Alpenstock

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Jacques Balmat munito di alpenstock e di accetta legata alla cintura

L'alpenstock (dal tedesco: bastone alpino) è un bastone dotato di una punta metallica, storicamente utilizzato per la progressione in montagna[1][2]. In uso fin dal medioevo, è l'antenato della moderna piccozza.

L'alpenstock venne nominato già nel 1574 da Josias Simmler con il nome latino di alpinus baculus (cioè: bastone alpino)[3].

Fin dal Settecento[4] viene accompagnato da un'accetta da legna che serve agli alpinisti per tagliare gradini nel ghiaccio. A metà Ottocento i due strumenti si fondono per creare la prima rudimentale piccozza, che tuttavia è sempre molto lunga ed ha la lama verticale come una scure[5].

Scomparso dalla pratica alpinistica, sopravvive nella tradizione scautistica come bastone che regge il guidone.

Inoltre vengono adesso chiamati "alpenstock" i bastoncini da escursionismo, derivati da quelli da sci.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, Scheda sul vocabolo "Alpenstock" in Il Sabatini Coletti - Dizionario della Lingua Italiana, Corriere della Sera, 2011, ISBN 88-09-21007-7.
  2. ^ Alpenstock in WordReference.com. URL consultato il 19 gennaio 2013.
  3. ^ (FR) Gérard Bordes, Grande Encyclopédie de la Montagne, vol. 1, Paris, Atlas, 1976, p. 2400.
  4. ^ Si noti l'illustrazione di Balmat riportata a destra.
  5. ^ Umberto Pelazza, LA PICCOZZA: lo strumento che fa più alpinista in L'Alpino, maggio 2004. URL consultato il 19 gennaio 2013.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) All tooled up in the british mountaineering council, 6 novembre 2011. URL consultato il 19 gennaio 2013.