Alouatta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Alouatta
Alouatta-caraya ppia-m01b.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Euarchontoglires
(clade) Euarchonta
Ordine Primates
Sottordine Haplorrhini
Infraordine Simiiformes
Parvordine Platyrrhini
Superfamiglia Ceboidea
Famiglia Atelidae
Sottofamiglia Alouattinae
Trouessart, 1897
Genere Alouatta
Lacépède, 1799
Specie

Alouatta belzebul
Alouatta caraya
Alouatta coibensis
Alouatta guariba
Alouatta macconnelli
Alouatta nigerrima
Alouatta palliata
Alouatta pigra
Alouatta sara
Alouatta seniculus

Alouatta è un genere di primati della famiglia degli Atelidi, noti in italiano come scimmie urlatrici, diffuso del continente americano. È l'unico genere della sottofamiglia Alouattinae.

Le varie specie ascritte al genere vivono nelle foreste pluviali dell'America Centrale e meridionale, dal Messico del sud all'Argentina settentrionale: il solo Brasile ospita la metà delle specie conosciute.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di animali di dimensioni medio-grandi a seconda della specie, dai 56 ai 92 cm (più altrettanti di coda), per un peso massimo di 11 kg: questi valori rendono le scimmie urlatrici fra i più grandi primati autoctoni del Nuovo Mondo (l'uomo, molto più grande, è giunto nel continente americano in un secondo momento), contendendosi il primato coi generi Brachyteles e Ateles.

Tutte le specie possiedono una lunga coda prensile, dall'estremità inferiore glabra ed assai sensibile, che utilizzano a mo' di quinto arto per una migliore presa fra i rami: non utilizzano infatti mai la brachiazione, preferendo mantenersi con almeno due appendici ad un supporto durante il movimento. Le prime due dita delle mani sono opponibili alle restanti tre.

Fra i colori del mantello prevalgono tinte scure, come rossastro, bruno e nero: la specie Alouatta caraya presenta uno dei più marcati casi di dimorfismo sessuale tra i primati (il maschio è uniformemente nero mentre la femmina e di un colore giallo opaco).

Biologia[modifica | modifica sorgente]

Hanno abitudini diurne e sono animali assai sociali, vivendo in gruppi che contano fino ad oltre 25 individui: questi gruppi comprendono sempre femmine in numero maggiore dei maschi (rapporto 1m:4f), anzi solitamente il gruppo si riduce ad un harem con un unico maschio, mentre più maschi sono osservabili in gruppi particolarmente grandi. A differenza di varie altre platirrine, dove i gruppi hanno carattere familiare, fra le scimmie urlatrici ambedue i sessi, una volta raggiunta la maturità, si allontanano dai genitori e vanno a far parte di altri gruppi: all'interno dello stesso gruppo, perciò, è raro trovare animali adulti imparentati.

A differenza di altre scimmie del Nuovo Mondo, sia i maschi che le femmine hanno visione tricromatica, il che vuol dire che sono in grado di vedere a colori.

Si tratta degli unici primati esclusivamente folivori del continente americano (possono tuttavia integrare la loro dieta con altro materiale di origine vegetale, come frutti, fiori e semi): a causa della loro dieta povera di nutrienti, devono mangiare grandi quantità di cibo ed hanno generalmente movimenti piuttosto lenti. Passano inoltre circa l'80% del loro tempo in stato di inattività, il che ne fa i primati meno attivi del mondo.

Come il nome comune suggerisce, queste scimmie utilizzano molto la comunicazione vocale: possiedono un osso ioide conformato in maniera particolare che permette loro di emettere dei particolari richiami (più che urla, sono assimilabili a ruggiti nei maschi e grugniti nelle femmine), che vengono amplificati dalla laringe ingrossata e sacciforme e sono perciò udibili fino ad oltre 5 km di distanza. Sono perciò considerati gli animali terrestri che emettono il suono più potente. I "concerti" delle scimmie urlatrici sono udibili soprattutto al mattino ed hanno funzione di demarcazione e rivendicazione del territorio.

Rapporti con l'uomo[modifica | modifica sorgente]

Nonostante abbiano indole gentile e solo raramente siano aggressive, le scimmie urlatrici sopportano male la cattività: sono infatti le uniche platirrine che gli indios amazzonici non tengono mai come animali domestici. Humboldt descrisse questi animali come "Malinconici nell'aspetto, nella voce, nel comportamento".

Per i Maya, questi animali erano i protettori divini degli artigiani in generale, ma in particolare erano i patroni di scribi e scultori: fra le rovine di Copan si possono osservare numerose rappresentazione della divinità, a dimostrazione dell'importanza di cui questo animale godeva presso i Maya. Anche nel Popol Vuh si può leggere di due scimmie urlatrici nel mito degli eroi gemelli.

Tassonomia[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

mammiferi Portale Mammiferi: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mammiferi