Altare del duca Rachis

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Altare del duca Rachis
Maiestas Domini, rilievo dell'Altare del duca Rachis
Retro
Visitazione
Adorazione dei Magi

L'altare del duca Rachis è una delle più importanti opere scultoree della Rinascenza liutprandea ed è conservato nel Museo Cristiano di Cividale del Friuli. È datato tra il 737 e il 744, periodo in cui Rachis era duca del Friuli. Le dimensioni complessive sono 1,44 x 0,90 x 0,88 m. L'altare è stato portato nel Duomo dalla Chiesa di San Martino, dove si trovava dal Settecento.

Descrizione e stile[modifica | modifica sorgente]

Composto da quattro lastre di pietra d'Istria, presenta alla sommità un'epigrafe latina e sui quattro lati ornati e vari soggetti religiosi: la Visita di Maria Vergine alla cugina Elisabetta, detta anche semplicemente Visitazione; l'Ascensione di Cristo in maestà entro una mandorla sorretta da quattro angeli; l'Adorazione dei Magi. Sulla superficie sono presenti significative tracce di pigmenti.

Nelle scene le figure sono fortemente bidimensionali e si staccano nettamente dal piano di fondo, quasi un disegno a rilievo. Questi caratteri, la marcata stilizzazione delle figure e il calligrafismo d'insieme fanno assomigliare l'altare ad un monumentale cofanetto eburneo.

Coerentemente a uno stile fortemente astrattizzante, distante dalla resa naturalistica tardo antica, le figure umane presentano alcune deformazioni, quali quelle delle grandi mani degli angeli che sorreggono la mandorla. I volti sono caratterizzati dall'assotigliarsi del mento (volti a "pera rovesciata"). L'antinaturalismo formale e il forte rimbalzo cromatico che le superfici avevano un tempo sottolineano con forza il valore sacro e simbolico dell'opera. Si può notare inoltre come la gerarchia dimensionale sia utilizzata, dando una grandezza maggiore ai personaggi di rilievo come Maria e Gesù.

Majestas Domini[modifica | modifica sorgente]

L'Ascensione di Cristo in maestà si colloca nel prospetto frontale dell'altare ed è stato realizzato sempre tramite la tecnica del bassorilievo. Il Cristo in maestà (Maiestas) ascende in cielo all'interno di una mandorla arborea, sorretta da quattro angeli ed è affiancato da altri due angeli nei quali si commistionano l'iconografia dei cherubini con quella dei serafini. Un delicato motivo ornamentale incornicia la scena (motivo a S raffrontate). In origine questa lastra era impreziosita da policromie, paste vitree e lamine d'oro (policrome).

Adorazione dei Magi[modifica | modifica sorgente]

L'Adorazione dei Magi presenta la Madonna assisa su un alto trono in legno con in braccio il Bambino Gesù e, a sinistra, i tre Magi che recano dei doni. Un angelo in alto, disposto orizzontalmente, guida loro il cammino. La Vergine è identificata da una croce sulla fronte; i Magi sono caratterizzati da tipiche vesti asiatiche (copricapo frigio e vesti drappeggiate).

Come nella precedente scena la superficie si presenta fortemente decorata, in linea con l'horror vacui (paura del vuoto) che caratterizza tutta la scultura barbarica. Quindi, pochi sono gli spazi privi di decorazione, poiché riempiti con crocette, palmette, stelline e fiori. Anche qui vengono applicate proporzioni gerarchiche tra i personaggi.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piero Adorno, L'arte italiana, volume 1, tomo secondo, Messina - Firenze 1998
  • Mario Brozzi, L'altare di Ratchis nella sua interpretazione simbologica, in "La porta orientale", 9-10 settembre-ottobre, 1951, pp. 3–15
  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999.
  • Carlo Cecchelli, Arte barbarica cividalese, in "Memorie Storico Forogiuliesi", XII-XIV, 1918, pp. 1–24
  • Carlo Cecchelli, I monumenti del Friuli dal secolo IV all'XI, Milano-Roma 1943, pp. 1–26
  • Laura Chinellato, L'altare di Ratchis. Nota storica ed iconografia, in "Vultus Ecclesiae", 5 (2004), pp. 9–21
  • Laura Chinellato, L'Altare di Ratchis, in L'VIII secolo: un secolo inquieto. Atti del Convegno internazionale di studi a cura di Valentino Pace. Cividale del Friuli, 4-7 dicembre 2008, Udine 2010, pp. 83–91
  • Laura Chinellato, Maria Teresa Costantini, L'altare di Ratchis. L'originaria finitura policroma; prospetto frontale e posteriore, in "Forum Iulii", XXVIII.2004 (2005), pp. 134–156
  • Laura Chinellato, Maria Teresa Costantini, L'altare di Ratchis: proposta per la ricostruzione dell'originaria finitura policroma in "Vultus Ecclesiae", 6 (2005), pp. 7–17
  • Laura Chinellato, Maria Teresa Costantini, Davide Manzato, L'altare di Ratchis: il restauro, le indagini scientifiche e le acquisizioni tridimensionali, in "Forum Iulii", XXXII.2008 (2009), pp. 107–132
  • Giuseppe Cuscito, Epigrafia medievale in Friuli e in Istria (secc. VI-XIII). Per un "Corpus" delle epigrafi medievali nell'Alto Adriatico, in Atti e memorie della società Istriana di Archeologia e Storia Patria, vol. CVI (LIV della Nuova Serie), Trieste 2006, pp. 20–25
  • Géza De Francovich, Il problema delle origini della scultura così detta "longobarda", in Atti del I Congresso Internazionale di Studi Longobardi, Spoleto 1951, pp. 255–273
  • Géza De Francovich, Osservazioni sull'altare di Ratchis a Cividale e sui rapporti tra Occidente e Oriente nei secoli VII e VIII D.C., in Scritti di Storia dell'Arte in Onore di Mario Salmi, I, Roma, 1961, pp. 173–236
  • Rudolf Eitelberger, Cividale in Friaul und seine Monumente, Wien 1857
  • Carlo Gaberscek, Note sull'altare di Ratchis, in Memorie Storico Forogiuliesi, 1973, pp. 53–72
  • Carlo Mutinelli, L'ara di Ratchis, in Quaderni della Face, 35, 1969, pp. 9–23
  • Pio Paschini, Brevi note archeologiche sopra un gruppo di monumenti longobardi a Cividale, in "Bollettino della Civica Biblioteca e del Museo", 1-2, Udine, 1910

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Pluteo con grifoni dell'oratorio di san michele alla pusterla, inizio VIII secolo, pavia, museo civico malaspina, 177x66 cm.jpg
Pluteo con pavoni dell'oratorio di san michele alla pusterla, inizio VIII secolo, pavia, museo civico malaspina, 177x66 cm copia.jpg

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