Altare (Italia)

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Altare
comune
Altare – Stemma
Il centro storico
Il centro storico
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Liguria – stemma Liguria
Provincia Savona – stemma Savona
Sindaco Giuseppe Flavio Genta (Lista Civica) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 44°20′10.32″N 8°20′38.4″E / 44.3362°N 8.344°E / 44.3362; 8.344 (Altare)Coordinate: 44°20′10.32″N 8°20′38.4″E / 44.3362°N 8.344°E / 44.3362; 8.344 (Altare)
Altitudine 398 m s.l.m.
Superficie 11,74 km²
Abitanti 2 156[1] (31-12-2010)
Densità 183,65 ab./km²
Comuni confinanti Cairo Montenotte, Carcare, Mallare, Quiliano, Savona
Altre informazioni
Cod. postale 17041
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009005
Cod. catastale A226
Targa SV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 264 GG[2]
Nome abitanti altaresi
Patrono san Rocco
Giorno festivo 16 agosto
Localizzazione
Altare è posizionata in Italia
Altare
Posizione del comune di Altare nella provincia di Savona
Posizione del comune di Altare nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Altare (Laté[3] o Artâ in ligure, Laté nella variante locale[4]) è un comune italiano di 2.156 abitanti[5] della provincia di Savona in Liguria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Il comune è situato in val Bormida nell'Appennino Ligure. Sul suo territorio (in fondo al viale de Caroli) si trova la Bocchetta di Altare, punto di demarcazione tra Alpi e Appennini. La massima altitudine comunale è di 821 m s.l.m. (bric Baraccone), altro monte importante è il monte Burot (745 m s.l.m.) sulla cui sommità si trova un forte del XIX secolo. Nel territorio scorre il fiume Bormida di Mallare, affluente del Tanaro. Dista da Savona circa 13 km e 72 km da Genova.

[modifica] Storia

Il comune di Altare venne posto sotto la guida del Marchesato del Monferrato, a partire dal 967, anno in cui Aleramo del Monferrato creò la nuova giurisdizione territoriale. Nel 1142 il borgo venne ereditato da Enrico il Guercio, discendente di Aleramo, il quale si nominò nuovo marchese Del Carretto.

Nel 1708 seguì la sorti del Monferrato passando sotto il dominio del duca di Savoia Vittorio Amedeo II di Savoia, entrando a far parte del Regno di Sardegna e successivamente nel Regno d'Italia.

[modifica] L'attività vetraria

Il Museo del vetro

L'attività del vetro ad Altare si svolse ininterrottamente dal XII al XX secolo. In questi otto secoli di storia un cambiamento strutturale si verificò soltanto nel 1856 (quando le fornaci si riunirono in un'unica azienda a carattere cooperativistico (SAV Società Artistico Vetraria). L'azienda si sviluppò rapidamente e acquistò prestigio. Continuò dal Medioevo la produzione di vetri d'uso "d'ogni sorta e maniera", di vetri per la farmacia e gli ospedali, di articoli di valore artistico, cui si aggiunsero, nel Novecento, vetri per la chimica resistenti agli sbalzi termici.

Dalle probabili origini benedettine ai primi nomi propri di vetrai, indicati negli atti notarili del secolo XIII, si passò nel secolo successivo, a un consolidamento di questa attività che si espresse negli atti notarili di uomini provenienti da Genova, da Venezia, da Savona, da Pisa, da alcuni paesi della Val Bormida. Lo Statuto dell'Arte impose al forestiero il versamento, per la sua ammissione alla Corporazione, di lire trecento in moneta di Savona rimanendo per quattro anni "tizzatore" e per altri quattro apprendista, prima di ottenere la qualifica di maestro. Con la fine del secolo XV, Altare raggiunse il numero di duecento maestri vetrai associati tra loro.

Nel porto di Savona, membri delle famiglie assistettero allo sbarco delle materie prime, in particolare del fondente e contemporaneamente alla spedizione dei manufatti in tutte le città della penisola, in Tunisia, in Spagna, in Provenza. Alcuni di loro pilotarono personalmente le imbarcazioni, proprie o prese a nolo, saettie, piccole galee.

Contemporaneamente costruirono fornaci nella penisola italica, sino a raggiungere, nel XVII secolo, il numero di 52 vetrerie. Già agli inizi del XV secolo si spinsero alla ricerca di zone ricche di legname e di sabbie pure come la Francia, la quale concesse ai vetrai alcuni privilegi fiscali. Dalla Provenza, alla Savoia, al Delfinato, al Poitou, alla Borgogna, alla Piccardia, a Lione, a Névèrs, alla Bretagna, il dinamismo dei vetrai non conosce sosta.

A Orléans, Bernardo Perotto, nato ad Altare il 26 giugno 1619, ottiene dal fratello del Re Sole, Filippo d'Orléans, il privilegio di costruire una vetreria, sulla quale il re Luigi XIV pose le insegne reali. Il 25 settembre 1688, il Perotto, dopo numerosi esperimenti da lui portati a compimento con ingentissime spese (Histoire de l’Académie Royale des Sciences, Paris, 1733, T.II, p. 20) ottiene dal re Luigi XIV Regie Patenti per colare il cristallo su tavole, dandogli il colore desiderato. Il nuovo sistema di colaggio - che si sostituisce alla soffiatura della lastra e permette la fabbricazione di specchi di grandezza superiore al metro quadrato - rimarrà l'unico procedimento industriale sino al 1920, quando innovativi processi di fusione permetteranno di rendere continua la colata.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[6] e in vigore dal 1º maggio 2011[7].

[modifica] Simboli

Altare (Italia)-Stemma.png

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri datato al 18 gennaio del 1958[8].

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La chiesa parrocchiale di Sant'Eugenio nel centro storico di Altare

[modifica] Architetture religiose

  • Cappella campestre di Santa Libera. Sita lungo la strada per Montenotte - frazione di Cairo Montenotte - fu eretta dalla locale famiglia Varaldi nel XVII secolo in un proprio podere. Sulla parete di fondo è ancora visibile parte dell'affresco raffigurante la santa titolare della cappella.

[modifica] Architetture civili

  • Villa Agar. Edificata nel 1901 su iniziativa di monsignor Giuseppe Bertolotti, parroco di Altare, su progetto dell'architetto Nicolò Campora di Savona. Nel 1951 per volontà testamentaria viene lasciata al locale ospedale e ricovero della Santissima Annunziata e dal 1962 - dopo interventi di restauro - a sede attuale di una casa di riposo per anziani, posizionata lungo il viale de Caroli.
  • Villa Bordoni. Residenza dell'importante famiglia dei Bordoni e costruita su progetto dell'architetto Alessandro Martinengo di Savona nel 1901 in posizione dominante sull'odierna via Gramsci, quest'ultima costituente la maggiore arteria del comune altarese. Sede del Comando della Divisione San Marco tra il 1943 e il 1945 e dopo un successivo intervento di trasformazione che ne ha alterato l'impianto originario cadde in uno stato di grave abbandono. Nel 2008 sono iniziati i lavori di restauro.
  • Villa Rosa. Sede del museo del Vetro e della biblioteca comunale, fu costruita su progetto dell'architetto Nicolò Campora tra il 1905 e il 1906 per volere di monsignor Bertolotti. Divenuta nel 1992 di proprietà dello Stato fu interessata in seguito da radicali interventi restaurativi ad opera della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della Liguria. Nel 2004 la proprietà è passata, per convenzione, al Comune di Altare e alla Fondazione Istituto per lo Studio del Vetro e dell'Arte Vetraia.

[modifica] Architetture militari

Chiesa della Santissima Annunziata
  • Castello marchionale di Altare. Eretto nel XII secolo a 464 metri sul livello del mare fu costruito per scopi principalmente difensivi dai Marchesi di Savona; la prima citazione ufficiale è risalente al 1435. Possedimento quindi del Marchesato del Monferrato fu completamente demolito nel 1629 dai soldati della Repubblica di Genova. La strada che porta ai ruderi è oggi quasi inaccessibile, chiusa dall'intrico di fogliame e arbusti.
  • Forte di Altare. Sito a 478 metri s.l.m. presso la Bocchetta di Altare, l'origine della prima fortezza è probabilmente datata all'epoca napoleonica nella Campagna d'Italia e servì per il presidio dell'importante via di comunicazione tra la costa ligure e l'entroterra padano; l'odierna costruzione fu realizzata tra il 1895 e il 1890. Affidato al 41º reggimento di fanteria di stanza a Savona ed Imperia fu tra il 1943 e il 1945 occupato dai soldati tedeschi come deposito d'armi e magazzino. Secondo le fonti storiche il forte non fu mai interessato da conflitti a fuoco. Dal 1945 è di proprietà del demanio dello Stato Italiano.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre 2010 gli stranieri residenti ad Altare sono 204, pari al 9,46% della popolazione comunale. Le nazionalità più numerose sono:[9]

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate ad Altare

[modifica] Eventi

[modifica] Economia

Il paese di Altare è famoso per la sua arte vetraria. Recentemente è stato fondato l' ISVAV - Istituto per lo Studio del Vetro e dell'Arte Vetraria, il cui compito dichiarato è quello di divulgare la storia sociale, tecnica e artistica del paese e dei suoi vetrai. Accanto a due vetrerie industriali è sempre viva nel centro storico la tradizionale attività vetraria artistica, rappresentata da due laboratori artigianali.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Altare è situata lungo la Strada Provinciale 29 del Colle di Cadibona che collega Savona con Piana Crixia. È inoltre raggiungibile dal proprio casello autostradale sull'Autostrada A6.

[modifica] Ferrovie

Altare è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea ferroviaria Torino-Fossano-Savona nel tracciato denominato tratta Savona-San Giuseppe di Cairo via Altare.

[modifica] Amministrazione

Il municipio

Sindaco: Giuseppe Flavio Genta (Lista Civica) dal 28/05/2007
Indirizzo della casa comunale: Via Annibale Restagno, 2

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Olga Beltrame Partito Comunista Italiano Sindaco
1990 agosto 1993 Olga Beltrame Partito Comunista Italiano Sindaco
agosto 1993 1993 nd Commis. prefet.
1993 1997 Idalda Brondi Lista civica di Centro Sindaco
1997 2002 Idalda Brondi Lista civica di Centro Sindaco
2002 2007 Olga Beltrame Lista civica Sindaco
2007 in carica Giuseppe Flavio Genta Lista civica Sindaco



[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Torino, UTET, 2006, pp. 26-27.
  4. ^ I toponimi dialettali sono citati nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Dato Istat al 31/12/2010
  6. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  7. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  8. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it. URL consultato il 06-11-2011.
  9. ^ ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2010. URL consultato il 03-10-2011.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

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