Alvin Lucier

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Alvin Lucier (Nashua, 14 maggio 1931) è un compositore statunitense di musica sperimentale e installazioni sonore che esplorano i fenomeni acustici e la percezione uditiva.

Oltre ad essere stato professore di musica alla Wesleyan University,[1] Lucier fu membro dell'influente progetto Sonic Arts Union, che comprendeva fra i suoi membri Robert Ashley, David Behram e Gordon Mumma. La maggior parte dei suoi lavori esplora le teorie scientifiche riguardanti le proprietà fisiche del suono.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lucier Nacque a Nashua nel New Hampshire. Dopo essere stato educato nelle scuole pubbliche e parrocchiali, studiò alla Portsmouth Abbey School ed infine alla Brandeis University.[1] Durante il 1958 e il 1959 studiò con Lukas Foss e Aaron Copland nella sede di Tanglewood, il centro musicale nel Massachussets.[2] Nel 1960 Lucier si trasferì a Roma durante un programma Fulbright, periodo nel quale rimane folgorato dalla scena italiana, tanto che oggi ricorda l'esperienza di allora come un "autentico punto di svolta". Secondo una sua dichiarazione:[3]

« ...quando arrivai in Italia ero un compositore neoclassico: due anni dopo, al momento del mio ritorno negli USA ero completamente cambiato. Qui ho conosciuto Frederic Rzewski, di cui sono diventato amico; ho avuto la fortuna di avere un'insegnante come Boris Porena, discepolo di Goffredo Petrassi e didatta meraviglioso; ho studiato la musica di Gesualdo e Webern, ho visitato i corsi estivi di Darmstadt; e a Venezia ho conosciuto la musica di Luigi Nono, ma soprattutto ho scoperto John Cage»

Nel 1962 ritornò negli Stati Uniti divenendo il direttore d'orchestra dello University Chamber Choral, un complesso che eseguiva composizioni di musica classica vocale, musica moderna e opere commissionate.[2]

Durante un concerto dei Chamber Choral avvenuto nel municipio di New York nel 1963[senza fonte], Lucier fece la conoscenza di Gordon Mumma e Robert Ashley: due compositori sperimentali nonché responsabili dell'ONCE Festival (un evento multimediale annuale praticato ad Ann Arbor, nel Michigan). Dopo aver invitato, un anno più tardi, l'University Chamber Choral di Lucier all'ONCE festival, Ashley e Mumma venivano a loro volta invitati da Lucier, assieme a David Behrmam, nella città di Brandeis per partecipare ad un concerto dove si esibirono tutti i quattro compositori contemporaneamente. In seguito al successo di quel concerto, Lucier, Mumma, Ashley e Behrmam parteciparono ad un tour lungo gli Stati Uniti e l'Europa con il nome d'arte Sonic Arts Group (il nome verrà successivamente cambiato in Sonic Arts Union). Dopo un decennio di attività, quel collettivo si sciolse nel 1976.[2]

Abbandonata la città di Brandeis, Lucier si iscrisse alla Wesleyan University nel 1970, dove divenne, nel 1972, uno dei direttori d'orchestra della compagnia di danza di Viola Farber, occupazione che mantenne fino al 1979.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Benché Lucier abbia composto opere da camera e orchestrali sin dal 1952, il compositore ed i suoi critici reputano Music For Solo Performer (1965) la sua prima composizione veramente significativa.[2] In quella traccia gli elettrodi di un elettroencefalogramma collegati al cranio dell'esecutore individuano esplosioni di onde alfa generate nel momento in cui il compositore raggiunge uno stato mentale meditativo non visivo. Queste onde cerebrali vengono amplificate, e il segnale elettrico risultante viene utilizzato per far risuonare strumenti a percussione distribuiti lungo lo spazio dell'esecuzione. Un'altra traccia importante degli esordi di Lucier è Vespers (1968), dove gli esecutori adoperano apparecchiature di ecolocalizzazione portatili per individuare il centro fisico approssimativo di una stanza al fine di "migliorare la loro comprensione della percezione acustica e scoprire gli elementi dello spazio ambientale attraverso mezzi non visivi".

I Am Sitting in a Room[modifica | modifica sorgente]

Una delle composizioni più importanti e conosciute di Lucier è I Am Sitting in a Room (1969). In questa traccia il compositore registra se stesso nel momento di leggere un testo ad alta voce all'interno di una stanza; la registrazione viene successivamente riprodotta e registrata, dopodiché la registrazione ottenuta viene riprodotta e registrata nuovamente; il procedimento viene quindi ripetuto più volte. Questo esperimento vuole dimostrare che le frequenze sonore vengono enfatizzate gradualmente se vengono fatte risonare più volte in una data stanza (non a caso, in questa traccia, le armonie di risonanza e i timbri della stanza stessa rimpiazzando le parole fino a renderle incomprensibili). Il testo recitato da Lucier, che descrive quel processo in atto, inizia così:

« I am sitting in a room, different from the one you are in now. I am recording the sound of My speaking voice. »
« Sono seduto in una stanza diversa da quella in cui ti trovi adesso. Sto registrando il suono della mia voce parlante »

e termina in questo modo:

« I regard this activity not so much as a demonstration of a physical fact, but more as a way to smooth out any irregularities my speech might have »
« Ritengo che questa attività non sia molto più della dimostrazione di un fenomeno fisico, ma un modo ideale per correggere qualsiasi irregolarità che il mio linguaggio potrebbe presentare. »

In quest'ultima frase, il compositore si riferisce alla propria balbuzie.

Altre composizioni importanti[modifica | modifica sorgente]

Altre composizioni significative comprendono "North American Time Capsule" (1966), che adopera il prototipo di un vocoder per isolare e manipolare spezzoni di discorsi registrati; Music On A Long Thin Wire (1977), in cui viene fatta vibrare e risuonare la corda di un pianoforte in una stanza grazie a oscillatori e magneti amplificati in entrambi i suoi capi, per riprodurre suoni e ipertoni; Crossings (1982), in cui i suoni vengono riprodotti per mezzo di un'onda sinusoidale statica e crescente che riproduce le pulsazioni delle interferenze; Still and Moving Lines of Silence In Families Of Hyperbolas (1973-74), in cui i timbri delle interferenza fra le onde sinusoidali generano "canali" e "valli" di suoni e silenzio, e Clocker (1978), che adopera il biofeedback e le riverberazioni.

Gli studiosi delle composizioni di Lucier comprendono Nicolas Collins, Arnold Dreyblatt, Judy Dunaway, Douglas Kahn, Ron Kuivila, Mladen Milicevic, Ed Osborn e Daniel James Wolf.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • 1976 - Music With Roots in the Aether: Opera for Television. Tape 3: Alvin Lucier. Prodotto e diretto da Robert Ashley. New York, New York: Lovely Music.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b (EN) Alvin Lucier - Biography. URL consultato il 28 agosto 2014.
  2. ^ a b c d (EN) NO IDEAS BUT IN THINGS - The Composer Alvin Lucier. URL consultato il 28 agosto 2014.
  3. ^ Valerio Mattioli, Roma 60. Viaggio alle radici dell'underground italiano. Parte terza, Blow Up, #189 Febbraio 2014, Tuttle Edizioni

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cox, Christoph. “The Alien Voice: Alvin Lucier’s North American Time Capsule.” In Mainframe Experimentalism: Early Computing and the Foundations of the Digital Arts. di Hannah Higgins e Douglas Kahn. Berkeley: University of California Press, 2009.
  • Lucier, Alvin. “Reflections: Interviews, Scores, Writings 1965–1994.” Köln: Edition MusikTexte, 1995.
  • Lucier, Alvin. “Origins of a Form: Acoustic Exploration, Science and Incessancy.” Leonardo Music Journal 8 (dicembre 1998) — “Ghosts and Monsters: Technology and Personality in Contemporary Music,” pp. 5–11.
  • Mailman, Joshua B. "Agency, Determinism, Focal Time Frames, and Processive Minimalist Music,” Music and Narrative since 1900. di Michael L. Klein e Nicholas Reyland. Musical Meaning and Interpretation series. Bloomington: Indiana University Press, 2013.
  • Moore, Thomas. “Alvin Lucier in Conversation with Thomas Moore.” 1983.

Altri scritti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 119476822 LCCN: n79139186