Allia

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Allia è un piccolo fiume, affluente del Tevere, noto per essere stata sede di una battaglia fra i Romani e i Galli Senoni nel 390 a.C. (o 388 a.C.)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'Allia è ricordato perché nei suoi pressi il 18 luglio 390 a.C. (388 a.C.)[1] fu combattuta una battaglia fra Romani e Senoni che si concluse con una sconfitta disastrosa per l'esercito romano. I resoconti degli antichi storici non permettono tuttavia di identificare con sicurezza il corso d'acqua. Per Tito Livio l'Allia era un affluente di sinistra del Tevere e la battaglia si sarebbe svolta a circa 10 miglia (20 km) da Roma, «là dove il fiume Allia, scendendo dai monti Crustumini in una gola profonda, si getta nel Tevere poco sotto la via Salaria»[2]; per Diodoro Siculo, invece, l'Allia era un affluente di destra[3]. I moderni ritengono più attendibile, in ciò, Livio. Si ritiene che l'Allia corrisponda al Fosso della Bettina che, dopo aver preso il nome di Fosso Maestro, si getta nel Tevere alla Marcigliana, nel territorio dell'attuale comune di Roma nei presi del comune di Monterotondo[4], al km 18 della via Salaria.

Il 18 luglio, anniversario della battaglia del fiume Allia, era detto «dies alliensis» ed era considerato un giorno "nefasto" del calendario romano[5]: non era possibile compiere nessuna azione che non fosse strettamente necessaria, né in pubblico né in privato. La tradizione risaliva probabilmente al 389 a.C., anno in cui cinque tribuni militari incaricati di restaurare le istituzioni dello Stato romano, dopo il sacco di Roma seguito alla sconfitta militare con i Galli, decisero che il giorno successivo alle idi di luglio dovesse essere considerato nefasto. La stessa proibizione venne estesa in quell'occasione a tutti i giorni dell'anno che seguivano le calende, le idi o le none[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'anno 390 a.C. è secondo il computo adottato comunemente; ma la presa di Roma cade nel primo anno della olimpiade 98a, ossia 388 anni prima di Cristo, e fu notata 390 a.C. solo per lo spostamento dell'era romana (Theodor Mommsen, Storia di Roma Vol. II, Dall'abolizione dei re di Roma sino all'unione dell'Italia; curata e annotata da Antonio G. Quattrini, Roma : Aequa, stampa, 1938, Cap. IV Caduta della potenza etrusca - I Celti, 7 (p. 57 nota 1)).
  2. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 37
  3. ^ Diodoro Siculo, Biblioteca storica, XIV, 114
  4. ^ Nicola Maria Nicolai, Crustumerio, Dissertazione letta nell'adunanza dei 16 gennaio 1834, Dissertazioni della Pontificia Accademia romana di archeologia, Volume 5, pp. 275-285
  5. ^ «Dies Alliensis ab Allia fluvio dictus: nam ibi exercitu nostro fugato Galli obsederunt Romam.» M. Terenti Varronis De Lingua Latina, Liber VI, 4
  6. ^ Claudia Cerchiai et al., Storia di Roma antica : dalle origini alla crisi dell'Impero, tutti i grandi avvenimenti, le battaglie, le conquiste, le lotte per il potere, i re, gli imperatori e i celebri protagonisti della città che divenne il centro del mondo, Roma : Newton & Compton, 2004, ISBN 88-541-0193-1, p. 114

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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