere le avvertenze prima di consumare i funghi raccolti.
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L'Amanita phalloides nota anche come Tignosa verdognola ed Agaricus phalloides è un fungo mortale assai diffuso. È sicuramente la specie esistente più pericolosa per via della sua somiglianza con molte altre specie, congeneri e non.

Indice

[modifica] Descrizione della specie

[modifica] Cappello

Di colore variabile da grigio-giallastro, a verdastro, o giallo-bruno o anche bianco nella varietà alba, di forma conico-campanulata od emisferica e poi espanso, pianeggiante, liscio, serico, senza verruche con fibrille innate.

[modifica] Lamelle

Bianche, libere al gambo, alte.

[modifica] Gambo

Bianco, spesso ornato da "zebrature" simili al colore del cappello (non facilmente distinguibili nella varietà alba), prima pieno e poi cavo nell'esemplare molto vecchio, bulboso alla base.

[modifica] Anello

Bianco con riflessi giallognoli, cadente a fazzoletto sul gambo, spesso caduco negli esemplari maturi.

[modifica] Carne

Bianca, immutabile, soda.
Assaggio assolutamente da evitare se non si dispone di acqua per immediati ed abbondanti risciacqui della bocca.

  • Odore: pressoché nullo (o di rosa appassita) nel fungo fresco e giovane, di miele nel fungo adulto, fetido e cadaverico nel fungo fradicio. Il micologo Riccardo Mazza, nel suo libro "Introduzione alla Micosmologia", afferma che l'odore ricorda l' "ammoniaca".
  • Sapore: nullo in principio, un po' acre oppure di "nocciole" alla fine.

Per evitare l'accidentale ingestione di un frammento di fungo - anche piccolo - nella cosiddetta fase di assaggio, si sconsiglia vivamente tale procedura per la specie in questione!

Illustrazione di A. phalloides affianco ad Amanita citrina
Carpoforo giovane

[modifica] Spore

Bianche in massa, ovoidali, quasi rotonde, a reazione amiloide 9-11 x 7-9 µm.

[modifica] Habitat

Cresce in estate-autunno, preferibilmente nei boschi frondosi, non di rado anche sugli argini alberati, limitanti prati e terreni coltivati. Predilige le querce ma non di rado si trova anche nei pressi di conifere.

[modifica] Commestibilità


VELENOSO MORTALE

Contiene Amanitine (di due tipi, alfa e beta), molecole cicliche che bloccano selettivamente l'enzima Rna-polimerasi coinvolto nella sintesi proteica e Falloidine,(PM 1000) altro tipo di ciclo-peptidi ugualmente dannosi per la membrana cellulare, poiché legano con l'actina, proteina strutturale che mantiene in posizione i canali ionici ed in tal modo dalla cellula fuoriescono ioni sodio ed entrano ioni potassio: la cellula quindi si gonfia fino a lisare.

Amanitine e Falloidine sono tossine termostabili e quindi anche dopo cottura il fungo rimane velenoso mortale.

[modifica] Note

  • Provoca danni al fegato irreversibili e la morte. Possono risultare letali anche piccolissimi frammenti quindi nel caso in cui il fungo durante la raccolta venga in contatto con altri funghi commestibili è assolutamente consigliato non consumare questi ultimi. I primi sintomi della Sindrome falloidea possono essere avvertiti dopo circa 24 ore dall'ingestione, a seconda della costituzione fisica del soggetto. In questo periodo le Rna-polimerasi a livello del fegato vengono inibite: cessa quindi la sintesi proteica ed il fegato va in necrosi con effetti analoghi all'epatite virale in forma grave.
    Se l'avvelenamento è diagnosticato in tempi brevi, è possibile scongiurare il decesso del paziente; tuttavia quest'ultimo, a seguito del danno epatico riportato, dovrà ricorrere a dialisi oppure al trapianto dell'organo.
  • L'elevato "polimorfismo" dell' A. phalloides aumenta enormemente il rischio di confusione con altre specie congeneri o con specie di generi differenti da Amanita.
  • Occasionalmente può raggiungere dimensioni ragguardevoli in altezza.

[modifica] Etimologia

Dal latino phallus = fallo e dal greco eîdos = forma, sembianza e cioè "a forma di fallo" per l'aspetto del fungo giovane.

[modifica] Varietà di Amanita phalloides

[modifica] Specie simili

Lunga la lista delle specie con cui può essere confusa l'A. phalloides:

  • Amanita caesarea (eccellente commestibile), cui somiglia molto allo stadio di ovolo (vedi le due fotografie qui sopra).
  • Amanita citrina (non commestibile) - vedi illustrazione.
  • Amanita virosa (velenoso mortale), se trattasi di Amanita phalloides var. alba, da cui si distingue per l'odore ed il sapore cattivo (non assaggiare!).
  • Allo stadio di ovolo, i più inesperti potrebbero confonderlo con alcune specie del genere Lycoperdon (le cosiddette "vesce"), ad esempio L. pyriforme o L. perlatum.
  • Alcune specie del genere Volvaria come Volvaria volvacea, (commestibile di scarso valore)
  • Alcune specie del genere Agaricus se trattasi di Amanita phalloides var. alba.
  • Russula virescens (ottimo commestibile), quando la "phalloides" viene maldestramente raccolta senza la volva e quindi il cercatore poco esperto non si accorge che non è una Russula.
  • Occasionalmente esemplari giovani di alcune forme decolorate di A. phalloides sono stati confusi con carpofori di Amanita vaginata (ottimo commestibile da cotto).

[modifica] Fasi della crescita dei carpofori

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Attenzione: La determinazione di un fungo e la sua commestibilità vanno affidati a micologi esperti e certificati, o ai centri di controllo degli enti sanitari competenti. Non azzardare il consumo di funghi, potresti mettere a repentaglio la salute e persino la vita tua e dei tuoi commensali.
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