Altare (costellazione)
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Altare |
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| Nome latino Genitivo |
Ara |
| Abbreviazione | Ara |
| • Coordinate | |
| Ascensione retta Declinazione |
17,39 h -53,58° |
| Area totale | 237 gradi quadrati |
| • Dati osservativi | |
| Visibilità da Terra - Latitudine minima - Latitudine massima - Passa al meridiano |
-60° +25° Luglio |
| Stella principale - Magnitudine app. |
β Arae 2,9 |
| Altre stelle - Magnitudine < 3 - Magnitudine < 6 |
2 43 |
| • Sciami meteorici | |
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Nessuno |
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| • Costellazioni confinanti | |
| Da est, in senso orario: |
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L'Altare (in latino Ara; l'abbreviazione standard coincide con il nome stesso) è una piccola ma relativamente appariscente costellazione dell'emisfero sud. Non è visibile da quasi tutta l'Europa, mentre le sue stelle principali sono tutte visibili a sud dei 30°N; nonostante non abbia stelle particolarmente luminose, è individuabile con estrema facilità proprio a sud della coda dello Scorpione.
Indice |
[modifica] Osservazione
La costellazione diventa ben visibile per un osservatore posto a sud del venticinquesimo parallelo nord. Si individua con facilità, a sud dello Scorpione, per via di una concatenazione di stelle di terza magnitudine, disposte in senso nord-sud; gran parte della costellazione giace inoltre sulla Via Lattea, in un campo molto brillante.
A causa della precessione degli equinozi, la costellazione era ben visibile dalle latitudini mediterranee all'epoca dei Romani e soprattutto dei Greci; fu infatti elencata da Tolomeo.
[modifica] Caratteristiche
La costellazione si presenta come una sorta di farfalla a sud della coda dello Scorpione; le sue stelle principali sono di terza magnitudine. La stella più brillante della costellazione, β Arae, presenta una magnitudine apparente da Terra pari a 2,84. La γ Arae è una stella doppia.
[modifica] Stelle principali
| Per approfondire, vedi la voce Stelle principali della costellazione dell'Altare. |
- β Arae (nota talvolta come Karnot Mizbeach) è una stella arancione di magnitudine 2,84, distante 603 anni luce.
- α Arae (nota come Choo), è una stella azzurra di magnitudine 2,84, distante 242 anni luce.
- ζ Arae (Korban), è una stella arancione di magnitudine 3,12, distante 574 anni luce.
- γ Arae (Zadok), è una stella azzurra di magnitudine 3,31, distante 1136 anni luce; forma con la stella β una bella coppia dai colori contrastanti da osservare ad occhio nudo.
Tra le altre, la stella giallo-arancione (di classe spettrale G3IV-V) μ Arae è la prima stella attorno alla quale, secondo dati osservativi, esiste un sistema planetario che ospiti un pianeta roccioso; si tratterebbe del più interno dei tre pianeti della stella.
[modifica] Oggetti del profondo cielo
| Per approfondire, vedi la voce Oggetti non stellari nella costellazione dell'Altare. |
L'estremità nordoccidentale dell'Altare è attraversata dalla Via Lattea in un suo tratto molto ricco e contiene alcuni ammassi aperti, tra cui NGC 6193, avvolto in una tenue nebulosità, e nebulose diffuse. A nord-est di quest'ultimo si trova il piccolo ma ricco NGC 6204.
Il più brillante degli ammassi globulari, NGC 6397, si trova a 7200 anni luce dal Sole, ed è forse l'ammasso globulare più vicino al sistema solare.
[modifica] Storia
Le stelle di questa costellazione facevano una volta parte del Centauro e del Lupo, ma ne sono state separate con l'interposizione del Regolo.
[modifica] Mitologia
Gli altari fanno spesso la loro comparsa nella leggenda greca, poiché gli eroi non facevano che offrire sacrifici agli dèi, quindi non deve sorprendere se ne troviamo uno fra le stelle. Ma questo è un altare speciale, poiché secondo Eratostene e Manilio è quello davanti al quale gli dèi pronunciarono solenni promesse di aiuto reciproco prima di intraprendere la lotta contro i Titani. Quella lotta costituì uno degli eventi più importanti della mitologia greca.
A quel tempo Crono, uno dei dodici Titani, governava sull'Universo. Crono aveva privato del trono suo padre, Urano, ma c'era una profezia che diceva che a sua volta sarebbe stato deposto da uno dei suoi figli. Nel disperato tentativo di impedire alla profezia di avverarsi, Crono se li inghiottiva non appena nascevano; lo fece con Estia, Demetra, Era, Ade e Poseidone, tutti destinati a divenire dèi e dee. Venne il momento che sua moglie, Rea, non sopportò più di vedere altri suoi figli fare quella fine. Depose di nascosto l'ultimo nato, Zeus, in una grotta del Monte Ditte a Creta e al suo posto diede a Crono da inghiottire una pietra, dicendogli che era il neonato Zeus.
A Creta, Zeus crebbe sano e salvo. Quando divenne adulto ritornò nel palazzo paterno e costrinse Crono a vomitare i bambini che aveva ingoiati, che si presentarono nel loro aspetto di dèi e dee belli e cresciuti. Zeus e i suoi fratelli dèi prepararono quindi un altare e su quello giurarono di spodestare il cattivo Crono e gli altri Titani.
La lotta fra i Titani, guidati da Atlante sul monte Othrys e gli dèi al comando di Zeus sul Monte Olimpo, infuriò per dieci anni. Per superare la situazione di stallo, la Madre Terra (Gea) suggerì a Zeus di liberare i fratelli brutti dei Titani, che Crono aveva imprigionati nelle caverne senza luce del Tartaro, la regione più profonda del Mondo dell'Oltretomba. C'erano due gruppi di fratelli, i Centimano (giganti dalle cento mani) e i Ciclopi che avevano un solo occhio, ed entrambi volevano vendicarsi di Crono. Zeus riuscì ad arrivare nel Tartaro, liberò quelle creature mostruose e chiese loro di unirsi a lui nella lotta che infuriava nel mondo sopra di loro. Felici per la ritrovata e inattesa libertà, i Ciclopi si misero al lavoro per aiutare gli dèi. Crearono un elmo che lo rendesse invisibile per Ade, un tridente per Poseidone e, soprattutto, la folgore per Zeus. Con queste nuove armi e i loro mostruosi alleati gli dèi sgominarono i Titani.
Dopo la vittoria, essi suddivisero l'Universo giocando a dadi. Poseidone divenne il padrone del mare, ad Ade toccò l'oltretomba, e a Zeus il cielo. Il loro altare divenne la costellazione dell'Altare che Zeus sistemò in cielo a perenne gratitudine per la loro vittoria sui Titani.
I Greci consideravano l'Altare come presagio di tempeste in mare. Secondo Arato di Soli, se la costellazione dell'Altare era visibile mentre altre stelle erano coperte dalle nuvole, i marinai potevano aspettarsi burrasche da sud.
Originariamente i Greci raffigurarono l'Altare con il fumo che da esso dipartiva diretto verso nord, ma a partire dall'atlante di Johann Bayer del 1603 esso è stato descritto con la parte superiore rivolta a sud. Altri atlanti rappresentano l'Altare come quello su cui il Centauro è sul punto di sacrificare il Lupo.
[modifica] Bibliografia
- (EN) Michael E. Bakich. The Cambridge Guide to the Constellations. Cambridge University Press, 1995. ISBN 0521449219
- (EN) Milton D. Heifetz; Wil Tirion. A Walk through the Heavens: A Guide to Stars and Constellations and their Legends. Cambridge University Press, 2004. ISBN 0521544157
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali su Altare (costellazione)
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