Aloe (medicinale)

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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico. Wikipedia non dà consigli medici: leggi le avvertenze.

Secondo le indicazioni del Ministero della Salute e la farmacopea ufficiale F.U. IX l'aloe si usa come purgante. Entra anche nella preparazione del fernet e di altri prodotti alimentari, di cosmetici (in forma di Aloe-vera-Gel) ed è molto usata in veterinaria.

L'uso è controindicato negli stati di gravidanza (abortivo), durante l'allattamento e in ilei di ogni genere.

Indice

[modifica] Uso popolare e come fitoterapico

Nella tradizionale medicina popolare l'aloe barbadensis e l'aloe capensis vennero usati come lassativo / purgante per costipazioni acute. Si usava il succo inspessito delle foglia (aloina) o la polvere essiccata che è ancora officinale secondo F.U. IX.

Come polvere e come unguento, l'aloe si usa ancora nelle ferite e negli eczemi, visto che è stata riscontrata una sua funzione antisettica.[1]

Negli anni 80 del secolo ventesimo l'industria cosmetica ha scoperto l'utilità dell'uso del succo fresco delle foglia, che dispone di proprietà rinfrescanti e blandamente idratanti, antiinfiammatori e battericidi, se applicato sulla pelle. È quindi usato come ingrediente a buon mercato di tanti prodotti cosmetici (sapone, emulsioni per il viso eccetera).

Nei primi anni del ventunesimo secolo è diventato un principio attivo di moda negli ambienti del fitness e del wellness, classico esempio di una medicina spinta dal marketing[senza fonte]: viene aggiunto a vari prodotti (in forma di "Aloe-vera-Gel"), dalla carta igienica ai detersivi fino allo yogurt come "toccasana" contro tutti i danni e i malanni della civiltà.

Questo è almeno obsoleto per quanto riguarda la somministrazione orale, perché la cuticola della foglia e le spine contengono degli antrachinoni (sostanza di quasi tutti vegetali lassativi), praticamente assenti nel gel interno, che a lungo ledono irreversibilmente i gangli neuronali che controllano la motilità intestinale e li rende "pigri". Anche piccole dosi (a ca. 50 mg appare l'effetto) a lungo sono lesive.[senza fonte]

La commissione E del Ministero tedesco per la Salute scrive:

Indicazioni: Stati patologici che richiedono una evacuazione con feci molli ad es.:

Controindicazioni: gravidanza (abortivo), allattamento, ilei di qualsiasi origine.

Effetti collaterali: in caso di abuso o uso cronico: perdita di elettroliti, prevalentemente di potassio.

Interazioni: nessuna nota. In caso di abuso o uso cronico: potenziamento dell'effetto di glucosidi cardioattivi.

Posologia: Dose media giornaliera 0.05 - 0.2 g di polvere o estratto secco (tuttavia non è stata dimostrata scientificamente la dose corretta). Dose letale: 1 g per diversi giorni susseguenti!.


Si usano preparati commerciali secondo F.U. IX con una garantita concentrazione perché siano dosabili in modo razionale.

[modifica] Note

  1. ^ "Le piante medicinali", di Roberto Michele Suozzi, Newton&Compton, Roma, 1994, pag.28

[modifica] Bibliografia fitoterapica

  • Fintelman V. Weiss R.: Lehrbuch der Phytotherapie; Hippokrates 2002; ISBN 3-8304-5243-8
  • Della Loggia, R (cur): Piante officinali per infusi e tisane. Manuale per farmacisti e medici; OEMF 1993; ISBN 88-7076-132-0

[modifica] Fonti fitoterapiche

[modifica] Voci correlate

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