Alta Vald'Enza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Alta Valdenza e tratto Appenninico da cui origina
Alta Valdenza e tratto Appenninico da cui origina

Alta Valdenza (anche Alta Val d'Enza o Alta Vald'Enza) è una vallata dell'alto corso del fiume Enza. Situata nel tratto tra i più impervi dell'Appennino Tosco-Emiliano racchiude e delimita la valle principale ed una serie di vallate nate dal corso di alcuni torrenti e canali che confluiscono nel corso principale. Luogo di interesse storico medioevale e naturalistico, l'Alta Vald'Enza e' situata nel Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano; storicamente costituiva il cuore delle Terre Matildiche e la dorsale principale della Valle dei Cavalieri.

Indice

[modifica] il Fiume

Alto corso del Fiume Enza in estate
Alto corso del Fiume Enza in estate

Nasce da cime di oltre 2100 metri sull'Appennino tosco-emiliano, in territorio al confine tra Toscana ed Emilia, formando a 1.157 metri il bacino detto Lagastrello sviluppa poi il suo corso di circa 30 km separando le province di Parma e Reggio Emilia. Il fiume si incunea tortuosamente tra le rocce e le foreste dell'Appennino formando una stretta vallata profonda parecchie centinaia di metri. Durante l'autunno ha delle grosse piene talvolta superiori ai 1.000 m3/sec e durante tutta la primavera riceve il contributo di scioglimento delle nevi delle cime appenniniche che in questo settore superano anche i 2000 metri; per il resto dell'anno ha un carattere tranquillo e costantemente moderato dalle chiuse del bacino idroelettrico di Paduli.

In alcuni tratti è meta per appassionati di rafting, canoa e kayak.

[modifica] Flora e fauna

L'Alta Vald'Enza ospita una ricca varietà di fauna appenninica con animali anche di grossa taglia, dagli ovini ai daini e cinghiali, dai caprioli ai roditori e vespertilionidi, oltre ai rapaci e predatori come mustelidi, aquile, poiane, falchi, serpenti (vipere incluse) e varietà di canidi (Lupo italico incluso). A questi vanno aggiunti gli animali da allevamento, a volte reinselvatichiti, come maiali, vacche, felini e numerosi cavalli i quali proprio in questi luoghi originavano anticamente in una varieta' locale autoctona molto conosciuta ed apprezzata a livello internazionale (cavallo del Ventasso). Nelle acque tra gli altri organismi si ritrovano facilmente un paio di varieta' di trote autoctone di trote fario, le trote salmonate, ed anche trote alloctone, ciprinidi e caratteristiche specie di anfibi quali alcuni anuri, apodi come la cecilia e urodeli come tritone e salamandra.

Da notare che nell'Alta Vald'Enza la pesca e la caccia sono consentite ma con numerose restrizioni geografiche, temporali e limitate nelle modalità tecniche.

[modifica] Storia

L'area storica seppur mai densamente abitata ha costituito una serie di insediamenti stabili sicuramente e continuativamente abitati a partire dal periodo medioevale di Carlo Magno, che forse fu il primo ad utilizzarli; la vallata costituiva il naturale passaggio verso il mare, zona di ricchezze e traffici di ogni genere, incluso il sale (ed il suo trasporto), e la zona padana. La vallata era costellata da postazioni fortificate che dominavano le linee ottiche dei passaggi; attorno alle rocche fortificate in pietra di fiume si stabilizzavano i primi agglomerati rurali. La natura selvaggia ed impervia rendeva queste rocche praticamente inespugnabili per ogni esercito convenzionale in quanto i passaggi angusti, le ripide pendenze ed i viottoli sconnessi non permettevano un massiccio spiegamento di uomini e mezzi mentre viceversa poche persone arroccate potevano dissuadere con fuoco, massi, frecce ed ogni tipo di proiettile i malcapitati che si portavano all'attacco di questi microborghi agguerriti. Il risultato fu che questi luoghi, vuoi per l'asprezza della natura, vuoi per la strenua resistenza locale, rimasero un area indipendente ed incontrollabile dai grandi imperi; dall'epoca della morte dell'ultima sovrana locale Matilde di Canossa i signori dell'Alta Vald'Enza si confederarono in un commune militum denominato Valle dei Cavalieri ed autogovernatisi fino all'unita' d'italia quando ab iure ne furono annessi; ma la zona de facto rimase abbandonata a se' stessa fino alla seconda guerra mondiale: in quel tempo fu idealmente tracciata la Linea Gotica, vera e propria terra di nessuno comprendente l'Alta Vald'Enza, dove partigiani e forze tedesche si affrontarono per alcuni anni conferendo alla vallata un risalto militare a livello nazionale. In un passato recente la vallata e' passata dalla provincia di Parma a quella di Reggio Emilia fino ad arrivare ad oggi che e' divisa, nei due versanti, tra queste due province.

[modifica] Cultura

[modifica] Borghi

Tutta la vallata e' costellata da piccoli borghi arroccati su rilievi rocciosi prospicienti al fiume ed agglomeratisi attorno a Rocche o Casetorri. I primi accampamenti fortificati protourbani di questa zona risalgono al IX secolo.

Strumenti personali