Amanita gemmata

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Amanita gemmata
20060909 Amanita gemmata young.jpg
Amanita gemmata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Fungi
Divisione Basidiomycota
Classe Basidiomycetes
Ordine Agaricales
Famiglia Amanitaceae
Genere Amanita
Specie A. gemmata
Nomenclatura binomiale
Amanita gemmata
(Fr.) Bertill., 1866
Caratteristiche morfologiche
Amanita gemmata
Cappello convesso icona.svg
Cappello convesso
Gills icon.png
Imenio lamelle
Free gills icon2.svg
Lamelle libere
White spore print icon.png
Sporata bianca
Ring and volva stipe icon.png
Velo anello e volva
Immutabile icona.png
Carne immutabile
Mycorrhizal ecology icon.png
Micorrizico
Nofoodlogo.svg
Sconsigliato

Amanita gemmata (Fr.) Bertill., 1886 è un basidiomicete della famiglia delle Amanitaceae[1]. È stato a lungo considerato un fungo commestibile, anche se già dagli anni 1960[2] è stata riscontrata una lieve tossicità non costante, che ha dato luogo a casi di lieve avvelenamento specie con una cottura leggera. È stato pertanto definito come una "specie non tollerata da certe persone".[3][4] Per tale motivo il consumo di questa specie è sconsigliato, anche in quanto confondibile con la pericolosa Amanita pantherina.

Descrizione della specie[modifica | modifica wikitesto]

A. gemmata

Cappello[modifica | modifica wikitesto]

Non molto carnoso, emisferico o conico-convesso, poi espanso, di colore giallo o giallo-ocra, spesso al centro di colore rossastro; viscoso, con verruche fioccose, biancastre, irregolari; talvolta del tutto glabro; margine minuto, tipicamente striato.

Lamelle[modifica | modifica wikitesto]

Fitte, disuguali, ventricose, non annesse al gambo, bianche.

Gambo[modifica | modifica wikitesto]

Bianco, fibrilloso, tozzo oppure alto; cilindrico, ingrossato alla base, terminante in un bulbo ovoidale o globoso, o appena ingrossato.

Anello[modifica | modifica wikitesto]

Bianco, fragile, pendulo e poi fugace.

Carne[modifica | modifica wikitesto]

Bianca, giallognola sotto la cuticola.

Spore[modifica | modifica wikitesto]

Bianche in massa, non amiloidi, ellittiche, 9-11 x 7-8 µm.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Cresce in primavera-estate (talvolta anche in autunno), nei boschi di conifere e latifoglie, su terreni sabbiosi o calcarei.

Commestibilità[modifica | modifica wikitesto]

Avvertenza
Alcuni dei contenuti riportati potrebbero generare situazioni di pericolo o danni. Le informazioni hanno solo fine illustrativo, non esortativo né didattico. L'uso di Wikipedia è a proprio rischio: leggi le avvertenze.

Sospetto! Commestibile con estrema cautela, velenoso da crudo ed indigesto se consumato insieme a bevande alcoliche.
Nel passato anche recente ha dato luogo a diversi casi di avvelenamento, anche se non di grave entità.

Nel caso si intenda consumarlo, si raccomanda di cuocerlo molto bene, di eliminare l'acqua di cottura e di non assumerne quantità eccessive.

I più inesperti possono confonderlo facilmente con la velenosissima Amanita pantherina di cui, secondo voci non confermate, potrebbe essere una varietà avente una tossicità di gran lunga inferiore; tale ipotesi potrebbe essere avvalorata non tanto dalla presenza di verruche sul cappello, quanto dalla volva circoncisa sormontata da uno o due cercini.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sinonimi e binomi obsoleti[modifica | modifica wikitesto]

  • Agaricus adnatus W.G. Sm., in Saund. & Sm., Suom. Elain-ja Kasvit. Seuran Van. Tiedon. Pöytäkirjat: pl. 21 (1870)
  • Agaricus gemmatus Fr., Epicrisis Systematis Mycologici (Upsaliae): 28 (1838) [1836]
  • Amanita junquillea Quél., Bull. Soc. bot. Fr. 23: 324 (1877) [1876]
  • Amanita adnata (W.G. Sm.) Sacc., Sylloge fungorum omnium husque cognitorum (Abellini) 23: 5 (1925)
  • Amanita gemmata (Fr.) Gillet, Les Hyménomycètes ou description de tous les champignons (fungi) qui croissent en France (Alençon): 52 (1874)
  • Amanitopsis adnata (W.G. Sm.) Sacc., Sylloge fungorum omnium husque cognitorum (Abellini) 5: 24 (1887)
  • Amanitopsis gemmata (Fr.) Sacc., Sylloge fungorum omnium husque cognitorum (Abellini) 5: 25 (1887)
  • Venenarius gemmatus (Fr.) Murrill, Lloydia 11: 102 (1948)

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

  • Specie a taglia variabile, con caratteri morfologici come quelli dell'Amanita pantherina, specie molto velenosa, dalla quale si differenzia solo per il colore.
  • A volte, quando priva dei residui di volva sul cappello, può essere fatalmente confusa con alcune forme di Amanita phalloides.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Amanita gemmata in Index Fungorum, CABI Bioscience.
  2. ^ Anselmo Motta, Virginio Motta, Nel mondo della natura: enciclopedia di scienze naturali, F. Motta editore, 1962
  3. ^ Antonio Testi, Funghi d'Italia, Giunti, 2002, ISBN 884401405X (cfr pag. 91)
  4. ^ Amanita gemmata / Junquillea Quèlet - Amanita di Primavera, Micoweb.it.

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