Allevamento dello struzzo

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L'allevamento dello struzzo è un settore della zootecnica avicola noto da molti secoli, ma solo da qualche decennio in espansione.

Fin dal X secolo, gli arabi e gli africani in generale allevavano struzzi a fini commerciali. In particolar modo, le penne pregiate dell'uccello erano abbastanza ricercate tra i nobili. I primi europei ad allevare struzzi furono gli inglesi una volta sbarcati in Sudafrica. In cattività, una delle difficoltà più frequenti per l'allevatore è la scelta del cibo per i pulcini. In realtà, non esiste una dieta unica e sicura: i pulcini di struzzo, allo stato di natura, si adattano a cercare cibo nell'ambiente circostante, nutrendosi di erba, semi, vermi, piccoli invertebrati. Una curiosità è la necessità di cercare sostanze nutritive anche tra le feci dei genitori.

Rispetto al pollo, lo struzzo offre una qualità di carne di pezzature meglio lavorabili e peraltro suscettibile di diverse preparazioni (come il prosciutto); e fornisce anche piume, utilizzate per la realizzazione di diverse merceologie compreso il classico piumino da spolvero o il ricercato boa (indumento), un tempo in gran voga. La carne, inoltre, ha caratteristiche di potenziale interesse, se comparata ad altre carni, avendo un basso contenuto calorico e lipidico. La quantità di uova prodotta da una femmina è troppo esigua per poterne ricavare un profitto commerciale, anche se le uova sono molto pregiate e belle, e la quantità di tuorlo ed albume ingente (e di ottima qualità). L'uovo di struzzo è l'uovo più grande in assoluto e corrisponde all'incirca a 25 uova di galline.