Almerico Meomartini

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Almerico Meomartini (Reino, 3 marzo 1850Benevento, 11 aprile 1923) è stato un architetto, archeologo, scrittore e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del cavalier Giuseppe Nicola e di Luisa Giampietro, apparteneva a nobile e facoltosa famiglia sannita, il padre, Giuseppe Nicola, era infatti era un ricco proprietario terriero, attivo in politica nel Consiglio Provinciale e sindaco di Reino, mentre la madre Luisa Giampietro era di distinto casato di San Marco dei Cavoti. Dei suoi ben otto germani Alfonso Meomartini fu avvocato e giornalista, mentre Francesco Saverio fu valente magistrato e, infine, il cugino Pasquale Meomartini senior, valoroso generale e sottosegretario alla Guerra. Allevato in questa grande famiglia residente tra Reino e Colle Sannita, compì poi gli studi a Benevento anche privatamente sotto la guida dell'eminente sacerdote don Paolo Schinosi e successivamente si laureò in ingegneria presso l'Università di Napoli nel 1875.

Fissata stabile dimora a Benevento, vi esercitò la professione di ingegnere e architetto e, nonostante fosse privo di un avambraccio a causa di un incidente di caccia, lavorò alacremente contribuendo alla modernizzazione dello stile architettonico locale nei primi anni postunitari. In città si occupò dell'ampliamento del Corso Garibaldi progettandone pure alcuni palazzi (Carrano, Palombi e Meomartini e l'ampliamento del Seminario arcivescovile) distinguendosi sia per opere di stile eclettico che più vicine ai tipi neoclassici come dimostra il singolare connubio di tali stili, entrambi presenti rispettivamente nelle facciate di Corso Garibaldi e Piazza Dogana del palazzo Meomartini, edificato su committenza di Gennaro Meomartini, consigliere provinciale e suo congiunto.

Nel duomo cittadino realizzò il nuovo altare maggiore (distrutto dai bombardamenti del 1943) e, in varie chiese, le tombe degli arcivescovi Bonazzi e Siciliano di Rende nella chiesa di Santa Clementina in stile neoclassico. Sue opere furono ancora il padiglione del Sannio per l'esposizione di igiene in Napoli riproducente sui quattro lati l'Arco di Traiano, il completamento del Palazzo del Governo di Benevento, una cappella della Società operaia al cimitero di Benevento in stile neogotico, il proprio villino in Piazza Castello in stile ecelettico, alcuni lavori di restauro alla Rocca dei Rettori ed alla chiesa di S.Sofia ed infine la chiesa di San Paolo e l'Istituto Pascucci di Dentecane, frazione di Pietradefusi, in provincia di Avellino. Elaborò, gratuitamente, anche un progetto (irrealizzato) per l'ampliamento e il restauro del Convitto Nazionale Giannone a Benevento.

Ispettore del Monumenti e Scavi dal 1889, come archeologo condusse studi, ricerche e saggi archeologici nel Sannio e soprattutto provvide a proprie spese ai primi scavi del teatro romano di Benevento, atti a provare che - contrariamente all'opinione di autorevolissimi studiosi - non si trattava di un anfiteatro, ma poiché le sue tesi erano viste con sospetto, non esitò a finanziare e a condurre tenacemente l'opera di scavo e ricognizione per conto proprio, impiegandovi gran parte delle proprie sostanze.

Catalogando e riordinando innumerevoli reperti di epoca romana e longobarda, fondò inoltre il primo nucleo del Museo del Sannio.

Attivamente impegnato anche in politica, fu consigliere provinciale dal 1880, Presidente della Deputazione Provinciale dal 1910 e infine Presidente della Giunta Provinciale di Benevento dal 1914 al 1923 dal 1914 al 1923 succedendo a Leonardo Bianchi ma dimettendosi agli albori del fascismo per contrasti ideologici, sia pure adducendo ufficialmente motivi di salute. Nel 1910 animò una vibrante protesta presso la sede dell’Associazione Agricoltori contro gli imminenti lavori ferroviari di collegamento tra le stazioni di Benevento Appia e Centrale i cui binari, dalla zona di Santa Clementina avrebbero dovuto raggiungere Piazza Vittoria Colonna attraverso un cavalcavia sul Viale Principe di Napoli deturpando però le aree di San Cosimo, Cellarulo, il Viale San Lorenzo, nonché distrutto le preesistenze archeologiche dei Santi Quaranta.  Meomartini, pertanto, propose pubblicamente un percorso meno invasivo, tecnicamente più valido ed economicamente vantaggioso che – dopo la visita in città degli ispettori ferroviari - venne approvato e realizzato consentendo l’inizio del regolare esercizio della tratta Cancello-Benevento nel 1913.

Ricoprì anche altri incarichi politici nel natio comune di Reino ove tra l'altro realizzò a proprie spese l'impianto idrico pubblico che conduceva in paese le acque della Fonte Sant'Elia come tuttora ricorda la lapide apposta sulla fontana principale. A Colle Sannita invece - ove pure la sua famiglia ebbe cospicue proprietà e dimora - elaborò gratuitamente il progetto di ristrutturazione della piazza principale e dell'edificio scolastico.

Studioso coltissimo, fu socio di molte accademie scientifiche, artistiche, letterarie e numismatiche e fu altresì autore di svariati saggi storico-artistici.

Gli è stata intitolata una strada nella città di Benevento ed una piazza nel comune di Reino. Riposa a Benevento, città ove sono custoditi anche manoscritti e disegni, donati al Museo del Sannio (Fondo Meomartini) dal nipote cavalier Giuseppe Meomartini.

Aveva sposato la signora Celeste Parenti, sorella del celebre naturalista Onofrio, da cui non ebbe figli. Il suo nome venne imposto al pronipote, figlio del nipote Giuseppe, che ne seguì le orme. Almerico Meomartini Junior., infatti, nato a Benevento il 24 aprile del 1922, è stato ingegnere, general manager della Sae - Società Anomima Elettrificazione, e progettista di impianti elettrici ad alta tensione in Thailandia e molti altri paesi del mondo. Si è spento ad Arenzano (Genova) il 15 aprile 2014.

Pubblicazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Sulla bonificazione dei terreni: dissertazione di Almerico Meomartini alunno della r. Scuola d'applicazione per gl'ingegneri in Napoli per ottenere la laurea d'ingegnere, Napoli, Tip. R. Prete, 1875
  • Agli onorevoli consiglieri provinciali di Benevento, 1882
  • La battaglia di Benevento tra Manfredi e Carlo d'Angiò, Benevento, Tip. di Luigi De Martini e figlio, 1895
  • Del cammino della Via Appia da Benevento al Ponte Appiano sul Calore, Benevento, Tip. L. De Martini e figlio 1896
  • I monumenti e le opere d'arte della città di Benevento, Benevento, de Martini 1889 (più volte ristampato,1890-1891-1892-1893-1895-1979-1985)
  • La battaglia di Benevento tra Manfredi e Carlo d'Angiò, Benevento, Luigi de Martini e Figlio, 1895.
  • Sulla interpretazione dell'art. 564 cod. civ., Napoli, stab. tipo-litografico A. Morano, 1896
  • Il padiglione di Benevento all' Esposizione di Igiene in Napoli, Benevento, Tip.de Martini, 1900
  • Benevento dalle origini sino al presente : sunto storico, proemio della guida di Benevento, Benevento, Tip. Giuseppe de Martini, 1901
  • Scoperta archeologica nelle vicinanze del tempio di Iside in Benevento con: O. Marucchi, L. Savignoni, Roma, Tip. della R. Accademia dei Lincei, 1904
  • Del cammino della via Appia verso Brindisi, nel territorio di Benevento, del sito di Nuceriola e degli scongiuri di S. Barbato, Benevento, ditta L. De Martini, 1907
  • La Strada di 2. serie n. 34 della tabella B annessa alla legge del 23 luglio, 1881 n. 333, Ministero LL.PP. s.d.
  • Benevento, Istituto italiano di arti grafiche, Bergamo, 1909.
  • Guida di Benevento e dintorni, Benevento, Tip. de Martini, 1910

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alfredo Zazo, Dizionario bio-bibliografico del Sannio, Fiorentino, Napoli 1973.
  • Andrea Jelardi, Pierfrancesco Rossi, Almerico Meomartini architetto e archeologo e i più illustri personaggi della sua famiglia, Realtà Sannita, Benevento 2005.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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