All Summer Long (album The Beach Boys)

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All Summer Long
Artista The Beach Boys
Tipo album Studio
Pubblicazione luglio 1964
Durata 25:06
Dischi 1
Tracce 12
Genere Surf pop
Etichetta Capitol Records
ST-2110
Registrazione 1964
Note n. 4 Stati Uniti
The Beach Boys - cronologia
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All Summer Long è il sesto album in studio del gruppo musicale statunitense The Beach Boys, e il loro secondo lavoro pubblicato nel 1964. Registrato in pieno periodo della British Invasion capitanata dai The Beatles, l'album ha segnato una svolta rilevante nella carriera dei Beach Boys e in primo luogo del musicista Brian Wilson.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Origine e storia[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal febbraio 1964, Brian Wilson si rinchiuse in casa a comporre nuovi brani, riemergendo solo dopo alcune settimane portando in dote alla band canzoni come I Get Around, All Summer Long, Wendy e Girls on the Beach. I Beach Boys sovraincisero le loro parti vocali sopra le tracce strumentali suonate da musicisti di studio, tutte prodotte dal ventunenne Brian Wilson.

I Get Around precedette l'uscita dell'album venendo pubblicata su singolo due mesi prima, e velocemente scalò le classifiche arrivando in vetta, diventando così il primo singolo da numero 1 in America per i Beach Boys. L'album fu pubblicato a luglio, e raggiunse la posizione numero 4 in classifica negli Stati Uniti, senza però riuscire ad entrare nella classifica inglese.

Il licenziamento di Murry Wilson[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei cambiamenti più rilevanti che ebbero luogo durante la lavorazione di All Summer Long fu il licenziamento di Murry Wilson come manager del gruppo. Dopo un lungo periodo durato due anni di dominio incontrastato, la band decise di averne abbastanza dei modi dittatoriali del padre dei fratelli Wilson. Durante l'incisione in studio del brano I Get Around, i membri del gruppo lo sollevarono dall'incarico. Un tentativo di riconciliazione tra le parti, come documentato dai nastri delle sessioni per Help Me Rhonda, fallì miseramente.[1]

Copertina[modifica | modifica wikitesto]

La copertina del disco, dalla quale traspare una forte atmosfera estiva, presenta una serie di fotografie dei membri del gruppo montate insieme come in un collage. Le foto furono accreditate sia a Kenneth Veeder che a George Jerman (che aveva scattato le istantanee per le copertine dei primi album del gruppo) ma non è ben chiaro chi abbia scattato le foto a colori in copertina e chi quelle in bianco e nero sul retro. Le foto furono scattate ancora una volta a Paradise Cove, a nord di Malibù, la stessa location utilizzata per gli album Surfin' Safari e Surfer Girl. Nelle foto, anche se tutti e cinque i membri del gruppo appaiono in copertina, solo Brian, Carl, Dennis e Mike furono effettivamente ritratti sulla spiaggia (insieme a due ragazze non identificate), Al Jardine quel giorno era ammalato e la sua immagine venne quindi aggiunta successivamente in studio.

Nelle prime stampe dell'LP, la canzone Don't Back Down venne erroneamente indicata come Don't Break Down sulla copertina.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Lato 1
  1. I Get Around (Brian Wilson/Mike Love) - 2:12 1
  2. All Summer Long (Brian Wilson/Mike Love) - 2:06 1
  3. Hushabye (D.Pomus/M.Schuman) - 2:39 2
  4. Little Honda (Brian Wilson/Mike Love) - 1:51 1
  5. We'll Run Away (Brian Wilson/G.Usher) - 1:59 2
  6. Carl's Big Chance (Brian Wilson/Carl Wilson) - 2:24 3
Lato 2
  1. Wendy (Brian Wilson/Mike Love) - 2:14 1
  2. Do You Remember? (Brian Wilson/Mike Love) - 1:37 1
  3. Girls On The Beach (Brian Wilson) - 2:23 2
  4. Drive-In (Brian Wilson/Mike Love) - 1:50 1
  5. Our Favorite Recording Sessions (Beach Boys) - 1:59 (Session)
  6. Don't Back Down (Brian Wilson/Mike Love) - 1:52 1

Specifiche esecutori[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • I Get Around / Don't Worry Baby , 11 maggio 1964, US numero 1, UK numero 7

Questo singolo fu il primo dei Beach Boys a raggiungere il numero 1 nelle classifiche americane. La canzone Don't Worry Baby fu ripresa dall'album Shut Down Volume 2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ , Timothy White, The Nearest Faraway Place pp. 230-238.
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