Amanita pantherina

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Amanita pantherina
Amanita pantherina 2013 G1.jpg
Amanita pantherina
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Specie A. pantherina
Nomenclatura binomiale
Amanita pantherina
(DC.:Fr.) Krombholz
Nomi comuni

vedi testo

Caratteristiche morfologiche
Amanita pantherina
Cappello campanulato-conico disegno.png
Cappello campanulato-conico
Gills icon.png
Imenio lamelle
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
White spore print icon.png
Sporata bianca
Ring and volva stipe icon.png
Velo anello e volva
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Velenoso icona.png
Velenoso

L'Amanita pantherina (DC.:Fr.) Krombholz è un fungo velenoso molto comune e pertanto abbastanza popolare che appartiene alla famiglia delle Amanitaceae.

Nonostante molti testi la considerino semplicemente una specie "tossica", essa può provocare addirittura la morte se ingerita in quantitativi non trascurabili[1]

Descrizione della specie[modifica | modifica sorgente]

Cappello[modifica | modifica sorgente]

10-15 cm, di colore bruno, di forma conico-campanulata od emisferica e poi espanso, pianeggiante, liscio, ricoperto da piccole verruche bianche; margine nettamente striato.

Lamelle[modifica | modifica sorgente]

Bianche, libere al gambo, fitte, con lamellule.

Gambo[modifica | modifica sorgente]

6-12 cm, bianco, cilindrico, prima compatto, poi cavo, si ingrossa alla basa in un bulbo.

Anello[modifica | modifica sorgente]

Più o meno ampio, bianco, piuttosto basso.

Illustrazione di A. pantherina

Volva[modifica | modifica sorgente]

Bianca, aderente al bulbo.

Carne[modifica | modifica sorgente]

Bianca, immutabile, soda.

Spore[modifica | modifica sorgente]

Bianche in massa, ovoidali, lisce, non amiloidi, 10-12 x 7-9 µm.

Habitat[modifica | modifica sorgente]

Cresce in estate-autunno, al limitar del bosco, sotto latifoglie e conifere.

Commestibilità[modifica | modifica sorgente]

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È un fungo velenoso: causa la Sindrome panterinica ad impronta psicomotoria, generalmente benigna, che provoca disturbi gastrointestinali (non sempre presenti) e disturbi nervosi a componente psichica come: eccitazione psicomotoria, vertigini, ebbrezza, euforia, disturbi di fonazione, stato ansioso, depressione, allucinazioni, sonno profondo. La terapia consiste in gastrolusi, carbone attivo, solfato di magnesio, infusioterapia, sedativi. La DL/50 (Dose Letale Media) è di 90mg per l'acido ibotenico e di 5-10mg per il muscimolo. Tale dose è contenuta in circa 100gr. di fungo fresco[senza fonte]. Contiene Acido ibotenico, muscimolo e muscazone.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Dal latino pantherinus = relativo alla pantera, per l'aspetto del cappello.

Nomi comuni[modifica | modifica sorgente]

  • Tignosa bruna
  • Tignosa bigia
  • Tignosa rigata
  • Tignosa panterina

Le varietà di Amanita pantherina[modifica | modifica sorgente]

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lillo la Chiusa, Il grande libro dei funghi, d'Italia e d'Europa, De Vecchi, 2002, p. 255, ISBN 978-88-412-9570-0.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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