Alpine A310

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Alpine A310
Renault Alpine A310.jpg
Descrizione generale
Costruttore bandiera  Alpine-Renault
Tipo principale coupé
Produzione dal 1971 al 1984
Sostituisce la Alpine A110
Sostituita da Alpine GTA
Esemplari prodotti 11.616
Altre caratteristiche
Dimensioni e massa
Lunghezza 4.180-4.250 mm
Larghezza 1.650 mm
Altezza 1.150 mm
Passo 2.270 mm
Massa 825-980 kg
Altro
Stile Robert Opron
Auto simili Alfa Romeo Alfetta GT
Lotus Eclat
Porsche 924
Renault alpine A310 7.jpg

La A310 era un'autovettura prodotta dal 1971 al 1984 dalla fabbrica automobilistica francese Alpine-Renault.

Il profilo[modifica | modifica wikitesto]

La A310 fu presentata nel 1971 al Salone di Ginevra come sostituta della A110. Rispetto a quest'ultima, però, la A310 voleva anche essere un richiamo alla GT4, una coupé a 2 posti più 2 prodotta fino a fine anni sessanta e con la quale la A310 condivise il telaio. Ciò costituì uno dei motivi del mancato successo della A310. Essendo una vettura meno sportiva rispetto alla A110 si rilevò meno attraente per gli appassionati del marchio che l'avevano attesa a lungo, visto che la fabbrica di Dieppe aveva già annunciato con un certo anticipo l'arrivo della nuova vettura.

La A310 proponeva linee completamente nuove rispetto a quelle arrotondate della A110. Era infatti caratterizzata da forme spigolose, secondo lo stile dell' epoca. I proiettori anteriori non erano più tondeggianti e ricoperti da una carenatura sporgente, ma rettangolari e a filo con il muso. Posteriormente, il padiglione era anch'esso spigoloso e la coda era caratterizzata da un lunotto semicoperto dalla tipica "tegolatura" presente su alcune sportive dell'epoca, come per esempio le Lamborghini Miura. Tale soluzione venne però presto eliminata. Il look era reso più aggressivo in fiancata dai grossi parafanghi bombati.

Della sua antenata, la A310 riprendeva la meccanica delle ultime versioni, a sua volta ripresa dalla R16. Il motore era un 4 cilindri da 1605 cm³ in grado di erogare una potenza massima di 125 CV a 6000 giri/min, con una coppia motrice di 150 N·m a 5000 giri/min. La velocità massima sfiorava i 210 km/h. Il dato era leggermente inferiore alla A110 per il maggior peso. Il cambio era a 5 marce ed i freni erano a disco sulle quattro ruote. Questa è stata la prima versione commercializzata, siglata VF.

A310 4 Cilindri [1]
1971 : 120 unità
1972 : 575 unità
1973 : 666 unità
1974 : 344 unità
1975 : 306 unità
1976 : 329 unità
Totali: 2.340 unità
A310 V6
1976 : 140 unità
1977 : 1.220 unità
1978 : 1.216 unità
1979 : 1.381 unità
1980 : 1.138 unità
1981 : 1.284 unità
1982 : 1.095 unità
1983 : 1.139 unità
1984 : 663 unità
Totali: 9.276 unità
TOTALE: 11.616 unità

Proprio le prestazioni inferiori ne limitarono il successo: la vettura non era vista come un'evoluzione della A110, ma come una involuzione. Inoltre nel 1973 la A110 arrivò a vincere il Mondiale Rally e ciò fece sì che l'opinione pubblica si rivolgesse ancor di più a favore della piccola berlinetta degli anni '60.

una Alpine A310 V6 del 1981-1984

Nel 1973, la A310 ricevette l'alimentazione ad iniezione elettronica, già introdotta sulla R17 Gordini, guadagnando linearità di erogazione. La potenza aumentò leggermente (di soli 2 CV) ad un regime di 6450 giri/min.

Per far fronte alla carenza di vendite, ne fu proposta anche una versione economica, equipaggiata da un propulsore da 1647 cm³ e da soli 95 CV, senza peraltro ottenere risultati di vendita adeguati.

La crisi della casa, fece sì che la Renault dovette intervenire ed acquistare interamente la Alpine e prenderne interamente la gestione.

Nel 1976 arrivò un restyling della vettura e, tolto il troppo piccolo motore 1,6, venne introdotto il PRV V6 da 2664 cm³, in grado di erogare 150 CV a 6000 giri/min, con un picco di coppia di 208 N·m a 3500 giri/min. Questo motore era una rivisitazione del più "tranquillo" V6 da 125 CV della R30. La maggior potenza venne accompagnata dall'adozione dei freni autoventilanti.

La velocità massima era di 220 km/h, il che la poneva in concorrenza con la Porsche 911, con la quale condivideva l'architettura costruttiva.

Nonostante alcune voci messe in giro per screditare ulteriormente la A310, voci che volevano che la vettura avesse una pessima tenuta di strada, la A310 seppe almeno smentire tali malelingue, dimostrandosi sicura e maneggevole.

Allo scopo di rilanciare il modello si tentò anche la strada del ritorno alle competizioni a partire dal 1978: la A310 riscosse anche diversi successi, come il Campionato Francese di Rally (vinto da Guy Frequelin nel 1977), ma senza tornare a godere di quell'immagine sportiva del passato.

Nel 1982 arrivò una versione equipaggiata da un pacchetto "GT", comprendente cerchi maggiorati da 15 pollici ed appendici aerodinamiche più grandi; venne seguita poco dopo da una versione denominata Boulogne, equipaggiata dalla nuova evoluzione del PRV, della cilindrata di 2849 cm³ ed in grado di sviluppare 193 CV di potenza massima.

La A310 uscì di produzione alla fine del 1984.

Identificazione[modifica | modifica wikitesto]

Sul corpo vettura veniva punzonata una targhetta ovale che, oltre al tipo e al numero di serie dei veicolo, riportava un codice di 3 cifre che identificava il tipo di allestimento, relativo al Paese cui era destinato:

100 Francia
101 Belgio
102 Italia
103 Olanda
120 Germania
123 Svizzera
203 Messico
267 Spagna e Portogallo

La A310 nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elvio Deganello, Dossier Alpine A110-A310 - Ruoteclassiche n.91, Editoriale Domus, Milano, 1996
  2. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=1592&width=1024 IGCD:Alpine A310
  3. ^ http://www.igcd.net/vehicle.php?id=28978&PHPSESSID=c18ff1...&width=1024 IMCDB:Alpine A310

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