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Altaïr Ibn-La'Ahad

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Altaïr Ibn-La'had
Altaïr.jpg
Lingua orig. Inglese
Editore Ubisoft
1ª app. Assassin's Creed
Voce orig. Philip Shahbaz
Voce italiana
Sesso maschio
Luogo di nascita Masyaf, Siria
Data di nascita 11 gennaio 1165
Abilità
  • Occhio dell'Aquila
  • Forza, velocità, resistenza
  • Abile combattente con varie armi
  • Abile tiratore con i pugnali da lancio
  • Abile borseggiatore
  • Salto della Fede
  • Mimetizzazione
  • Capacità di usare la Mela dell'Eden senza subire danni
  • Agilità nei movimenti
Affiliazione Assassini
Parenti
« Quand'ero molto giovane, ero tanto folle da ritenere che il nostro Credo avrebbe messo fine a tutti questi conflitti. Se solo avessi avuto l'umiltà di dire a me stesso: "Ho visto abbastanza per una vita sola, ho fatto la mia parte". E tuttavia non c'è gloria maggiore che combattere per la verità. »
(Altaïr al figlio Darim nel 1257, durante l'assedio di Masyaf.)

Altaïr Ibn-La'Ahad (Arabo:الطائر إبن لا أحد, Masyaf, 11 gennaio 1165 - Masyaf, 12 agosto 1258), è protagonista del primo gioco della serie Assassin's Creed nonché degli spin-off Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles e Assassin's Creed: Bloodlines, oltre a comparire come personaggio di rilievo anche in Assassin's Creed: Revelations e in molti fumetti e romanzi inerenti alla serie.

Fu un membro dell'Ordine degli Assassini e, dal 1191 fino alla morte, il loro Mentore. Cresciuto per diventare un Assassino dalla nascita, Altaïr ottenne il rango di Maestro Assassino a venticinque anni. Tuttavia, dopo il suo fallimento all'ottenimento della Mela da Roberto di Sable all'inizio del 1191, e la successiva invasione dei Templari di Masyaf, sede dell'Ordine degli Assassini, fu declassato al rango di novizio e inviato alla ricerca di redenzione.

Con il compito di uccidere nove persone, che, a sua insaputa, componevano i ranghi dell'Ordine dei Templari in Terra Santa, Altaïr iniziò una missione per cambiare i suoi modi di agire e liberare il regno dalla corruzione dei nove. Durante la sua ricerca però, Altaïr venne a sapere di un complotto ben più sinistro di quanto originariamente creduto. Completata la sua missione di uccidere i nove bersagli, e liberato l'Ordine dal suo infimo Mentore Al Mualim, Altaïr salì al rango di Mentore, portando gli Assassini ad agire con molta più discrezione di prima.

Grazie alla Mela, Altaïr modificò lo stile di vita dell'Ordine, scrivendo nel frattempo il suo leggendario Codice per le generazioni successive. Il suo nome continuerà ad essere ricordato nell'Ordine, influenzando notevolmente la vita dei suoi discendenti. La sua discendenza contiene una figura importante all'interno dell'Ordine degli Assassini: Desmond Miles.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Addestramento[modifica | modifica wikitesto]

Poco si conosce dell'infanzia di Altaïr. Le cose certe sono che nacque da genitori Assassini nati anch'essi nell'Ordine; Suo padre si chiamava Umar (1146-1176) mentre non si conosce il nome di sua madre[1] che morì di parto dandolo alla luce[2]. Durante la sua infanzia, come tutti i bambini nati nella Confraternita, venne ben presto separato dai genitori per essere addestrato da Al Mualim. Fin da bambino possedeva un sesto senso, che i suoi confratelli denominarono "l'Occhio dell'Acquila", che portava Altaïr ad avere percezioni migliori e riflessi più rapidi del normale, oltre a fargli avere l'abilità di riuscire ad intuire le intenzioni delle persone, riuscendo quindi a capire quando e se le persone che lo circondavano rappresentavano un pericolo per lui, cosa che gli fu particolarmente utile durante gli allenamenti. Ciò lo portò a superare rapidamente i suoi compagni in abilità e a distinguersi subito all'interno della Confraternita guadagandosi l'appellativo "Il Prescelto"[3]. Tuttavia, a causa delle regole ferree dell'Ordine, (secondo Al Mualim, l'attaccamento reciproco tra genitori e figli era una fonte di debolezza e avrebbe creato esitazione negli Assassini quando sarebbe arrivato il momento di immolarsi), e per il loro addestramento costante, il padre di Altaïr non mostrò affetto verso di lui, sentendosi nel giusto, essendo convinto di aver soppresso i suoi veri sentimenti per il bene dell'Ordine e della Causa.

Il padre di Altaïr, Umar venne giustiziato dai Saraceni per aver ucciso un nobile saraceno a Masyaf quando Altaïr aveva 11 anni. Ciò è confermato da Altaïr in Assassin's Creed Revelations. Nonostante le sue urla nei momenti precedenti all'esecuzione del padre, Altaïr, scrisse nel suo Codice, di aver vissuto la morte del padre come fosse la morte di un estraneo. Vedeva imfatti più Al Mualim come una figura paterna che il suoi padre biologico, anche se in seguito definì l'affetto di Al Mualim "debole e disonesto" dopo aver scoperto che il suo Mentore lo aveva sempre usato per i suoi scopi.

Altaïr crebbe assieme ad Abbas Sofian che era anch'egli orfano di padre e madre, ed Assassino novizio. I due erano degli ottimi amici, fino a quando Altaïr rivelò ad Abbas, le vere circostanze della morte di suo padre, Ahmad, che si era suicidato davanti agli occhi di Altaïr non potendo convivere con il rimorso di aver tradito suo padre, Umar, facendolo giustiziare dai Saraceni. Ciò portò ad un litigio tra i due in quanto Abbas considerava Altair un bugiardo che voleva screditare il nome della sua famiglia. Questo litigio sfociò in una rissa durante uno dei loro allenamenti. Fu Abbas ad iniziare tale alterco tentando di uccidere Altaïr con un fendente di spada dopo averlo colto di sorpresa, ma riusciendo tuttavia solo a procurargli una ferita al labbro, ferita che lascerà per sempre una cicatrice come ricordo ad Altaïr. Dopo essere stato ferito, Altaïr si vide costretto a reagire anche lui in maniera piuttosto violenta, combattendo con la sua spada contro il suo amico, nonché confratello Abbas, e per questo i due vennero puniti entrambi da Al Mualim, per aver anteposto i loro sentimenti personali alla Causa degli Assassini. Tuttavia Abbas dovette scontare la punizione peggiore essendo stato lui ad iniziare la rissa, e la punizione impostagli da Al Mualim, fu che il suo addestramento da novizio si sarebbe protratto diversi anni in più rispetto a quello degli altri novizi, ed in questo modo Abbas sarebbe divenuto un Assassino a tutti gli effetti solo molto tempo dopo Altaïr.[4] In seguito il rapporto di amicizia tra Altaïr ed Abbas venne sostituito dall'odio, odio che Abbas avrebbe serbato per anni nei confronti di Altaïr.

Promozione a Maestro Assassino[modifica | modifica wikitesto]

« Nessuno dovrebbe morire senza conoscere la gentilezza. »
(Altaïr ad Al Mualim dopo aver ucciso il traditore.)

Nel 1189, quando Altaïr aveva 24 anni, Masyaf venne attaccata dai Templari, aiutati da un loro alleato, Haras, che si era infiltrato nell'Ordine. Durante la battaglia, Altaïr tornò a Masyaf col suo cavallo, salvando un Assassino dai templari, che lo avevano ferito alla caviglia. Altaïr venne informato da Abbas del tradimento, e che i Templari avevano occupato la cittadella, in cui era rimasto Al Mualim. Altaïr ordinò ad Abbas di aggirare assieme agli altri i Templari nel villaggio e spingerli nella gola, mentre Altaïr si occupava di entrare nel castello e salvare Al Mualim.

Altaïr si diresse quindi verso la fortezza, uccidendo i soldati Templari e salvando gli abitanti del villaggio in pericolo. Giunto alle porte della fortezza, venne accolto dal traditore, che bloccò Altaïr all'ingresso. Una volta chiuse le porte, il traditore iniziò a giustiziare gli Assassini che aveva catturato, tra cui Al Mualim, nel cortile con una balestra. Altaïr, rimasto fuori dalla fortezza, riuscì a scalare delle impalcature all'esterno delle mura. Da lì, percorrendo velocemente le mura, si lanciò sda un tetto, assassinando il traditore, salvando Al Mualim.

In seguito a quegli eventi, Altaïr si era guadagnato il rispetto di Al Mualim, ed era stato promosso al rango di Maestro Assassino. Inoltre per aver sgominato un'intera armata di Templari salvando il Mentore praticamente da solo, Altaïr divenne l'Assassino più importante e conosciuto all'interno dell'Ordine, secondo per fama solo ad Al Mualim. Saputo ciò, Abbas non solo si rifiutò di porgere il dovuto rispetto al nuovo rango di Altaïr, ma sputò sprezzante ai suoi piedi, mentre Altaïr si limitò invece a schernirlo. Infatti, ormai Altaïr disprezzava Abbas e lo riteneva un debole poiché incapace di accettare la verità su suo padre, Ahmad, il quale, secondo Altaïr, era un debole a sua volta per aver tradito suo padre Umar, per poi togliersi la vita. Questi pensieri nei confronti di quello che era stato il suo migliore amico, e il rango di Maestro Assassino ottenuto molti anni prima di chiunque altro all'interno dell'Ordine, a soli 25 anni, portarono Altaïr a sviluppare un carattere sempre più borioso e arrogante, cosa che anni dopo lo porterà a causare gravi perdite all'Ordine.

Ricerca del Calice[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1190, la minaccia di un'altra crociata si profilava. Altaïr aveva già raggiunto il rango di Maestro Assassino, e venne incaricato di recuperare un antico artefatto conosciuto come il Calice. Appreso che, al fine di completare il suo compito, doveva ottenere tre chiavi dai loro proprietari Templari, Altaïr iniziò la sua ricerca.

Le tre chiavi[modifica | modifica wikitesto]

Recatosi a Damasco, Altaïr incontrò un Rafiq, che gli disse che il mercante Tamir aveva stretti legami con i Templari nella zona. Dopo aver interrogato Misbah, un uomo che aveva dei contatti con Tamir, Altaïr fronteggiò Tamir e, prima di ucciderlo, apprese che il Calice era rinchiuso nel Tempio della Sabbia e che erano necessarie tre chiavi per entrarvi.

Altaïr visitò quindi la danzatrice Fajera, che era inizialmente riluttante a contribuire con lui, facendo combattere Altaïr contro un uomo conosciuto come Badr. Dopo aver sconfitto l'uomo e catturato Fajera, Altaïr ottenne la prima delle tre chiavi, e scoprì che un uomo presso l'ospedale templare di Tiro avrebbe potuto aiutarlo a trovare le altre chiavi.

Arrivato a Tiro, Altaïr cercò Hamid, il Rafiq locale, dal quale apprese che Ronald Napule, capo dell'ospedale e Templare, aveva discusso con qualcuno di recente. Per entrare nell'ospedale, Altaïr navigò nelle fogne, entrando nell'edificio dal basso con l'obiettivo di assassinare Rolando. Altaïr ottenne la seconda chiave da un prigioniero di Rolando: un uomo anziano che era stato al misterioso Tempio del Calice.

Scontro con Basilisk[modifica | modifica wikitesto]

In viaggio verso Gerusalemme assieme a Kadar, un Assassino del posto, Altaïr apprese che il Gran Maestro dell'Ordine dei Templari, Lord Basilisk, di solito era nel palazzo reale di Gerusalemme con il re, e che aveva in suo possesso la terza chiave. Il re stava progettando di organizzare una festa a non troppo tempo da allora, e per avvicinarsi a Basilisk, Altaïr logicamente decise di scoprire dove si farà la festa. Ascoltando alcune delle conversazioni tra i nobili, Altaïr interrogò Ayman, uno degli invitati alla festa, e scoprì dove ci sarebbe stata la festa. Infiltratosi grazie all'aiuto di uno degli uomini di Kadar, Altaïr incontrò Lord Basilisk per la prima volta

Il Tempio di Sabbia e il traditore[modifica | modifica wikitesto]

Dopo una breve battaglia con lui, Altaïr riuscì a recuperare la chiave, per poi fuggire alla volta del Tempio del deserto dove si trova il Calice. Recuperate tutte le chiavi Altaïr si reca al tempio del deserto, ma una volta nella stanza principale incontra viene raggiunto nuovamente da Basilisk che gli annuncia che i Templari hanno scoperto che il Calice è una donna e non un artefatto. Poco dopo il tempio viene distrutto durante una tempesta di sabbia e sia Altaïr che Basilisk fuggono. Tempo dopo Altaïr si reca a Tiro dove ha saputo che si nasconde Basilisk e una volta raggiunto il Gran Maestro dei Templari,Altaïr riesce a sconfiggerlo, ma Basilisk gli chiede di avere salva la vita in cambio di alcune informazioni importanti, tra cui il luogo in cui si trova la donna che è il Calice, ovvero la villa di Don Carvaggio a Gerusalemme ed un complotto escogitato dai templari per favorire ai Crociati la conquista della città di Acri, ovvero avvelenare le falde acquifere. Altaïr decide quindi di rispettare l'accordo preso con Basilisk e di risparmiarlo, ma molto astutamente decise anche di assicurarsi che il Gran Maestro dei Templari non ragggiungesse il Calice prima di lui, e così l'Assassino si diresse al porto dove diede fuoco alle navi cariche di bitume di Basilisk. In seguito Altaïr si diresse ad Acri per sventare il complotto dei Templari. Dopo essersi infiltrato nell'accampamento Templare di Acri, Altaïr uccise il capitano impedendogli di dare l'ordine di avvelenare le falde acquifere della città. Dopo essere fuggito dall'accampamento templare usando una catapulta, Altaïr si recò ad Gerusalemme e arrivato alla villa di don Carvaggio, scoprì che i Templari stavano per scortare il Calice fuori dalla città in attesa dell'arrivo di Basilisk. Altaïr rimase molto sorpreso nello scoprire che la donna denominata il Calice, altri non era che Adha, una ragazza con la quale lui ebbe una relazione ma con che non volle avere più niente a che fare con lui dopo aver scoperto della sua appartenenza all'Ordine degli Assassini. Dopo essere riuscito a liberare Adha dai templari, la donna convinse Altaïr a fuggire con lei, ma prima gli rivelò l'identità di un altro Assassino che i Templari avevano corrotto: Harash, custode dell'Ordine degli Assassini e a capo della Confraternita ad Aleppo dopo il Mentore Al Mualim. fino a quando i Templari avrebbero avuto questo vantaggio dalla loro, Altaïr ed Adha non sarebbero potuti fuggire insieme perché i Templari gli avrebbero ritrovati. Dopo essersi accordato con Adha per partire insieme dal porto di Tiro dopo l'assassinio di Harash, Altaïr si recò ad Aleppo, ancora sotto assedio da parte dei Templari, ed arrivato nella dimora principale dell'Ordine degli Assassini, dove scoprì che Harash era d'accordo con i Templari ai quali stava volutamente facendo tenere la città di Aleppo sotto controllo aiutandoli inoltre nella ricerca del calice fornendogli informazioni sugli spostamenti di Altaïr e di Adha. Altaïr affrontò dunque Harash uccidendolo.

Recatosi a Tiro per incontrare Adha, scoprì che l'armata di Templari di Lord Basilisk era arrivata prima ed aveva catturato la donna.

Morte di Lord Basilisk e la scomparsa di Adha[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver sgominato più della metà dell'armata di Cavalieri Templari di Basilisk, Altaïr si ritrovò nuovamente faccia a faccia con il Gran Maestro in persona, prima di poter raggiungere Adha, tenuta in ostaggio da alcuni Templari su una nave vicina. Quindi, i due combatterono di nuovo, con il duello che termina con la morte di Basilisk per mano Altaïr il quale tagliò la testa al Gran Maestro dei Templari con la sua spada. Tuttavia, poco dopo aver ucciso Basilisk, Altaïr scopre che il Gran Maestro dei Templari aveva ingaggiato tale duello con lui solo per fargli perdere tempo per permettere ai suoi Templari di impedire ad Altaïr di raggiungere la nave su cui si trovava Adha, dando fuoco ad una vicina imbarcazione la quale non permise ad Altaïr di saltare sulla nave dove i Templari tenevano in ostaggio Adha. In questo modo i Templari riuscirono a partire insieme ad Adha con la loro nave riuscendo ad allontanarsi abbastanza da impedire ad Altaïr di poterli raggiungere.

Dalle notizie fornite da Altaïr nel suo Codice, scopriamo che egli non si arrese ma continuò per mesi a cercare Adha e i suoi rapitori passando vari giorni in mare per poter salvare la donna. Tuttavia quando finalmente riuscì a raggiungere la sua amata era troppo tardi: i Templari avevano scoperto che Adha non possedeva il mistico potere che le leggende che la definivano il Calice gli avevano attribuito, e decisero pertanto di uccidere la donna ormai inutile ai loro fini. Altaïr poté quindi solo abbracciare il corpo senza vita di Adha, promettendo di vendicarla. In seguito, in una rabbia furiosa ed emotiva, Altaïr diede la caccia e uccise tutti responsabili della morte di Adha, anche se l'atto non lo portò a nessuna gioia, in quanto le sue azioni non potevano riportare indietro la donna che amava. In seguito Altaïr non fece più parola della donna con i suoi confratelli Assassini, e ne parlò nuovamente solo anni dopo all'interno del suo Codice.

Caduta e riscatto[modifica | modifica wikitesto]

Fallimento al Tempio di Salomone[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 1191, Altaïr e i confratelli Malik e Kadar Al-Sayf avevano ricevuto il compito di recuperare un artefatto dai Templari nascosto nel Tempio di Salomone. Progredendo attraverso dei tunnel sotterranei, Altaïr ruppe due principi del Credo degli Assassini, ma con arroganza respinse il monito di Malik contro le sue azioni, fiducioso nella sua maestria di Assassino.

Infine, dopo aver visto nel tempio il peggior nemico dell'Ordine, Roberto di Sable, Altaïr ruppe un altro dogma, compromettendo la sicurezza della Fratellanza. Dopo aver tentato di uccidere il Gran Maestro dell'Ordine dei Templari dopo aver fatto conoscere la sua presenza, Altaïr venne facilmente contrastato e gettato fuori dal tempio, lasciando Malik e Kadar soli con i Templari. Altaïr fuggì dal tempio di Gerusalemme per segnalare il suo fallimento all'Ordine.

Assedio a Masyaf[modifica | modifica wikitesto]

Al suo ritorno a Masyaf, Altaïr informò Al Mualim di aver fallito nell'acquisire il tesoro dei Templari, e venne sgridato aspramente per questo. Tuttavia, poco dopo, Malik, sopravvissuto, tornò con il manufatto, ma da solo e con il braccio sinistro gravemente ferito.

Prima di poter fare altro, però, i Templari attaccarono Masyaf, prendendo il villaggio, massacrando i suoi abitanti, e assediando il castello. Altaïr utilizzò una trappola nascosta nella fortezza, scatenando un fiume di tronchi abbattuti che schiacciò l'esercito dei Templari.

Una volta terminato l'attacco, le questioni delle sue azioni nel Tempio di Salomone vennero affrontate ancora una volta. Altaïr, dopo aver infranto tutti e tre i principi del Credo, aver fallito di acquisire il tesoro dei Templari, causando la morte di un confratello e la perdita di un braccio di un altro, oltre ad essere responsabile di tutti coloro che sono morti durante l'attacco dei Templari, è stato ritenuto un traditore del Credo. Al Mualim ha dichiarato questa sentenza, per poi accoltellare Altaïr nello stomaco con un pugnale. Altaïr si svegliò dal suo "sonno dei morti", e chiese ad Al Mualim come mai fosse sopravvissuto. Al Mualim gli rispose che Altaïr aveva visto solo quello che lui aveva voluto che vedesse. Ha poi privato Altaïr del suo rango e delle sue armi come punizione alternativa, anche se gli offrì una possibilità per riscattarsi.

Ripartendo da capo come un Novizio, ancora una volta, Altaïr venne incaricato di dare la caccia ad un traditore all'interno Masyaf, che aveva permesso l'ingresso Templari. Dopo aver ottenuto successo, Altaïr tornò da Al Mualim e venne ricompensato con la riconsegna della sua Lama Celata e della spada lunga. Ancora una volta ufficialmente membro dell'Ordine, ad Altaïr venne assegnato un nuovo compito: la vita di nove uomini in cambio della propria

Caccia ai Nove[modifica | modifica wikitesto]

« Impossibile, l'allievo non sconfigge il maestro! »

« Niente è reale, tutto è lecito! »

(Altaïr e Al Mualim)

Altaïr iniziò la sua ricerca, recandosi a cavallo a Damasco alla ricerca di Tamir, il suo primo bersaglio. Arrivato, si recò alla Dimora degli Assassini locale, dove chiese la posizione di Tamir. Il Rafiq rifiutò, mandando Altaïr a raccogliere le informazioni sul suo primo bersaglio sul campo.

Passando attraverso il quartiere povero della città, Altaïr interrogò gli informatori, rubò lettere e mappe, e intercettò le conversazioni sul suo bersaglio, per acquisire la posizione del suo obiettivo. Tornato alla dimora con queste informazioni, ha ricevuto il permesso per l'uccisione e una piuma bianca, che deve essere bagnata nel sangue della vittima, come prova dell'omicidio. In una piazza del quartiere del mercato, Altaïr assiste all'uccisione da parte di Tamir di un suo socio. Mentre Tamir se ne stava andando, Altaïr riuscì ad avvicinarsi e lo uccise. Tornato alla dimora, ad Altaïr venne ordinato di tornare da Al Mualim, che lo ha premiò per il suo primo passo sulla strada della redenzione, e gli concede un altro pezzo del suo equipaggiamento. Altaïr poi partì verso, Acri e Gerusalemme, per assassinare i suoi prossimi obiettivi

Altaïr fu costretto ad assassinare altri otto uomini: un mercante di schiavi di nome Talal, il Gran Maestro dei Cavalieri Ospitalieri, Garniero di Naplusa, il mercante Abu'l Nuqoud, l'usurpatore Majd Addin, il governatore di Acri Guglielmo del Monferrato, l'ulema Jubair al Hakim, l'ufficiale teutonico Sibrando e per ultimo Roberto di Sable.

Quest'ultimo gli rivelò che il vero nemico era Al Mualim, che aveva usato Altaïr per togliere di mezzo i suoi compagni. Tornato a Masyaf, trovò tutti gli abitanti della roccaforte ipnotizzati, e venne attaccato da alcuni compagni. Ad aiutarlo arrivò inaspettatamente Malik, che si occupò degli abitanti soggiogati mentre Altaïr trovò Al Mualim che lom immobilizzò e si moltiplicò per affrontarlo. Dopo un lungo duello, lo uccise e recuperò la Mela dell'Eden che si attivò e fece vedere un ologramma raffigurante il mondo intero.

Diventando Mentore[modifica | modifica wikitesto]

La ribellione[modifica | modifica wikitesto]

Subito dopo la morte del Mentore, Altaïr portò il corpo di Al Mualim attraverso la fortezza per bruciarlo, assicurandosi quindi che fosse il vero corpo e non un'illusione. Durante la strada Altaïr incontrò Abbas, a cui spiegò gli avvenimenti e disse di aver messo la Mela nello studio di Al Mualim. Arrivato alla pira che aveva fatto allestire, Altaïr diede fuoco al corpo. Vedendo che ciò andava contro i loro usi, Abbas e parte del popolo e degli Assassini di Masyaf si ribellarono. Abbas ne approfittò per gettare Altaïr sotto al piccolo dirupo dove era allestita la pira, e fuggire per prendere la Mela.

L'Ordine si divise quindi tra coloro che erano leali ad Altaïr e coloro che, indignati per l'irrispettosità verso i loro usi, attaccarono Altaïr. Mentre Altaïr disarmava gli Assassini che si opponevano a lui per scongiurare una guerra civile, Abbas raggiunse la torre di guardia con la Mela in mano. Lì, iniziò a discutere con Altaïr, ma venne abbagliato dalla Mela, che iniziò a brillare e a sprigionare energia. Per evitare un disastro, Altaïr si arrampicò velocemente sulla torre, dove raccolse la Mela, bloccando le esplosioni di energia.

Accettazione come Mentore[modifica | modifica wikitesto]

Sotto la guida di Altaïr, gli Assassini cambiarono radicalmente le loro abitudini, passando dagli omicidi in pubblico ad assassinii silenziosi. Venne introdotto anche il veleno, arma precedentemente ripudiata sia da Altaïr che dal suo maestro. Negli anni che seguirono Altaïr si interrogò continuamente sulla natura della Mela e cercò di comprenderne le proprietà e ogni progresso che compiva lo annotava su un codice.

Liberazione di Cipro[modifica | modifica wikitesto]

Attacco al porto di Acri[modifica | modifica wikitesto]

Un mese dopo la morte di Al Mualim, la Crociata era ancora in atto, e i templari non erano ancora stati sconfitti. Mentre si preparavano per fuggire a Cipro, sotto la guida di Armand Bouchart, i templari avevano messo in sicurezza il porto di Acri per la loro fuga.

Guidando l'attacco al porto, Altaïr si trovò di fronte alla stessa donna che aveva preso il posto di Roberto di Sable al funerale di Majd Addin. La donna incolpò Altaïr di aver rovinato la sua vita uccidendo Roberto, e attaccò l'Assassino. Altaïr, più abile di lei, la sconfisse.

Rivelato il suo nome, Maria, la ragazza si rese conto che era stata tradita da Bouchart. Altaïr la prese in ostaggio, e la costrinse a viaggiare con lui a Cipro. Altaïr lasciò temporaneamente il controllo dell'Ordine, e partì per l'isola di Cipro, acquistata dai Templari da Re Riccardo. Arrivato nella città di Limassol, Altaïr stabilì un contatto con Alexander, il capo della resistenza cipriota contro i templari. Alexander divenne il principale alleato di Altaïr a Cipro, a cui affidò anche il controllo di Maria.

Attacco al castello di Limassol[modifica | modifica wikitesto]

Altaïr si recò al covo della Resistenza, dove Alexander gli rivelò che i templari si erano rifugiati nel castello di Limassol, anche se avevano già cominciato a controllare altre zone di Cipro. Alexander consigliò quindi ad Altaïr di uccidere il capitano delle guardie al castello, che dovrebbe essere poi sostituito da una spia di Alexander. Completato con successo questo compito, Altaïr incontrò Osman, un uomo che spiava i templari, per dirgli che "Alexander augura a sua nonna un compleanno gioioso." Dopo aver dato la parola d'ordine, Osman confidò ad Altaïr che i Templari erano interessati ad una sorta di archivio nascosto a Cipro. Gli disse inoltre anche il nome del capo dei Templari di Limassol: Federico "il Rosso". Osman fece in modo di ridurre il numero delle guardie di pattuglia al castello per un breve periodo, permettendo ad Altaïr di infiltrarsi nel castello e uccidere Federico. Successivamente, tornato al covo della Resistenza, Altaïr trovò l'edificio in fiamme, circondato dai templari. Uccisi i templari all'esterno, Altaïr entrò nell'edificio, ma vi trovò nessuno all'interno. Si recò quindi alla cattedrale di Limassol, dove poté assistere ad un discorso di Armand Bouchart al popolo di Limassol sulla morte di Federico.

Furioso, Armand minacciò i ciprioti, ma Osman gli consigliò di smettere. Dopo una breve pausa di riflessione, Armand si rese conto che Osman era un traditore, e lo uccise. Poco dopo, Maria corse da Armand per informarlo della presenza di Altaïr. Rifiutatosi di fidarsi di Maria, e incolpandola della morte di Roberto di Sable, la fece imprigionare.

Altaïr riuscì a salvare Maria, riportandola da Alexander vicino al porto di Limassol. Lì, Altaïr scoprì che Bouchart era fuggito a Kyrenia. Alexander gli consigliò quindi di trovare un marinaio di nome Pasha, in debito con Alexander, per farsi portare a Kyrenia assieme a Maria.

Prima di partire, Altaïr si infiltrò su una nave Templare attraccata nel porto per poter controllare il registro di navigazione. Altaïr partì quindi con Maria per Kyrenia, con lo scopo di entrare in contatto con il socio di Alexander, Barnabas.

Arrivo a Kyrenia[modifica | modifica wikitesto]

Appena la barca attraccò, mentre se ne andavano, Altaïr e Maria vennero fermati dai pirati, che volevano consegnarli alle autorità per ricevere la ricompensa della taglia. Mentre fuggivano dalla stiva, Maria diede un calcio alla scala che stavano utilizzando, e scappò lasciando Altaïr a combattere. Liberatosi dei pirati, Altaïr se ne andò, scoprendo che gli uomini della Resistenza avevano catturato Maria, che tornò nelle mani dell'Assassino. Altaïr incontrò quindi un uomo della Resistenza, Markos, che si offrì di controllare Maria.

Trovato il covo della Resistenza, Altaïr vi incontrò un uomo, che si faceva chiamare Barnabas. Barnabas disse ad Altaïr che Armand Bouchart si era probabilmente rifugiato al castello di Buffavento, una roccaforte dei Templari. Barnabas si offrì di aiutarlo ad entrare, ma chiede ad Altaïr di uccidere prima un mercante che aveva tradito la Resistenza, chiamato Jonas. Altaïr studiò la zona, e trovò Jonas mentre parlava con un'altra persona. Uccise le guardie nelle vicinanze, Altaïr fronteggiò Jonas, che fuggì senza dare ad Altaïr l'occasione di ucciderlo. Tuttavia, Altaïr lo intercettò in una zona appartata, e lo uccise.

Ucciso il suo obiettivo, Altaïr si recò al porto da Markos per mettere al sicuro Maria. Altaïr li trovò circondati dalle guardie, ma li riuscì a salvare in tempo. Quando Altaïr citò "il Toro", Maria gli disse che lo aveva già incontrato una volta, e che si chiamava Moloch.

Altaïr, col timore che Maria possa essere catturata, disse a Markos di incontrarsi al covo della Resistenza. Altaïr li anticipò, e incontrò di nuovo Barnabas, che spiegò loro che la morte di Jonas aveva provocato dei disordini in città. Dopo aver spiegato a Barnabas che Markos era di ritorno al covo, Altaïr si recò a sopprimere le rivolte, suscitate da Moloch.

Infiltrazione al castello di Kantara[modifica | modifica wikitesto]

Uccidendo i seguaci di Moloch in tutta Kyrenia, Altaïr riuscì a calmare i disordini, impedendo l'esplosione della rivolta. Tornato al covo, Markos lo interrogò riguardo ai disordini, e Altaïr confermò che la morte di Jonas ne era la causa. Placata la rivolta, Altaïr si concentrò sul suo nuovo obiettivo, individuare e assassinare Moloch. Maria gli disse che viveva nel Castello di Kantara, e Altaïr si diresse quindi al castello. Mentre scalava le mura, eludendo l'attenzione delle guardie, Altaïr trovò una chiesa, e vi entrò dal tetto.

Altaïr trovò Moloch presso l'altare, e si avvicinò a lui furtivamente, lanciandosi contro di lui per ucciderlo. Tuttavia, Moloch, accortosi della presenza di Altaïr, lo afferrò alla gola, prima che la lama dell'assassino potesse raggiungerlo, e lo gettò a terra. Rapidamente, Moloch afferrò il flagello, e i due diedero inizio allo scontro. Utilizzando le grandi dimensioni di Moloch a proprio vantaggio, Altaïr afferrò il flagello di Moloch, lo strangolò con esso. Prima di morire, Moloch disse ad Altaïr che la sua volontà si era espansa ben oltre gli ideali dei templari e degli Assassini.

Dopo essere stato scoperto, Altaïr venne attaccato dalle guardie e dai seguaci di Moloch. Correndo attraverso le fortificazioni del castello, Altaïr si fece strada verso la cima del castello. Tuttavia, si trovò in trappola, circondato dalle guardie e dai seguaci. Voltatosi per affrontare le guardie che gli venivano contro, Altaïr riuscì a contrastare l'attacco, lanciando due seguaci di Moloch sotto le mura. Successivamente, Altaïr fece un salto della fede all'indietro, cadendo in una balla di fieno. Altaïr riuscì quindi a fuggire e tornare al covo.

Aiutando la Resistenza[modifica | modifica wikitesto]

Una volta arrivato al covo, Altaïr venne informato da Markos che i templari avevano attaccato il covo durante la sua assenza, e che avevano catturato Maria e alcuni membri della Resistenza. Markos sospettava che i templari si avvalessero del consiglio di un Oracolo Oscuro, che rivelò loro la posizione del covo. Altaïr pensò invece che Barnabas li avesse traditi. Sorpreso, Markos disse ad Altaïr che Barnabas era stato giustiziato il giorno prima dell'arrivo di Altaïr a Kyrenia. Altaïr capì quindi di esser stato imbrogliato.

Le esecuzioni dei membri della Resistenza stavano per avvenire, così Markos chiese ad Altaïr di salvarli. Altaïr procedette quindi a perlustrare la città, alla ricerca dei membri della Resistenza. Trovati Altaïr uccise il carnefice e le guardie templari circostanti, liberando poi i membri.

Fatto ritorno al covo, portando notizia del suo successo, Markos lo informò che avrebbe trovato i rimanenti prigionieri nel porto o nel Castello di Buffavento.

Prima di andare al porto, Altaïr individuò una guardia carceraria, che pedinò in una zona appartata, dove lo uccise rapidamente. Poi, fingendosi ubriaco, ingannò un'altra guardia, facendole rivelare la posizione dei membri della Resistenza imprigionati nel porto e dove era nascosta la chiave della loro prigione. Raggiunto il suo scopo, Altaïr uccise la guardia, per poi infiltrarsi nell'avamposto dei crociati per recuperare la chiave, prima di procedere a liberare i rimanenti membri della Resistenza. Altaïr chiese ai prigionieri se erano stati accompagnati da una donna, e uno di essi gli rivelò che il figlio di Moloch, Shalim, l'aveva portata con sé. Respinto l'attacco dei templari al porto, Altaïr tornò al covo.

Infiltrazione al castello di Buffavento[modifica | modifica wikitesto]

Altaïr tornò da Markos, a cui disse di aver liberato i membri della Resistenza. Inoltre, Altaïr avvertì Markos riguardo ad un possibile altro attacco templare. Mentre Markos credeva che l'Oracolo era la responsabile dell'attacco, Altaïr riteneva che la responsabilità fosse dell'uomo che aveva sostituito Barnabas. Credendo che il vero Barnabas avesse rivelato troppo sulla Resistenza sotto tortura, Altaïr si infiltrò nel castello di Buffavento per affrontare l'Oracolo Oscuro. Infiltratosi nel castello durante la notte, Altaïr si diresse furtivamente nelle prigioni del castello. Successivamente, Altaïr assistette a una conversazione tra Shalim e Armand Bouchart.

Armand parlò a Shalim del suo debole per le donne, che portò alla fuga di Maria. Promettendo di trovarla, Shalim ricevette un pacco da Armand, che ordinò di consegnare ad Alexander di Limassol. Altaïr, sentendo questo, rimase stupito, credendo che Alexander fosse una spia dei templari.

Proseguendo nella sua infiltrazione nel castello, Altaïr uccise il capo delle guardie per ottenere una chiave delle prigioni. Arrivato alle celle della prigione, Altaïr vide Armand uscire dalla prigione dell'Oracolo, mettendo in guardia i suoi uomini della sua ostilità. Dopo che Bouchart se ne andò, Altaïr poté entrare nella prigione dell'Oracolo.

Urlando, l'Oracolo apparve ad Altaïr, che venne subito attaccato. Nonostante fosse aiutata da alcuni prigionieri che avevano perso la loro sanità mentale, Altaïr riuscì comunque a sconfiggerla. Altaïr le chiese quindi cosa l'aveva portata alla pazzia, ma lei rispose con divagazioni contorte, dichiarando di essere uno "strumento di Dio".

Altaïr decise quindi di porre fine alle sue sofferenze, uccidendola con la sua lama. L'Assassino fuggì immediatamente dalla fortezza, per tornare al covo.

La morte dei gemelli[modifica | modifica wikitesto]

Appena tornato al covo Altaïr scopre che Barnaba era in realtà un templare,addirittura il vice di Armand Bouchart, che aveva ucciso il vero Barnaba e lo sostituì. Non potendo più contare sulla resistenza, Altaïr decide di cercare Shalim e ucciderlo, poi s'imbatte in Maria che fingeva di essere una cittadina e introdusse Altaïr fino al suo palazzo. Poi Maria apprende da Shalim che tutto ciò per cui ha lottato finora era una menzogna e che i Templari lottano per se stessi invece che per l'umanità. Altaïr intromesosi nella discussione affronta Shalim e suo fratello gemello Shahar e li uccide entrambi, ma perde nuovamente di vista Maria.

Il falso Barnaba[modifica | modifica wikitesto]

Con la morte di Shalim e Shahar Kyrenia è definitivamente liberata. Altaïr torna a Limassol per chiudere i conti con Bouchart, ma al suo arrivo scopre che Bouchart lo ha fatto incolpare di alcuni omicidi e quindi gli ha messo il popolo contro. Davanti all'ingresso del castello Altaïr si confronta con Barnaba e quest'ultimo tenta di mandargli la popolazione contro, ma Altaïr usa il Frutto dell'Eden per difendersi e quindi convince gli abitanti a ribellarsi ai templari. Subito dopo Maria uccide Barnaba e rivela ad Altaïr l'ubicazione dell'archivio,una sorta d'immensa biblioteca situata sotto il castello.

L'uccisione di Armand Bouchart[modifica | modifica wikitesto]

Al livello più basso del castello Altaïr e Maria trovano Bouchart che rivela il piano dei Templari: l'archivio è il risultato di anni di ricerche condotte dall'ordine dei Templari in merito ai manufatti leggendari,come la Mela dell'Eden, ma con l'arrivo di Altaïr si era capito che quelle conoscenze potevano essere in pericolo se restavano a Cipro, pertanto Bouchart aveva chiesto il trasferimento in un'altra locazione. Maria si batte con Bouchart, ma viene sconfitta. Poi si intromette Altaïr che dopo una dura battaglia riesce ad uccidere Bouchart. Altaïr e Maria riescono a scappare prima che il castello crolli e poi insieme vogliono fare un viaggio per il mondo e Altaïr decide di non distruggere più il Frutto dell'Eden, ma comprenderne la natura, una scelta che avrà delle conseguenze per i suoi discendenti.

Caduta dell'Ordine[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli episodi di Cipro, Altaïr e Maria si sposarono avendo poi due figli: Darim (1195-1275) e Sef (1197-1225).

L'assassinio di Gengis Khan[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1217 Altair dovette far fronte alla minaccia del condottiero Mongolo Gengis Khan, che espandendosi verso la Siria stava mettendo a rischio l'Ordine degli Assassini. Le continue vittorie di Khan, portarono Altair a credere che egli fosse in possesso di un altro Frutto dell'Eden e pertanto decise, nonostante l'età (53 anni), di partire personalmente in missione per compiere il suo assassinio. Per la missione portò con se sua moglie Maria e il suo primogenito Darim, mentre il suo secondogenito Sef rimase a Masyaf con il compito di aiutare Malik, che Altair aveva messo a capo degli Assassini durante la sua assenza, nella guida dell'Ordine.[5] Arrivati in Mongolia e più precisamente nella città di Xing-gin, recente conquista di Gengis Khan, Altair e la sua famiglia furono accolti da l'Assassino Mongolo Qulan Gal, che li aiutò ad addentrarsi nell'accampamento di Khan prendendo inoltre parte alla missione.[6] Nei giochi non viene tuttavia descritto chi effettivamente fu l'esecutore di Gengis Khan nella missione, anche se si sa per certo che Qulan Gal riuscì ad abbattere il cavallo del condottiero con una freccia scoccata con il suo arco, disarcionando Khan.[7] In ogni caso, in Revelations viene comunque confermato che la loro missione fu un successo e che Altair, Darim e Qulan Gal riuscirono ad eliminare Gengis Khan, sgominando inoltre tutto il suo accampamento. In seguito Altair scoprì che Khan possedeva effettivamente un altro Frutto dell'Eden, la Spada e dopo averla recuperata decise quindi di nasconderla.

L'Esilio[modifica | modifica wikitesto]

La campagna contro i Mongoli era durata più di dieci anni, e durante tale periodo, Altair era riuscito ad eliminarne anche il figlio di Gengis Khan, Jochi. Tuttavia al suo ritorno a Masyaf nel 1228 Altaïr scopre che Abbas ha preso il controllo di Masyaf e dell'intero Ordine degli Assassini. Gli viene anche rivelato che Malik e suo figlio Sef sono stati uccisi dal braccio destro di Abbas, Swami, che prima di uccidere Sef, gli ha anche fatto credere che fosse stato Altaïr ad ordinarlo.

Colmo d'ira, Altaïr usa la Mela per controllare Swami e spingerlo ad auto-trafiggersi con un pugnale; Maria, nel tentativo di dissuadere il marito, rimane uccisa dallo stesso Swami il quale a sua volta viene eliminato da Altair. Ormai accerchiato dagli Assassini fedeli ad Abbas, Altaïr è costretto ad abbandonare Masyaf sfogando l'ira per la morte della moglie contro gli Assassini traditori. Durante la fuga incontra Darim, giunto alla fortezza dopo aver saputo della morte del fratello; i due riescono a farsi largo tra gli Assassini e a fuggire da Masyaf a cavallo.

Il ritorno del Mentore[modifica | modifica wikitesto]

« Ho appreso molte cose dalla Mela: sulla vita e la morte, sul passato e il futuro. Adesso vedrai. »
(Altaïr prima di uccidere Abbas.)

Molti anni dopo Altaïr, oramai ottantenne, torna a Masyaf. Un manipolo di Assassini a lui ancora fedeli gli si raduna accanto, scortandolo fino alla cittadella. Lì incontra Abbas, ormai completamente corrotto dal potere, e lo uccide con la pistola celata (creata grazie alle visioni sul futuro permesse dalla Mela). Vedendo Abbas in punto di morte e ancora incapace di accettare la verità sul suicidio di suo padre, Altaïr proverà pena per quello che era stato il suo miglior amico, e non più disprezzo come quando era un giovane arrogante. Altaïr rivelerà poi ad Abbas di non considerare più suo padre come un debole per essersi suicidato, poiché con tale atto aveva riscattato il suo onore.

Dopo la morte di Abbas, Altaïr rimette l'Ordine sui giusti binari, divenendone nuovamente il Mentore titolo che manterrà fino alla fine della sua vita.

Successivamente, ormai novantaduenne, Altaïr difende Masyaf da un'incursione dei Mongoli grazie al potere della Mela. In questa circostanza, si congeda dai viaggiatori Niccolò e Matteo Polo (che Altaïr aveva invitato a Masyaf per impartire loro i principi del Credo facendoli diventare membri dell'Ordine così che i due fratelli essendo degli studiosi e dei viaggiatori potessero fondare nuove gilde nel mondo. Altaïr inoltre consegnò loro il Codice e cinque manufatti che aveva trovato in un tempio della Prima Civilizzazione ad Alamut. In essi erano impressi alcuni dei ricordi più importanti della sua vita e che in futuro avrebbero trasmesso un importante messaggio al "Profeta" (Ezio Auditore). Tali manufatti sarebbero poi divenuti Chiavi per la sua biblioteca. I fratelli Polo ebbero quindi il compito di nascondere tali Chiavi.

Conscio che nel mondo moderno non ci sarebbe stato più posto per gli Assassini a meno che essi non avessero abbandonato la loro roccaforte per diffondere il loro credo in tutto il mondo, Altaïr ordinò agli Assassini di abbandonare lo scontro con i Mongoli per evacquare Masyaf insieme alla gente del villaggio. Altair affida quindi ai suoi adepti il compito di creare nuove gilde sparse in tutto il pianeta. Dato l'addio a suo figlio Darim, Altaïr entra dunque nella biblioteca sotterranea che aveva fatto costruire, che di fatto diverrà la sua cripta. Nascosta la Mela dell'Eden, Altaïr registra i suoi ultimi istanti di vita in una sesta Chiave ed infine spira all'età di 93 anni.

Il suo scheletro e la Chiave verranno trovati nel 1512 da Ezio Auditore, che deciderà tuttavia di non toccare la Mela.

Caratteristiche e personalità[modifica | modifica wikitesto]

Altaïr fu cresciuto nella fortezza di Masyaf, possedeva delle abilità incredibili e salì rapidamente di rango nell'Ordine. Freddo e oggettivo, si dedicò completamente alla causa che scelse di seguire. Altaïr aveva un carattere ribelle, impetuoso, troppo sicuro di sé, esigente, arrogante, egocentrico e impaziente. Dopo il fallimento nel Tempio di Salomone, da Priore fu degradato a Novizio e inviato ad uccidere nove bersagli. Prima di ucciderli, Altaïr iniziò ad ascoltare le ultime parole delle sue vittime, ascoltando le giustificazioni per le loro azioni. Mentre la missione procede, il suo atteggiamento cambia e lui inizia a percepire più sentimenti, mentre gli insegnamenti del Credo, che prima erano una guida, ora erano uno stile di vita. Alla fine della missione, il suo vecchio carattere esuberante e ribelle era stato soppresso, e divenne più calmo, concentrato, umile, paziente e saggio. Altaïr fu uno dei più rispettati e temuti Assassini, secondo solo al leader, Al Mualim.

La sua determinazione per garantire la "pace in tutte le cose" fece in modo che l'Ordine sopravvisse, e capì che il mondo, in futuro, non avrebbe avuto nessun posto per l'attuale stile degli Assassini, ed optò per l'agire nell'ombra.

Avendo dedicato più di chiunque altro la sua vita all'Ordine trascorse quasi tutta la sua giovinezza allenandosi come afferma nel suo Codice. Questo e la sua personalità fredda non permisero ad Altair di accogliere molte emozioni sentimentali nella sua vita. Altair raccontò che persino alla morte dei genitori lui non reagì diversamente da come avrebbe reagito alla morte di due estranei, sebbene negli anni a venire se ne sia pentito sentendo talvolta la mancanza di avere una famiglia come afferma sempre nel suo Codice. È noto tuttavia che Altaïr ebbe due donne nella sua vita: la prima fu Adha, con la quale l'Assassino ebbe una relazione altalenante, a causa del fatto che Adha avrebbe voluto che Altair lasciasse il suo Ordine e il suo stile di vita per stare con lei, cosa che capiamo giocando ad Assassin's Creed Altair's Chronicles. Nel medesimo gioco si scoprirà anche che i Templari ritenevano che Adha fosse il "Calice", una discendente di Gesù Cristo e perciò in grado di unire le fazioni di Crociati e Saraceni. Dopo averla liberata dai Templari, Altair alla fine accetterà di fuggire insieme a lei e di abbandonare persino il suo Ordine per poterla proteggere per tutta la vita iniziando una relazione stabile con lei e poter vivere una vita normale. Tuttavia la donna verrà rapita nuovamente dai Templari. Altaïr giurerà a se stesso di ritrovarla, ma di lei non si avranno più notizie.[8] Un informatore di Altair in Assassin's Creed chiede a quest'ultimo se ha più avuto notizie di Adha, ma Altaïr rimane in silenzio. In Assassin's Creed: Bloodlines, Altaïr dirà di aver considerato la sua vita finita dopo quanto accaduto ad Adha, e di aver stabilito che dopo quell'episodio, l'unico scopo della sua esitenza sarebbe stato quello di mostrare ai suoi confratelli il "baratro" nel quale era caduto per aver anteposto, anche solo per una volta, la vita sentimentale all'Ordine degli Assassini. In Assassin's Creed 2, su una delle pagine del suo Codice, si scoprirà che tuttavia Altaïr continuò a ricordare Adha anche negli anni a venire, infatti scrisse: "Pensavo che Adha mi avrebbe spinto a fermarmi, a riporre la spada e a vivere come un uomo normale. Ma ora so che questi sogni devono rimanere confinati al sonno... Il suo viso. Cerco di scacciarlo dalla mia mente, insieme al ricordo dei giorni e delle notti trascorsi in mare inseguendo i suoi carcerieri templari. Li avevo quasi raggiunti in tempo. Quasi. Se solo fossi stato più veloce... Invece ho stretto tra le mie braccia il suo corpo senza vita, i suoi occhi ormai vacui riflettevano ancora il terrore provato... Ho dato la caccia a tutti quegli uomini, uno per uno, finché non è rimasta alcuna traccia di loro al mondo. Ma non ne ho tratto sollievo, né soddisfazione. La loro morte non mi ha ridato la mia amata, non ha sanato le mie ferite. Dopo di allora, ero certo che non mi sarei innamorato di nessun'altra donna. Per fortuna mi sbagliavo.". La seconda donna di Altaïr fu infatti Maria Thorpe, una Templare che rinnegò il suo Ordine per schierarsi con gli Assassini, dopo aver conosciuto Altaïr, il quale le rivelò che i Templari volevano dominare il mondo e ridurlo in schiavitù tramite il Frutto dell'Eden. In seguito Maria e Altair si avvicineranno sempre più fino ad innamorarsi e a divenire marito e moglie. Il loro matrimonio avvenne a Limassol, a Cipro poco tempo dopo gli eventi di Bloodlines. Anni dopo Maria diede alla luce i due figli di Altair, Darim e Sef.

Equipaggiamento e competenze[modifica | modifica wikitesto]

Altaïr fu un Maestro Assassino, ed un istruttore, capace di eseguire straordinarie acrobazie, esperto nel rimanere in incognito, ed abilissimo nei combattimenti. Grazie ad un allenamento intensivo, fu in grado di superare qualsiasi ostacolo. Era in grado di arrivare ovunque, scalando la torre più alta e saltando da una sporgenza senza un briciolo di paura. Come altri Assassini, fu anche addestrato nelle tecniche di assassinio silenzioso, a mano nuda, con le spade, con armi da lancio, nell'arrampicata, negli interrogatori, nei borseggi ed ogni altra cosa che possa aiutare nel completare una missione. Oltre alla prestanza fisica, ha avuto anche una profonda conoscenza della politica Terra Santa, il che aiutò gli Assassini a comprendere i loro avversari.

Come un membro di alto grado nell'Ordine, Altaïr possedeva un arsenale di armi a sua disposizione, composto da una Spada, una Spada corta, Pugnali da lancio e l'iconica Lama Celata. Altaïr possedeva anche un'abilità chiamata Occhio dell'Aquila, una sorta di "sesto senso", un forte sentimento, un istinto od un'intuizione che gli permise di vedere le intenzioni vere di molte persone, anche se questo sembrava essere una rarità anche tra gli Assassini.

Omicidi commessi[modifica | modifica wikitesto]

Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles:

  • Il Capitano Templare a capo dell'assedio di Aleppo
  • Tamir il Mercante
  • Badr il "gigante" da circo
  • Alaat
  • Rolando di Napula
  • un guerriero con ascia
  • Maestro della Torre e l'intera fortezza Templare da lui comandata
  • Il Capitano Templare a capo dell'assedio di Acri
  • Harash
  • Lord Basilisk

Assassin's Creed:

  • Jamal[9]
  • Tamir
  • Garniero di Naplusa
  • Talal
  • Abu'l Nuquoud
  • Guglielmo del Monferrato
  • Majd Addin
  • Sibrando
  • Jubair Al Hakim
  • Riuscì ad uccidere da solo, in duello, ben 63 soldati tra Saraceni, Crociati e Templari solo durante la battaglia di Arsuf.
  • Roberto di Sable
  • Al Mualim

Assassin's Creed: Bloodlines:

  • Federico il Rosso
  • Jonas
  • Moloch, detto "Il Toro"
  • Shalim
  • Shahar
  • Oracolo Oscuro
  • Capitano dei Pirati di Limassol
  • Uccise da solo in duello ben 25 Cavalieri Templari venuti a proteggere l'Archivio Templare di Cipro
  • Armand Bouchart

Assassin's Creed: Revelations - Assassin's Creed: Revelations (romanzo):

  • Haras
  • Swami
  • Abbas Sofian e tre Capitani a lui fedeli

Inoltre un numero imprecisato di soldati e guardie, di diverse fazioni e nazionalità.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Altaïr, come Connor ha dovuto uccidere il suo migliore amico.
  • Il nome "Altaïr" può essere tradotto in arabo, come "Aquila" o "Colui che vola" ed è il medesimo nome della stella più luminosa della costellazione dell'Aquila, mentre il suo cognome "Ibn-La'Ahad", tradotto letteralmente dall'arabo, significa "Figlio di nessuno".
  • Anche il nome di molti dei suoi antenati e discendenti sono legati alla parola "aquila" tra i quali vi sono: Aquilus, Giovanni Auditore, Ezio Auditore, Haytham Kenway, e Nikolai Orelov.
  • Nel video iniziale del gioco Altair viene raffigurato con una balestra sulla schiena ma nel gioco non sarà mai visibile (arma che poi verrà usata da Ezio Auditore in Assassin's Creed: Brotherhood e dallo stesso Altair in Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles).
  • Altaïr possiede una cicatrice sul labbro posseduta anche dai suoi discendenti Ezio Auditore e Desmond Miles. Inoltre un'altra curiosità è come Altaïr, Ezio e Desmond abbiano tutti un aspetto molto simile tra loro ed in un modo o nell'altro si sono procurati tutti e tre la stessa cicatrice sul labbro quasi come fossero predestinati ad essere uguali in tutto e per tutto.
  • In Assassin's Creed 4: Black Flag scopriamo che Altaïr è un antenato di Desmond da parte della madre mentre Ezio Auditore, Edward, Haytham e Connor Kenway sono antenati di Desmond da parte del padre. Ciò significa che Altaïr non aveva alcuna parentela diretta con loro, ma solo con Desmond.
  • In Assassin's Creed 2 e Assassin's Creed Brotherhood con il costume di Altair sbloccabile da Uplay, anche Ezio sarà senza il dito anulare, dovuto al fatto che gli assassini siriani se lo dovevano tagliare per avere la lama celata
  • Sebbene nel primo Assassin's Creed ad Altaïr manchino le prime due falangi dell'anulare della mano sinistra, visto che come da rituale tutti gli Assassini dell'epoca dovevano tagliarsi tale dito durante l'iniziazione per sostituirlo con la lama celata, nessun altro Assassino del gioco presenta questa caratteristica. Ciò è da attribuirsi ad un evidente errore dei programmatori del gioco, che infatti correggeranno tale svista in Assassin's Creed: Bloodlines ed in Assassin's Creed: Revelations dove tutti gli Assassini di Masyaf presenteranno l'anulare della mano sinistra mancante proprio come Altaïr.
  • Per un errore di calcolo degli sviluppatori del gioco in Assassin's Creed: Revelations il giorno della morte di Altair viene detto che egli aveva 92 anni mentre invece ne aveva 93 essendo nato 11 gennaio del 1165 e morto il 12 agosto del 1258.
  • Altaïr è finora l'unico Assassino della serie ad essere riuscito ad uccidere ben tre Gran Maestri dei Templari consecutivi avendo eliminato Lord Basilisk in Assassin's Creed: Altaïr's Chronicles, Roberto di Sable in Assassin's Creed e Armand Bouchart in Assassin's Creed: Bloodlines. Questo è anche uno dei motivi per cui viene ricordato come il più Leggendario Assassino della storia in tutti i giochi successivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel libro "La Crociata Segreta" di Oliver Bowden viene detto che la madre di Altair si chiamava Maud, ma ciò non è confermato nei giochi
  2. ^ Confermato nel file inerente ad Altair in Assassin's Creed 3
  3. ^ In Assassin's Creed uno degli informatori di Altair a Gerusalemme gli dice "Ora capisco perché ti chiamano "Il Prescelto"
  4. ^ Abbas veste ancora la tenuta da Assassino semplice nel primo Assassin's Creed mentre Altaïr è già un Assassino veterano.
  5. ^ Codice di Altair Assassin's Creed 2
  6. ^ Nella descrizione della statua di Qulan Gal in Assassin's Creed 2 viene detto che egli colpì il cavallo di Gengis Khan con una freccia
  7. ^ Nel libro "La Crociata Segreta" di Oliver Bowden viene detto che durante l'assassinio di Khan, Altair fu ferito a causa dell'età avanzata, e che fu Darim a dare il colpo di grazia a Gengis Khan, ma ciò oltre a non essere stato confermato nei giochi, entra in contraddizione con quanto mostrato in Assassin's Creed: Revelations dove Altair a 63 anni è ancora in ottima forma fisica
  8. ^ In Assassin's Creed Altair's Chronicles, si capisce che Altair ed Adha non stavano insieme al momento della cattura di quest'ultima, ma che probabilmente lo erano stati tempo a dietro visto che si conoscono e decidono di scappare insieme dai Templari e fanno anche dei progetti per partire e nascondersi lontano insieme. Adha viene tuttavia rapita i nuovo dai Templari e portata via con una nave.
  9. ^ In origine Jamal doveva essere uno degli obbiettivi di Altair nel videogioco, tuttavia la sequenza in cui lo uccide è stata tagliata. La sua uccisione è opzionale in quando può essere eliminato al secondo blocco di memoria, ed è l'unico Assassino che guardato attraverso l'occhio dell'aquila è evidenziato come nemico, egli è il traditore che ha fatto entrare i Templari nella fortezza di Masyaf.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Parte del testo qui presente proviene dalla voce Altaïr Ibn-La'Ahad di Assassin's Creed Wiki pubblicato con licenza CC-BY-SA 3.0. La lista completa degli autori che hanno contribuito alla stesura dell'articolo è disponibile qui.