Almanacco del giorno dopo

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Almanacco del giorno dopo
Anno 1976 - 1994
Genere Approfondimento
Durata 10 min
Presentatore Paola Perissi
Rete Rai 1

L'Almanacco del giorno dopo è stata una rubrica a cura del TG1, trasmessa su Rai 1 dal 1976 al 1992. Andava in onda tutti i giorni dal lunedì al sabato alle ore 19:45 su Rai 1 ed era seguita da Che tempo fa, in onda alle ore 19:50; lo scopo di entrambe le trasmissioni era quello di fare da traino al Tg1.

La trasmissione era curata da Giorgio Ponti con la collaborazione di Diana De Feo e Flora Favilla e a presentarla era l'annunciatrice Paola Perissi, che si alternava con Peppi Franzelin.

Indice

[modifica] Storia del programma

Il programma iniziò le trasmissioni nel 1976 in bianco e nero. Le stampe della sigla non erano colorate. La prima trasmissione a colori avvenne a febbraio 1977 e le stampe furono sostituite da altre colorate. Nel 1993 con il ripristino della dicitura TG1 (dal 1992 al 1993, chiamato Telegiornale UNO) il titolo Almanacco del giorno dopo venne abbreviato in Almanacco, e condotto solo da Peppi Franzelin.

L'ultima puntata fu trasmessa nel 1992, ma quasi subito fu ripreso nel palinsesto curato nuovamente da Giorgio Ponti fino al 27 Febbraio 1993. Da Lunedì 01 Marzo, Claudio Angelini è il nuovo responsabile e ritornò prima brevemente nel mese di ottobre del 1992 all'interno del game-show "Ci siamo!?!" condotto da Gigi Sabani e terminò a febbraio del 1994. Sempre Lunedì 01 Marzo, la storica rubrica tagliò il traguardo delle 5000 puntate.[non chiaro] Per l' occasione fu invitato in studio anche il nuovo curatore Claudio Angelini nella trasmissione di Sabani. V'è stato anche un inserimento, quasi una citazione, su RAI 3, semplicemente con il titolo Almanacco nel programma Geo & Geo.

Nel 2006 è tornata in onda su R101, condotta ancora una volta dall'ex annunciatrice Paola Perissi.

Dal 2007 la rubrica è all'interno del programma radiofonico Tornando a casa, in onda tutti i giorni da lunedì a venerdì, su Radio 1 condotto da Enrica Bonaccorti.

Dal 7 maggio 2007, all'interno di Rai Notte va in onda il programma televisivo Almanacco in cui si declama il santo del giorno e gli orari di alba e tramonto ed un proverbio, proprio come nella storica trasmissione RAI. La rubrica è condotta da Alessandra Canale, ex annunciatrice RAI ed attuale annunciatrice di RAI 2.

Dal 20 ottobre 2008, è Raitalia a riportare in televisione la storica rubrica. Il titolo viene cambiato in Almanacco di domani. La conduzione è affidata alla ballerina televisiva Paola Grassia, mentre la sigla si avvale ancora delle incisioni in acquaforte del Mitelli.

È stata riproposta una pillola dell'Almanacco all'interno del programma Soireé, condotto da Paolo Ruffini insieme al regista Ruggero Deodato.

A partire dall'agosto 2009, Rai 2 ripropone la trasmissione sotto il nome di "Almanacco".

Dal 7 novembre 2010 su Rai 3 alla domenica in seconda serata c'è L'almanacco del Gene Gnocco trasmissione di Gene Gnocchi che rivede l'almanacco sotto il profilo comico.

[modifica] Contenuto del programma

Il programma iniziava alle 19.35, indicando l'orario in cui il sole sarebbe sorto e tramontato, e la luna si sarebbe levata e sarebbe calata il giorno successivo. Seguiva una breve biografia del Santo del giorno, con le immagini - sul chromakey alle spalle della conduttrice - riprese dalle stampe e dalle incisioni di Jacques Callot. Successivamente, si entrava nel corpus del programma "Domani avvenne", con filmati storici, dedicati a un fatto del giorno. Sulle rubriche, un cromorno ripeteva alcune note della sigla iniziale. Una curiosità: nel 1987 in alternanza con la Perissi, arriva un'altra annunciatrice Rai, Peppi Franzelin. Nella stagione diretta da Claudio Angelini, al sabato la conduzione era affidata a Ilaria Moscato. Dal 1992 al 1994 la conduttrice dell' Almanacco del giorno dopo Paola Perissi e poi ancora Ilaria Moscato apriva la puntata solo nel dire la data di domani e il Santo del giorno, il sole sorge alle ore... e tramonta alle ...., la luna si leva alle ore.... e cala alle ore....., e poi partiva subito la rubrica storica "Domani avvenne". La breve biografia del Santo del giorno veniva letta dopo e durante la chiusura dell' Almanacco, con la nuova rubrica dal titolo "Calendarietto".

C'erano poi delle rubriche quotidiane con l'alternanza di vari esperti:

originariamente:

più recentemente,

  • "Le pietre raccontano" di Sabatino Moscati (rubrica fissa del martedì, spostata poi nel 1991 al sabato),
  • "Vecchio e antico" di Claudio Gasparini (rubrica fissa del mercoledì, spostata poi nel 1991 al lunedì),
  • "Conosciamo l'italiano?" di Cesare Marchi, (nel mese di aprile del 1991, Marchi lasciò per lungo periodo la sua rubrica per motivi personali, presentando all'interno della Galleria d'Arte di Venezia le sue raccolte di libri, ma per un breve periodo ritorna in attività ad ottobre sempre del 1991, e fu mandato in onda tutti i giovedì), fu sostituito poi dalla rubrica:
  • "Effetto Terra" condotto dal giornalista e biologo Luigi Bignami (rubrica fissa del venerdì, occupata in passato dalla rubrica di Marchi e spostata poi nel 1991 al martedì),
  • "Le buone maniere ieri e oggi" condotto da Giovanni Nuvoletti (rubrica fissa del giovedì fino all'ottobre del 1991),
  • "La fiera delle vanità" di Diego Dalla Palma (rubrica fissa del sabato, spostata poi nel 1991 al mercoledì).

nuove rubriche,

  • "Saggezza dagli antichi erbari" di Salvatore Pezzella (rubrica fissa del venerdì, solo in estate del 1991).
  • "Matita rossa e blu" di Luciano Satta, (rubrica fissa del sabato, dal 1992 al 1994).
  • "Noi e l' italiano" di Giulio Nascimbeni, (rubrica fissa del sabato poi dal 1993 fu spostata al martedì occupata in passato dalla rubrica di Moscati, fino al 1994).

Nell'ottobre del 1991, le rubriche dell'Almanacco hanno invertito di volta in volta i giorni, creando confusione sul contenuto della trasmissione.

Chiudevano la trasmissione una citazione famosa affidata ai noti speaker della Rai e la sigla di coda. In origine però l'Almanacco terminava con i consigli degli esperti.

Dal 1980 al 1986, venivano introdotti anche dei blocchi pubblicitari tra una rubrica e l' altra.

[modifica] La sigla

Uno degli aspetti più caratterizzanti del programma è stata la sigla.

La melodia era la Chanson Balladée, composta dal maestro Antonino Riccardo Luciani, che l'eseguiva con la sua orchestra.

Etichetta del disco della sigla

La sigla visiva era realizzata dalla rotazione di un prisma a base dodecagonale sulle cui facce laterali erano impresse le immagini dei mesi dell'anno tratte da una stampa antica realizzata all'acquaforte da Giuseppe Maria Mitelli, incisore bolognese del XVII secolo:

  • gennaio: un uomo con in mano 2 secchi che perdono acqua;
  • febbraio: un uomo mascherato (probabilmente in onore del Carnevale) che ha in mano dei pesci;
  • marzo: un uomo magro vestito di stracci che ha in una mano un cesto di verdure, nell'altra rami di una pianta, reggendo una sorta di bandiera;
  • aprile: un uomo che ha una pala in mano, un cappello con le piume in testa ed abbraccia una mucca dinanzi a sé;
  • maggio: una donna giovane disegnata in 3/4 che ha in mano il tamburo e vari strumenti musicali;
  • giugno: un pescatore con una retina e una granseola;
  • luglio: un contadino mentre porta un fascio di grano;
  • agosto: un uomo mentre beve da una pinta;
  • settembre: un uomo mentre succhia un grappolo d'uva;
  • ottobre: un uomo mentre balla;
  • novembre: un taglialegna al lavoro;
  • dicembre: un uomo alato (il tempo) con in mano una clessidra mentre sta per portare via un anziano (il vecchio anno);

Alla fine della sigla, il prisma rallentava in modo da esporre la facciata relativa al mese corrente, l'inquadratura si avvicinava e compariva la scritta bianca elettronica "ALMANACCO del giorno dopo".

Le altre rubriche venivano introdotte, oltre che dal cromorno, sempre da opere del Mitelli, ad esempio il Domani avvenne aveva nei primi anni, una meridiana che si trovava al centro in alto, al di sopra c'erano delle foglie di alloro, mentre alla parte destra un uomo alato mentre osserva la meridiana, in basso si leggeva questa scritta: LE VENTIQVATTR' HORE DELL' HVMANA FELICITA', che sta per significare 24 ore di umana felicità, fu introdotto dal 1976 al 1986, negli ultimi anni come opera il FOGLIETTO CHE NON FALLA - TEMPO GUERRIERE FORTVNA CHE GIRA con un uomo alato che pestava un anziano a terra e che diceva lavora a uno schiavo che rispondeva io volto, fu introdotta dal 1986 al 1994. Nella sigla di chiusura compariva un uomo (probabilmente la personificazione del tempo) con una bandiera sulla quale primeggiava la scritta È FINITA LA COMEDIA, anch'essa disegnata dal Mitelli, questa coda fu aggiunta solo alla fine degli anni ottanta, e un altro strumento riprendeva la canzone iniziale.

[modifica] Sigla grafica delle rubriche dell'Almanacco

Oltre alla stampa antica in acquaforte che rappresentavano i dodici mesi dell'anno, quelle della rubrica fissa Domani avvenne, e quella di fine programma, venivano rappresentate altre stampe antiche dello stesso Mitelli che si trovavano all'interno di ogni rubrica dell'Almanacco, per 6 giorni e per 6 rubriche:

  • Dalla parte degli animali: uno stambecco messo di profilo mentre solleva un carretto pieno di attrezzi da lavoro e osserva un paesaggio boschivo con alberi e fiori;
  • Le pietre raccontano: un uomo visto di spalle con un martello sta rompendo una statua, in alto è scritto un famoso detto: È BVON DA DISFARLA, MA NON DA FARLA;
  • Vecchio e antico: un cacciatore con lo sguardo abbassato messo di profilo disegnato di 3/4 con tante attrezzature, le gabbie e i ramoscelli appese alla schiena, il fucile in mano, il violino, la chitarra e la scheda musicale appese a fianco, davanti aveva in mano un foglio con una figura umana messa di profilo, in basso a destra si notavano varie attrezzature, (da citare: La racchetta da tennis con le palline, i libri, il foglio da disegno, una maschera, delle spade, dei pennini, dei fogli arrotolati, ecc...). In alto si leggeva una didascalia con scritto in maiuscolo: «IL COSTVME PER NATVRA SINO ALLA FOSSA DVRA», alla parte sinistra si nota una botola con scritto: DEPOSITO sulla portiera della botola, non si poteva notare invece una scritta in basso con scritto: «MI TE FE 1707 FIN CHE POSSO»;
  • Le buone maniere, ieri e oggi: una tavolata con vari personaggi mentre eseguono le buone maniere di comportamento;
  • Effetto terra: Un grande globo frantumato con tanti disegni, a sinistra e a destra si notano due spadaccini, su cui su quello sinistro fu scritto in maiuscolo SI, mentre su quello destro è scritto NO, e sotto su scritto una frase famosa su un Rebus con raffigurato un sole, due pere, il Mondo, le armi e un focolaio, la cui frase famosa è: «Sol è per questo il mondo in armi e in foco».
  • La fiera delle vanità: una giovane donna disegnata di 3/4 vista di profilo, mentre mostra il suo sguardo e il suo trucco, davanti a uno specchio, alla parte sinistra si vede un pavone. Il disegno del Mitelli è: DONNA SUPERBA;

E inoltre tra le rubriche:

  • Conosciamo l'Italiano?: una folla di gente mentre litiga, con dinanzi a sé un avvocato che li difende. Alla parte destra si nota un uomo anziano con il braccio sinistro alzato, con una ragazzina che ha in mano un blocco di fogli;
  • Saggezza dagli antichi erbari un disegno di una tavola illustrata che elenca i vari tipi di erbe.

[modifica] Parodie

Negli anni '80 durante il varietà Tastomatto, ci fu una parodia del Trio che ricalcava la storica trasmissione, però in maniera comica e divertente. A vestire i panni di Paola Perissi era Anna Marchesini. Dietro di lei vi furono, prima un fermo immagine del bumper pubblicitario che riguardava la noce e poi vi fu l'immagine a tutto schermo che riguardava il mese di gennaio, con la sovrascritta ALMANACCO del giorno dopo, dove la Marchesini fingeva di bagnarsi la mano con uno dei secchi di acqua disegnata dal Mitelli. Una divertente rubrica fu: Strumenti musicali dell'EPOCA BAROCCA, con Massimo Lopez che imitò uno strumento musicale, però suonato con l' intermittenza dei suoi denti. Come sfondo vi era l'immagine che concludeva la storica rubrica. La voce fuoricampo dello sketch DOMANI AVVENNE, fu quella di Tullio Solenghi. Tra le rubriche ci fu anche il celeberrimo CHE TEMPO FA?, con Lopez che vestiva i panni del meteorologo Guido Caroselli.

Nell'estate del 1991, il settimanale televisivo Onda Tivù pubblicò una rubrica chiamata "Periscopio". In alto a destra c'era un'immagine del mese dell'anno tratto dall'Almanacco, ed era una sorta di "parodia" dei mesi del Mitelli. La prima immagine era il mese di giugno, al posto dello stesso pescatore con la retina e la granseola c'era un collage animato di Aldo Biscardi, con un pallone che stava sul retino. La seconda immagine del successivo Onda Tv ritraeva il mese di novembre, e come fotomontaggio c'era al posto del taglialegna c'era un collage animato dell'onorevole Rino Formica mentre taglia la legna, nel successivo numero ritraeva il mese di luglio, e nell'immagine al posto del contadino c'era l'onorevole Ciriaco De Mita sempre animato mentre porta il fascio di grano, e nel suo cartellino c'era scritto Irpinia, la settimana successiva c'era il mese di aprile, nel fotomontaggio c'era al posto dell'uomo con la pala in mano c'era Paolo Frajese anche lui animato con una pala in mano, il cappello con le piume in testa, e una mucca dinanzi a sé, e per concludere nel seguente numero di Onda Tv c'era l'originale immagine del mese di giugno, con lo stesso pescatore, la retina e la granseola.

Nel novembre del 2010, e tuttora in programmazione, il programma viene riproposto in chiave satirica, a cadenza settimanale e condotto questa volta da Gene Gnocchi con il titolo di "ALMANACCO DEL GENE GNOCCO". Nella sigla di testa è possibile vedere una sorta di parodia della "Scuola di Atene" di Raffaello Sanzio e i mesi dell'anno sulla falsariga di quelli del Mitelli, ma con le teste di personaggi di spicco della politica italiana ed internazionale al posto di quelli originali. Era possibile riconoscere infatti Silvio Berlusconi, Barack Obama e Renato Brunetta tra gli altri. Le rubriche del programma erano molte e si alternavano di settimana in settimana. Tra le rubriche ricorrenti si distinguevano: "Il reato di Dell'Utri della settimana", in cui si menzionavano impensabili reati per mano del politico; "Le previsioni finanziarie della settimana", una sorta di oroscopo in cui al posto dei segni zodiacali figuravano parole come "Euro", "BOT e CCT" o "tasse" a seconda della situazione finanziaria mondiale; "Il caso della settimana" in cui Gene Gnocchi riceveva dei "casi umani" a cui cercava di trovare una soluzione, come ad esempio quello di un alieno di Pandora che veniva discriminato dal suo pianeta e perfino dal proprio governatore, un certo "Tsumi Tzan Shaia" (riferimento al presidente del Veneto Luca Zaia), oppure un'improbabile unione omosessuale tra Batman e Robin contestata da Superman e "La Volksmusik della settimana", ovvero la classifica dei pezzi di volksmusik più ballati della settimana.

[modifica] Collegamenti esterni

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