Alouatta coibensis

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Aluatta dell'isola di Coiba
Immagine di Alouatta coibensis mancante
Stato di conservazione
Status iucn3.1 VU it.svg
Vulnerabile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Platyrrhini
Superfamiglia Ceboidea
Famiglia Atelidae
Sottofamiglia Alouattinae
Genere Alouatta
Specie A. coibensis
Nomenclatura binomiale
Alouatta coibensis
(Thomas, 1902)

L'aluatta dell'isola di Coiba (Alouatta coibensis Thomas, 1902) è un primate platirrino della famiglia degli Atelidi[1].

Nonostante venga tradizionalmente classificata come specie a sé stante, recenti studi del DNA mitocondriale hanno dimostrato che con buona probabilità si tratta di una sottospecie di Alouatta palliata[2]: se così fosse, la sottospecie nominale diverrebbe Alouatta palliata coibensis, mentre A. coibensis trabeata diverrebbe A. palliata trabeata.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Con due sottospecie (Alouatta coibensis coibensis Thomas, 1902 e Aoluatta coibensis trabeata Lawrence, 1933) vive unicamente sulla costa pacifica di Panamá: in particolare la sottospecie nominale è endemica delle isole di Coiba e Jicaròn, mentre A. coibensis trabeata vive unicamente sulla penisola di Azuero.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Questi animali sono più piccoli rispetto alle altre scimmie urlatrici continentali, a causa del lungo tempo trascorso vivendo in zone con scarsità di predatori e con risorse limitate, fattori questi che hanno favorito una riduzione della taglia. Quest'ultima si mantiene comunque attorno al metro di lunghezza, di cui metà spetta alla coda prensile.
La sottospecie nominale ha il mantello di colore bruno chiaro: nella sottospece trabeata, invece, il colore è più scuro e sono inoltre presenti due bande dorate che percorrono i fianchi[2].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Colin Groves, Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, a cura di D.E. Wilson e D.M. Reeder, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, pp. 148-149, ISBN 0-8018-8221-4.
  2. ^ a b Rylands, Groves, Mittermeier, Cortes-Ortiz & Hines, Taxonomy and Distributions of Mesoamerican Primates in New Perspectives in the Study of Mesoamerican Primates, Springer US, 2006, p. 53, ISBN 978-0-387-25854-6.

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